Tutti gli articoli su creative commons

Google Book e Creative Commons

In merito alla questione Google Book mi sembra interessante riportare un articolo apparso sul blog di Creative Commons, che fa il punto della situazione. Io e Alessandra stamattina presto l’abbiamo tradotto, quindi perdonateci le sviste!

Mike Linksvayeer su CC, November 16th, 2009

L’accordo Google Book è probabilmente la storia dell’anno riguardo al diritto d’autore — è complesso, controverso, coinvolge grandi attori e grandi soggetti — il futuro dei libri, forse il bene e il male — e tutto ciò si riassume in un grande dispendio di avvocati, esperti, e analisi accademiche.
Per Creative Commons è anche un argomento difficile da commentare. Ambedue i “lati” sono chiaramente in gran parte corretti. Un ampio accesso alle copie digitali di molti dei libri pubblicati sarebbe un incredibile beneficio per la società — è praticamente un imperativo che, in qualche modo, avverrà. È anche il caso che qualsiasi accordo particolare per ottenere tale accesso deve essere giudicato in termini di come serve l’interesse pubblico, che include la privacy del consumatore, la libera concorrenza e l’accesso ai libri, tra le altre cose. Inoltre, Creative Commons considera sia Google sia molte delle parti che obiettano alla soluzione (la Fondazione Electronic Frontier è un esempio ovvio) grandi amici e sostenitori dei commons.

Ci auguriamo che si raggiunga una conclusione socialmente utile. Comunque è importante ricordare perché arrivare a questo è così controverso. Il diritto d’autore non ha tenuto il passo con l’era digitale — al contrario, ha combattuto una battaglia di retroguardia contro l’era digitale, con conseguente crescita zero del dominio pubblico, un vasto numero di “opere orfane” inaccessibili e spesso in decadenza, e una diminuzione del. Se uno o tutti questi temi fossero stati affrontati, Google e qualsiasi altra parte avrebbero maggiore libertà di scansione e di mettere i libri a disposizione del pubblico— dare accesso ai libri digitali sarebbe oggetto di libera concorrenza, non un obiettivo raggiunto attraverso accordi complessi e controversi con molti effetti secondari.

Creative Commons è stato progettato per non giocare il costoso, rischioso e azzardato gioco del contenzioso e della lobbying per riparare un sistema di diritto d’autore guasto. Invece, seguendo l’esempio del movimento per il free software, noi offriamo una scelta volontaria per un diritto d’autore più ragionevole che funzioni nell’era digitale. C’è un grandissimo numero di testimonianze che questo funzioni — communities volontarie, legali, che condividono di misura poteri diversi, come i remix musicali, le pubblicazioni scientifiche, le risorse educative, e chiaramente Wikipedia.

È anche incoraggiante vedere che la condivisione volontaria può essere una componente utile anche dell’accordo controverso e vedere riconosciuto il Creative Commons come standard di condivisione. È quello che vediamo nella modifica proposta da Google, presentata lo scorso venerdì. La versione modificata (PDF) include il paragrafo seguente:

Termini di Licenza Alternativi. In luogo delle funzioni base di acquisto dei consumatori esposte nella Sezione 4.2(a) (Basic Features of Consumer Purchase), un Titolare dei diritti può indirizzare il Registro per rendere i suoi libri disponibili a titolo gratuito a norma di una delle molte licenze standard o di simili permessi contrattuali per l’uso autorizzati dal Registro in base al quale i proprietari delle opere rendono disponibili le loro opere (ad esempio le licenze Creative Commons), nel qual caso tali Libri possono essere resi disponibili senza le restrizioni di tale sezione.

Questa non è stata la prima menzione delle licenze Creative Commons nel contesto dell’accordo Google Book. La FAQ ha incluso per molto tempo una risposta indicante che sarebbe stata disponibile un’opzione Creative Commons. Creative Commons è stata menzionata anche (e sotto una luce positiva) dai critici dell’accordo, per esempio nel documento di Pamela Samuelson sull’accordo e nella provocatoria obiezione della Fondazione Free Software centrata sulla tensione tra le intenzioni dei licenziatari di dirito d’autore pubblico e la possibilità che l’accordo sfoci in una libertà minore di quella che il licenziatario intendeva.

