Tutti gli articoli su creatività

Un libro è un gioiello

Scritto da: il 31.08.10 — Comments Off
A volte "un libro è un gioiello" prende una connotazione un po' più letterale del previsto: come scopro tramite Il Giornalaio, Littlefly ha deciso di produrre gioielli a partire da libri; Jeremy May ritaglia una forma da centinaia di pagine di un libro e poi le lavora fino ad ottenerne un anello, una collana, un gioiello. Ecco, dato che si approssima il mio compleanno, io non mi offenderei se qualcuno me ne regalasse uno...

L’eleganza della semplicità, Un bambino prodigio, Némirovsky

Scritto da: il 19.08.10 — 1 Commento
Vorrei astenermi dall'attribuire significati o messaggi più o meno reconditi a questo racconto lungo, Un bambino prodigio, che la ventiquattrenne Irène Némirovsky pubblicò nella rivista Les Œuvres libres nel 1927. Esso narra le vicissitudini di Ismaele, bambino di più che modesta famiglia ebrea, toccato nell'infanzia dal genio della poesia e dal canto. Bambino che meraviglia e sa dare emozioni che incatenano gli astanti nelle taverne di un porto del Mar Nero e che vogliono godere incessantemente della sua creatività. Un giorno ha la ventura di essere ascoltato da un grande poeta sofferente a tempi alterni di pene d'amore ed in crisi. Grazie a lui e, soprattutto, alla volubile, quanto generosa, benché un pochino proterva amante di lui – che Ismaele chiamerà “principessa” – il piccolo viene innalzato al lusso agli agi e alle comodità. La sua facilità a creare versi per canzoni farà la sua fortuna e anche quella dei suoi genitori. Ma l'infanzia non dura in eterno, e l'adolescenza si approssima e con essa, Ismaele si accorge che la sua vena poetica che gli era sembrata fino a allora inesauribile tale, suo malgrado, può non essere e, di fatto non è. La parabola del suo genio che era finora stata ascendente, inizia la fase contraria. La sua vena poetica comincia a inaridirsi fino a diventare muta; e, a ravvivarla, non valgono neanche gli studi di altri poeti, anzi, questi hanno un effetto deleterio: gli fan riconoscere quanto, al confronto con le loro, le sue tanto amate, esaltate, ammirate poetiche canzoni altro non fossero che un'accozzaglia di rozzi, insignificanti versi da “taverna” appunto. E la situazione è tanto più dolorosa per Ismaele, quando deve perfino prender atto della sua incapacità ad almeno imitarli. Alla discesa artistica non tarda ad affiancarsi quella sociale: niente più inventiva poetica, niente più residenze in posti ...

Franklin Gothic

Scritto da: il 22.11.09 — 6 Commenti
via Holdme, via LegaNerd

Parola di Chiara Fattori

Scritto da: il 04.11.09 — 4 Commenti
Io sono agnostica, ma da bambina ho fatto tutti i sacramenti e il catechismo, e mi piaceva anche. Mi piacevano le parabole. La Bibbia l’ho letta tutta e credo che sia un gran libro. Tra le parabole che ci insegnavano c’era quella dei “talenti”: solo chi fa fruttare i propri talenti, le propre capacità, andrà in Paradiso. Il padrone dà un talento ad ognuno dei suoi tre servi, il padrone è Dio e a tutti i suoi figli dà un talento. Ora, se ognuno ha il suo talento, non tutti potranno avere quello dello scrittore, qualcuno ci avrà quello dell’insegnante, dell’elettricista o del sacerdote, ma qualcuno quello dello scrittore ce l’avrà! Ecco che in America, se un ragazzo a diciotto anni pensa di averlo, questo talento, può andare all’università e imparare come si fa a farlo fruttare. In Italia no. In Italia il talento dello scrittore non è certificato, la capacità di scrivere non è una professionalità, la cultura non è una cosa di cui si può campare, non ha valore, non gli si dà valore. Chiara Fattori, Il talento dello scrittore

Il Font: quale usare per inviare a un editore?

Scritto da: il 18.09.09 — 665 Commenti
Eccolo lì, proprio davanti ai nostri occhi, il momento atteso è giunto. Abbiamo messo la parola fine al nostro libro e le ultime righe ci osservano dallo schermo coll’espressione dell’ "ora che si fa?”. E già, bisogna inviarlo per una valutazione e magari chissà che non venga “adottato”. Alcuni Editori accettano i file *.pdf via mail, altri non si dispiacciono di averci la scrivania invasa dal cartaceo (forse per accendere la stufetta d’inverno?). Ma sorge un altro dubbio, oh cavalo lo mandiamo così con il font di default con cui lo abbiamo scritto oppure cambiamo? Che font sarà indicato per finalizzarlo? Inizia la fase del terrore psicologico e noi, nostri consiglieri di fiducia, cominciamo già a spararle sempre più grosse: vedi mai che per qualche strana legge scientifica se è vero che la scrittura e la personalità sono legate, allora forse il font ha le sue colpe? Forse, per le stesse regole, è possibile che nel carattere tipografico si manifesti la nostra creatività? Ehm, direi che è il caso di scendere un attimo coi piedi per terra e riflettere. Quale sarà mai l’utilità pratica del font? Ma certo la lettura, trasportarci sopra, come una imbarcazione, il fiume della narrazione. Torniamo lettori un attimo, una delle cose più fastidiose per chi legge è quel qualcosa che distrae, magari proprio il carattere del testo che affatica a tal punto da far smettere la lettura, nonostante le buone intenzioni. Certo, anche l’occhio vuole la sua parte ed un bel carattere sembra già un bel biglietto da visita, rispetto ad uno più da fumetto o da magazine. Io, ad esempio, ho un debole per i font con le grazie, ossia quelli della famiglia Serif, che si completano, alle estremità,  con delle belle terminazioni, o gambette, a punta. Su tutti però, i miei preferiti sono il Georgia [immagine ...