Indipendentemente dall’accordo, abbiamo notato con gioia che qualche mese fa Google ha aggiunto un’opzione di licenza Creative Commons al suo partner program Google Book Search. Questo, come ogni condivisione volontaria o meccanismo per facilitarla, è uno sviluppo positivo.

Comunque vi sentiate riguardo all’accordo, potrete dare un contributo non polemico a un futuro migliore utilizzando lavori in commons e aggiungendo i vostri, per prevenire stalli futuri. Potete anche dare un contributo finanziario alla campagna annuale di Creative Commons per sostenere il lavoro che facciamo per costruire infrastrutture di condivisione.

Se volete seguire l’accordo Google Book play-by-play, la scuola legale newyorkese James Grimmelmann ha il go-to blog. Siamo orgogliosi di notare che James era un legale interno a Creative Commons nel 2004, ma non può assumere alcun credito per la sua produttività attuale!

blogdo small
Scritto da: Livia il 17 Novembre 2009
0 rss

Due video sul copyright: The Disney Trap

Una buona domenica con due video che non si vedono mai abbastanza, che forniscono i chiarimenti essenziali sul Copyright e sul prestito bibliotecario. Guardateli e condivideteli, è importante sapere cosa succederà ai nostri amati libri.

Immagine anteprima YouTube

Immagine anteprima YouTube

blogdo small
Scritto da: Livia il 6 Settembre 2009
0 rss

Il Papa e il diritto d’autore

Piovono rane qualche giorno fa ha segnalato una frase a mio parere molto interessante:

«Ci sono forme eccessive di protezione della conoscenza da parte dei paesi ricchi, mediante un utilizzo troppo rigido del diritto di proprietà intellettuale [...]».
Enciclica “Caritas In Veritate“, pagina 32.

Non avete letto male: la frase è di Benedetto XVI, e, che siate cattolici o anticlericali, il fatto che una delle più influenti autorità – al mondo – si pronunci sull’argomento è fatto non solo notevole di per sé ma anche positivo. Vero è che più avanti si riferisce direttamente alla sfera della sanità e quindi posso immaginare che parlasse di brevetti farmaceutici, ma la frase iniziale ha una portata molto ampia.

Accennare, sebbene in una riga, al problema del diritto d’autore è una conquista per chi, come me, vorrebbe vederlo tornare a quel che fu all’origine: un metodo per tutelare l’autore dallo sfruttamento quasi gratuito della sua opera. Che ne debbano godere poi i bisbisbisnipoti per il solo fatto di essere nati con un dato cognome, mi sembra tuttora assurdo, considerando che l’effetto è stato fare sparire rapidamente molti autori dal nostro retroterra culturale.

Speriamo che sia un segnale di positivo cambiamento e serva ad aumentare l’attenzione, già crescente, su questi temi.

«La corruzione e l’illegalità sono purtroppo presenti sia nel comportamento di soggetti economici e politici dei Paesi ricchi, vecchi e nuovi, sia negli stessi Paesi poveri. A non rispettare i diritti umani dei lavoratori sono a volte grandi imprese transnazionali e anche gruppi di produzione locale. Gli aiuti internazionali sono stati spesso distolti dalle loro finalità, per irresponsabilità che si annidano sia nella catena dei soggetti donatori sia in quella dei fruitori. Anche nell’ambito delle cause immateriali o culturali dello sviluppo e del sottosviluppo possiamo trovare la medesima articolazione di responsabilità».

blogdo small
Scritto da: Livia il 10 Luglio 2009
0 rss

Ubunchu, Seo

Ubunchu – SeoFra le molte segnalazioni ricevute, ce n’è una molto particolare, che rispetta e promuove lo spirito delle licenze Creative Commons. Si tratta di Ubunchu, un fumetto giapponese rilasciato con i “sorgenti”, e che ha come tema centrale la vita di tre studentesse che amministrano un sistema con Ubuntu, la famosissima distribuzione di Linux.

Il legame tra Linux e Creative Commons è di vecchia data, ma, per chi non lo conoscesse, ricordo che Ubuntu è un sistema operativo open source, liberamente utilizzabile (e modificabile, per gli utenti un po’ più esperti) e distribuito gratuitamente. Nel pieno rispetto della licenza c’è anche chi l’ha tradotto gratuitamente in italiano, mantenendo il verso della lettura nipponico.

Veniamo al fumetto vero e proprio; sono pochissime pagine queste che compongono il primo capitolo (di non si sa ancora quanti), la trama è ancora completamente nascosta, ma vengono presentati i tre personaggi attorno ai quali ruoterà la serie. Sono tre studenti alle prese con un computer nuovo. L’avvio non è dei più avvincenti, beh, ma sembra essere un manga divulgativo.

Tutta questa prima puntata infatti ha l’aspetto di uno spot a favore di Ubuntu, enfatizzato e messo al centro di discussioni e pantomime; i tre ragazzi ne discutono i pregi e tentano di scoprirne i difetti, ognuno dal suo punto di vista (utente Windows, utente Mac e utente Linux). Purtroppo la parte apologetica è piuttosto invasiva, diventando in breve stucchevole: vero è che bisogna sempre pubblicizzare le iniziative lodevoli, ma bisogna mantenere una misura.

Resta però un buon tratto, con effetti comici di deformazione che mi ricordano, almeno in parte, Excel Saga (niente a che fare con la suite di office, non temete!), un tentativo pregevole di diffondere la cultura open e le licenze CC e la chiarezza nell’illustrare le prerogative del sistema e i suoi vantaggi.

Sicuramente è rivolto a un pubblico di appassionati informatici e, nello specifico, agli estimatori di Linux, ma può essere anche un buon approccio per conoscere un sistema nuovo in modo scanzonato. Sicuramente sono curiosa di sapere come si evolverà la storia ancora abbozzata.

blogdo small
Scritto da: Livia il 13 Maggio 2009
1 rss

Le segnalazioni di Liblog – dall’11/04 al 18/04

Eventi vicini e lontani, per questa settimana…

  • martedì 14 aprile – Milano

Verrà presentato il prossimo martedì alla Fnac di Milano il libro Quando tutto diventò blu di Alessandro Baronciani, edito dalla casa editrice Black Velvet. Alle ore 18,00 sarà quindi presente l’autore.

  • mercoledì 15 aprileSan Francisco

Al PariSoMa di San Francisco si riunisce stasera il meglio del Creative Commons mondiale, al CC Salon, per discussioni e scambi di idee. Saranno spiegati tre progetti – Maneno, Global Lives, Global Oneness Project – e come l’introduzione del CC agevola lo scambio culturale e l’avanzamento. per informazioni e aggiornamenti il link è CC Salon SF.

  • giovedì 16 aprile –  Firenze

Selvaggia Velo, di River to river, presenterà giovedì alle 19 presso la Libreria Cafè Meykadeh Gente di Mumbai, di Munmun Ghosh; l’autrice indiana non potrà essere presente, ma non temete, verrà proiettata una video intervista e ci saranno anche altri materiali inediti (non vi diciamo di più, dovete andarci!).

  • venerdì 17 aprile –  Modena

Venerdì sera – un significativo venerdì 17 – sarà presentato il romanzo Il 18° vampiro, di Vergnani. Loredana Lipperini sarà la madrina dell’evento, che si terrà alle 19 al Caffè dell’Orologio e vedrà anche interventi di giornalisti, dell’editore e la presentazione di un racconto di Barbolini.

  • dal 17 al 19 aprile – Pisa

Si aprono il prossimo venerdì i lavori della manifestazione pisana intitolata Parco Libri e dedicata all’editoria e all’ambiente. Questa terza edizione, come le precedenti, si rivolge infatti a tutti quegli editori particolarmente sensibili ai temi ecologici e che ne contribuiscono la diffusione e la promozione, i quali inoltre contribuiscano a collaborare con gli enti e le aziende impegnate sul campo. Il programma di quest’anno sembra molto interessante, date un’occhiata.

  • venerdì 17 aprile – Roma

Alle ore 18,00 presso libreria Odradek verrà presentato il libro Nikolski (edizioni Voland). Saranno presenti l’auore Nikolas Dickner, il traduttore Francesco Gazzè e la giornalista Tiziana Lo Porto.