Dove prendi le idee?

Scritto da: il 04.09.09 — Comments Off
– Da dove prende le idee? – Onestamente [...] il mio lavoro nasce da una commistione di ricerca, esperienza personale e influenza degli autori che amo. – Questa è una risposta preconfezionata. Via Pensieri Spettinati Da dove trae ispirazione un autore? Il fumetto di Kurt Huggins e Zelda Devon – che vi consiglio caldamente di leggere – di cui ho riportato una parte dà la sua versione, fantastica nel senso più completo del termine. Ma sono convinta che molti scrittori diano risposte preconfezionate, come il protagonista della tavola. Giro perciò la domanda agli autori: da dove prendete le idee?

Un mondo di carta

Scritto da: il 03.09.09 — Comments Off
Anche se si tratta di una pubblicità, il lavoro di questi creativi è più che valido, e si merita un bel passaggio qui. Ecco a voi "Un mondo di carta" [via Pensierispettinati]: [vimeo]http://vimeo.com/6203526[/vimeo]

Tanti auguri a voi!

Scritto da: il 21.04.09 — 35 Commenti
Poiché oggi è il compleanno di Liblog e della passione per i libri, ecco per voi un concorso, stavolta aperto a tutti, non solo a chi ha un blog. I nostri amici editori hanno deciso infatti di mettere a disposizione dei regali, e noi, che siamo per l'incontro del lettore col suo libro, li mettiamo in palio. Le regole sono semplici semplici. Il concorso inizia oggi e finisce giorno 21 maggio (un lasso di tempo esteso, dato che in mezzo c'è la fiera del libro di Torino): un mese per trovare il vostro modo originale di fare gli auguri a Liblog per il suo compleanno. Potete scegliere la forma d'arte che preferite: scrittura, video, immagini. Qualsiasi cosa abbiate scelto, mettetela come commento a questo post. Giorno 21 maggio decreteremo i vincitori che si aggiudicheranno i libri! Ecco i premi e chi li ha messi a disposizione: Gargoyle Books - sito - profilo su Liblog Il Vangelo della Maddalena - David Niall Wilson – recensione Hanno sete - Robert R. McCammon L'eredità di Whiter - John Passarella Le stagioni del Maligno - J. C. Chaumette Il 18° vampiro - Claudio Vergnani - recensione - intervista Spirit - Graham Masterton Hotel Transilvania - Chelsea Quinn Yarbro Aìsara - sito - profilo su Liblog Genetica - Alberto Casadei Prima della pioggia di settembre - Mario Mereu NeroCagliari e dintorni - AA.VV. Una donna tutta d'un pezzo - Nino Nonnis Biancaneve - Daniela Melis e Antonio Ibba - recensione Edizioni XII - sito - profilo su Liblog Amandla! - Marco Pagani Il Segreto nella Fiamma - Massimo Vassallo Inferno 17 - Davide Cassia L'Altalena - AA.VV. - recensione Graphe - sito LiberaMente - AA.VV. - 2 copie EroticaMente - AA.VV. - 2 copie Intermezzi – sito - profilo su Liblog L'intervallo - Alessandro Ghebreigziabiher - 2 copie Tanit – sito Nessun peccato - Maria Luce Bondì - recensione - intervista Grill Bill - Massimo Zanicchi Las Vegas – sito – profilo su Liblog Oltre l'ostacolo ...

Letture estive I – Un posto nel mondo, Volo

Scritto da: il 21.07.08 — 4 Commenti
D'estate, complice il sole giaguaro e la stanchezza accumulata, molti, me compresa, si concedono letture più leggere, sconfinando nel frivolo. E mi chiedo perché non dovremmo, in fondo leggere non è un dovere, ed alternare estrema serietà al puro svago non fa male a nessuno. Una lettura disimpegnata ma non per questo meno gradevole potrebbe essere Un posto nel mondo, di quel Fabio Volo che un po' tutti conoscete sia attraverso la tv che la radio. Per fortuna non il solito personaggio famoso che non riesce a scrivere due righe in croce. Non il prossimo Proust, ma un intrattenitore di discreta bravura. Volo ha il pregio di affrontare i temi della sua generazione, quindi di parlare di ciò che conosce. Sono in fondo temi che attraversano i tempi moderni, stabilità e alea, relazioni, progetti, e quel tanto di insicurezza cui siamo abituati. Particolarmente riuscita la metafora iniziale che paragona la vita al tram, e che rende in sintesi l'idea di incasellamento della realtà moderna. Attraverso il protagonista e gli altri personaggi Volo dà voce ad una inquietudine diffusa, alla sensazione di insoddisfazione costante dei trentenni adolescenti italiani. Non ai bamboccioni ministeriali, ma a quelli che non sanno più perché devono tirare la carretta anche se la carretta si muove da sola. Michele, voce narrante, è la rappresentazione del tipo umano più diffuso, incastrato in un quotidiano tranquillizzante, in una stabilità che da un lato placa le ansie e dall'altro alimenta le frustrazioni. Finché non decide di compiere il viaggio che, da molto lontano, lo porterà all'interno di sé, per riemergere differente alla sua vita. Il romanzo presenta molti difetti della narrazione in prima persona che tanto va di moda, quindi eccessi di descrizione sentimentale e grandi monologhi, ma con una lingua semplice e condivisa. Forse un po' stereotipata a tratti, ed eccessiva nei dialoghi quando ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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