  • fino al 20 aprile – Novara

La provincia di Novara assieme alla Regione Piemonte hanno promosso quest’anno un festival dal titolo Scrittori&Giovani che si è aperto lo scorso 2 aprile e continuerà ad animare la splendida provincia piemontese sino a giorno. Sono previsti incontri con importantissimi nomi della letteratura mondiale: Daniel Pennac, David Grossman e Ricardo Menéndez Salmòn (per la prima volta in Italia) e i più nostrani Carlo Lucarelli e Giuseppe Culicchia. Saranno organizzati laboratori di scrittura, proiezioni di film e spettacoli di musica. Qui troverete maggiori informazioni.

blogdo small
Scritto da: Memy il 11 Aprile 2009
2 rss

Old World Epic? – Le oche sono uomini, Iadunps

Le oche sono uomini - IadunpsDa quando è stato pubblicato il saggio di Wu Ming sul New Italian Epic ho letto molte discussioni interessanti al riguardo. Una delle più intriganti l’ho scovata su un sito segnalatomi di recente, sotto forma di brevissimo saggio. Il titolo già fa intuire il tono delle argomentazioni, che, nonostante siano serissime, sono espresse in modo volutamente ironico. E mi ha conquistato da subito Le oche sono uomini, e-book minimo di Iadunps.

In primis perché pubblicato in creative commons, quindi liberamente riproducibile a patto di inserire i riferimenti del caso, con la stessa licenza che io prediligo, by-nc-sa; era quasi una scelta obbligata, dato che il saggio originale è anch’esso disponibile online. Secondariamente perché il testo è molto sintetico ma comunque chiaro, affronta con brio un argomento “serioso” e ha il coraggio di esprimere una opinione di certo non diffusa.

Il New Italian Epic, in poche parole, postula che la narrativa degli ultimi anni abbia delle caratteristiche comuni, che si tratti di Wu Ming, Carlotto, Camilleri o Lucarelli, che ci siano un sentire comune, rimandi, echi. Per essere esatti si parla di convergenza degli scrittori italiani in un’unica nebulosa che affronta tematiche “epiche” in senso non tradizionale.

Le oche sono uomini sintetizza al massimo le trenta pagine di Wu Ming estrapolandone in tutto sette punti essenziali di cui uno imprescindibile, salvo poi smontarle con altrettanta capacità di sintesi; il concetto di fondo è che rendendo una tassonomia abbastanza ampia e ambigua sia possibile farvi rientrare qualunque cosa, che è poi il dilemma del ricercatore: limitare il campo.

La parte più divertente è la confutazione con esempi, che raccoglie libri di categorie tanto diverse da non essere nemmeno comparabili tra loro e che, nonostante questo, sembrano rientrare nella definizione di NIE. Spero che il testo venga ampliato e che scenda un po’ più nel dettaglio considerato che, sotto una scrittura caustica e irriverente, sono celate delle fondate argomentazioni.

Non lo potete comprare, ma potete scaricarlo sul sito e leggerlo comodamente anche a schermo, data l’estrema brevità. Io vi consiglio di farlo, anche solo per sentire una voce dissonante.

blogdo small
Scritto da: Livia il 18 Febbraio 2009
0 rss

Progetto biblios.net

Avere amici significa anche avere molte segnalazioni di eventi e luoghi, fisici o virtuali, di tuo interesse. Tra questi uno merita di essere qui condiviso, il catalogo Biblios.net.

Questo infatti si propone di raccogliere in un enorme database gli scritti non più coperti dal diritto d’autore o quelli che, per loro natura o scelta dell’autore, sono liberamente fruibili. Quindi scritti i cui autori sono deceduti più di 70 anni fa e scritti rilasciati con licenze CC.

Il principio base è lo stesso che regge Wikipedia, e un poco anche quello di aNobii stesso; da un lato infatti c’è una community che chatta, discute sui forum, si scambia messaggi, dall’altro la community usa l’open-source ‡biblios metadata editor per “sistemare” il sito.

I testi sono liberamente fruibili, sia per gli iscritti sia per i non iscritti, tramite Z39.50, OAI, o semplicemente scaricandoli.

Il progetto è ancora in fase beta, per cui potete anche aiutare concretamente la nascita di questo ambizioso database (si propone di essere il più grande al mondo) in alcuni modi, dando suggerimenti, iscrivendovi con un beta account su https://beta.biblios.net compilando il Beta Test Questionnaire o infine aggiungendo testi a http://archive.org, (mandando anche una email a ‘info AT liblime DOT com’).

Sul sito ufficiale troverete queste e altre informazioni utili su biblios, per partecipare o semplicemente usufruirne.

blogdo small
Scritto da: Livia il 7 Dicembre 2008
0 rss

Creative commons

A marzo di quest’anno mi trovai a parlare, con quello che sarebbe diventato il mio “capo” qui su Liblog, dell’evoluzione dell’editoria nel mondo, del copyright, del copyleft e delle licenze CC. Dopo una mia iniziale diffidenza, legata più che altro alla mia concezione tradizionalista dell’editoria, ho iniziato a studiare, e sono pervenuta a diverse idee che vorrei condividere con voi.

Riguardo al copyleft ancora non mi sbilancio, sballottata tra chi lo intende come una forma di CC e chi come una rinunzia. Sulle licenze Creative Commons invece ho trovato abbondante materiale, molti pareri e molte accese discussioni.

Una parte degli autori e degli editori, forse per ignoranza o forse per tendenze protezionistiche, combatte la diffusione delle CC. Ora che le ho studiate mi sembra un mistero: non ledono il diritto d’autore, non ledono la diffusione del libro, non ledono le vendite. Vediamo in dettaglio perché.

Esistono più tipi di licenze, che riporto così come sul sito di CC Italia:

Commons Deed (ovvero i riassunti delle licenze) e Legal Code delle licenze Versione 2.5

Come potete notare i parametri variabili sono tre: Attribuzione – Commerciale/Non commerciale – Non opere derivate/Condividi allo stesso modo. Analizziamoli nel loro significato specifico.

Attribuzione significa che viene riconosciuta una paternità all’opera. Questo, in Italia, è l’inalienabile diritto morale d’autore, che quindi è ampiamente tutelato.

Non opere derivate significa che nessuno può trarne adattamenti, riduzioni, rielaborazioni o rifacimenti.

Non commerciale significa che chiunque fruisca del materiale sotto la licenza non può trarne guadagno senza aver richiesto autorizzazione al titolare del diritto.

Condividi allo stesso modo consente la rielaborazione e/o l’adattamento, ma chiunque lo faccia è tenuto a rilasciare secondo la stessa licenza e citando la sua fonte.

La sola attribuzione significa che chiunque può fare un uso commerciale, non commerciale, una variazione, un adattamento o uno stravolgimento dell’opera. Poco indicata quindi per l’editoria, sicuramente. La seconda, attribuzione – non opere derivate, è invece poco utile per la creazione del fermento culturale, dato che consente di lucrare ma non di creare a partire dall’opera. E così via.

Quelle veramente interessanti per l’editoria sono Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate insieme a Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo. Significa che si può liberamente riprodurre l’opera e le sue parti, purché non se ne tragga guadagno; nel primo caso non si può  modificare l’opera né le sue parti, nel secondo si può creare qualsiasi altra opera liberamente citando o modificando la prima, adattandola, riprendendola.

Materialmente, applicandolo ad un caso concreto: oggi la piccola c.e. XYZ pubblica il libro AAA con una delle due licenze qui sopra. Un lettore decide di farne un reading pubblico in una biblioteca, gratuitamente: non deve richiedere nessuna autorizzazione. Un regista decide di farne un adattamento cinematografico per la tv: poiché ne trarrà guadagno dovrà contrattare col titolare dei diritti il loro acquisto. Nell’ultimo caso, poi, l’adattamento avrà per obbligo la stessa licenza.

Quest’ultimo caso è per me il migliore: crea fermento intorno all’opera, crea cultura, sostituisce insomma per l’era informatica la posizione del salotto letterario ottocentesco, e prima ancora delle corti. Senza Molière dove sarebbe Goldoni?

Ecco, spaventa il fatto che si possa scaricare liberamente il libro, cosa che peraltro avviene già illegalmente. Ma chi è in grado di leggere un libro di 400 pagine a video, rovinandosi gli occhi e restando incollato inoperosamente allo schermo? Uno dei piaceri del libro è la portabilità e la sensazione tattile: posso andare al parco, in spiaggia, in biblioteca o al bar, il libro non mi pone limiti.

Chi ne ha una copia sul pc o una fotocopia e ha gradito il libro prima o poi lo comprerà: io ho fatto così con i libri che ho amato nel periodo universitario, e che ho letto rigorosamente in prestito (e qui colgo l’occasione per ringraziare gli amici).

Non so poi cosa spaventi gli autori, che ne hanno il massimo vantaggio, ma questo sta a voi spiegarmelo.

blogdo small
Scritto da: Livia il 11 Novembre 2008
7 rss

Diritto d’autore – Risponde Daniele Minotti

Tra le domande frequenti degli scrittori, quelle sul diritto d’autore secondo me meritano un adeguato approfondimento. Per questo sono andata a scomodare Daniele Minotti, famoso blogger nonché giurista (anche in ordine inverso).

  • C’è una effettiva necessità per un autore di registrare la propria opera all’OLAF o esistono altri modi per tutelare il proprio diritto d’autore, che abbiano una validità legale?

La sezione OLAF della SIAE amministra i diritti relativi alle opere letterarie (incluse le loro traduzioni) ed alle opere delle arti visive e cura un servizio di deposito. Quest’ultimo, però, è una mera facoltà perché l’opera è comunque tutelata dal momento della sua creazione. Il deposito consente una maggiore tutela, ma SIAE non e’ l’unico soggetto che svolge questo genere di attività.
Dunque, il deposito e’ consigliabile (serve a garantire soprattutto la paternità specie per le opere inedite) e non obbligatorio, ma e’ effettuato anche presso soggetti diversi.

  • Bollino sì o bollino no? Ovvero, esiste l’obbligo di contrassegno SIAE in Italia per quel che concerne i libri?

Sì, dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE del novembre scorso, possiamo dire con certezza che soltanto per i libri l’obbligo è vigente (non così per altri supporti come CD, DVD, ecc., anche se abbinati a libri o riviste).
Ma si tratta di un obbligo molto “relativo”, se così si può dire. L’obbligo è previsto dall’art. 123 l.d.a. e dall’art. 12 del regolamento di esecuzione. Serve, in buona sostanza, per garantire l’autore circa il numero di copie stampate (i bollini sono numerati). Ma può non essere apposto se non c’è il contratto di edizione e se il numero delle copie è ininfluente rispetto ai diritti patrimoniali dell’autore (es.: compenso a forfait). La bollinatura può essere sostituita dalla firma, sempre su ogni esemplare, dell’autore.

  • Se è obbligatorio, perché gran parte dei libri che possiedo (di piccoli e grandi editori) non ne hanno alcuno?

Probabilmente, si ricade in un dei casi visti, anche se c’è da considerare che alla violazione dell’obbligo non corrisponde, ad esempio, un’ipotesi di reato (esiste, invece, per gli altri supporti anche se le sanzioni sono inefficaci dopo la sentenza UE).

  • Il registro OLAF rappresenta un vincolo per quanto riguarda il rapporto tra scrittore ed editore – ovvero: l’autore o l’editore devono qualcosa per la pubblicazione di opere registrate all’OLAF?

No, non devono nulla. L’autore deve soltanto preoccuparsi di pagare il canone del deposito.
Il deposito ha l’unica funzione (sebbene importante) di dare la prova che in un dato momento una certa persona ha depositato l’opera.
Insomma… serve a provare chi è arrivato prima.

  • Che validità hanno le licenze Creative Commons? Il loro legal code è riconosciuto in Italia?

Non esiste una legge italiana che “recepisca” le licenze CC. Giuridicamente, non è necessario perché l’autore è sempre libero di scegliere il regime giuridico delle proprie opere, salvo i limiti inderogabili di legge. Le licenze CC hanno, però, il grande e indubbio vantaggio di costituire uno “standard” facilmente fruibile dall’autore e immediatamente comrpensibile per il pubblico.

  • Nel caso di opere pubblicate in Creative Commons è necessaria comunque la certificazione SIAE?

No, anche perché la certificazione SIAE non è mai obbligatoria (se per certificazione si intende il deposito).

blogdo small
Scritto da: Livia il 14 Ottobre 2008
14 rss

Copyleft Festival ad Arezzo

Eccovi le date e gli eventi del Copyleft Festival di Arezzo

  • giovedì 11 settembre

Piazza Risorgimento
ore 17 presentazione editoriale “Scorrete lacrime disse lo sceriffo”- racconti di Philip K. Dick, di e con Laboratorio Sociale Crash
ore 18 Copyleft Off: presentazione editoriale “Nelle Mani Giuste” (ed. Einaudi Stile Libero) di Giancarlo De Cataldo, presenta Francesco Marmorini
ore 19 tavola rotonda “Open Source e pubblica amministrazione: utilizzo delle licenze open source nella P.A.” con Gabriella Cecchi, Ilario Nocentini, Miranda Brugi, Flavia Marzano

Piazza San Jacopo
ore 19 Leftmusic aperitivo dj set Dj Jago (Elettrowave)
Sala Borsa Merci
ore 21 proiezione e dibattito sul film “Zero-Inchiesta sull’11 Settembre” con il regista Francesco Trento e Simone Emiliani di Sentieri Selvaggi

  • venerdì 12 settembre

Piazza Risorgimento
ore 16 presentazione editoriale “United Business of Benetton” (ed. Stampa Alternativa) con l’autore Pericle Camuffo, presenta Marcello Baraghini
ore 17 presentazione editoriale “Zero Tolleranza”, l’antologia del fumetto indipendente italiano, in collaborazione con “Sherwood Comix Festival 2008? (ed. Beccogiallo) con Luca Genovese e Claudio Calia
ore 18 presentazione editoriale “Uno bianca e trame nere” di Antonella Beccaria (ed. Stampa Alternativa) con lo scrittore Bruno Fiorini aka Kai Zen Brian
ore 19 tavola rotonda “Letteratura di genere e critica sociale: come la letteratura di genere indaga la Storia. Episodi poco chiari della storia italiana e non solo.” con Serge Quadruppani, Gianni Biondillo, Simone Sarasso, modera Antonella Beccarla

Piazza San Jacopo
pomeriggio LeftSalon: performance di disegno live in collaborazione con i disegnatori di IUK Massimo Giacon, AlePOP Staffa, Alberto Corradi, Tuono Pettinato e Diavù e con Mondo Pop (International Gallery & Art Shop).
Il ricavato della vendita tramite asta on-line delle tavole realizzate andrà a favore della campagna di adozione a distanza “Il cuore si scioglie”
ore 19 Leftmusic aperitivo live set Micamat (Homework Records)
ore 21.30 spettacolo teatrale “Georgofili, una via una strage” spettacolo di teatro civile di e con Saverio Tommasi

Sala Borsa Merci
ore 21 proiezione cortometraggi concorso “Corti in Creative Commons” in gara (in parallelo proiezione alla libreria Flexi di Roma

Skate Park Arezzo
ore 23 Copyleftnight@Skate Park serata Reddarmy con Kappah e Railster

  • sabato 13 settembre

Piazza Risorgimento
ore 16.30 presentazione “Progetto Schiaffo Edizioni” con Luca Lattuga
ore 17 tavola rotonda “Professionisti open: lavorare con il copyleft” con Diego Zanga, Marco Gallorini e Simone Aliprandi
ore 18 presentazione editoriale “Tana per la bambina con i capelli a ombrellone” di Monica Viola (ed. Rizzoli 24/7) presenta Giulio Mozzi
ore 19 tavola rotonda “Beni comuni: dai farmaci all’acqua, passando per le opere dell’ingegno umano: i patrimoni comuni dell’umanità messi a rischio dall’economia di mercato” con Philippe Aigrain, Alessandro Volpi, Vincenzo Striano, modera Francesco Romizi

Piazza San Jacopo
ore 19 Leftmusic aperitivo live set Apes on tapes (Homework Records)
ore 21.15 spettacolo teatrale “L’origine del male” di e con Christian Biasco

Sala Borsa Merci
ore 16 workshop di scrittura collettiva “La centounesima centuria” curato dalla SIC (scrittura industriale collettiva) con Vanni Santoni e Gregorio Magini
ore 21.30 premiazione cortometraggi vincitori “Corti in Creative Commons” con l’associazione di registi indipendenti RING e la presentazione del progetto multimediale MetroInferno

  • domenica 14 settembre

Piazza Risorgimento
ore 11,30 tavola rotonda “No Pago campagna per il prestito bibliotecario gratuito: le ragioni di una battaglia fondamentale per il libero accesso alla cultura” con Annalisa Cicchella rappresentante della campagna No Pago, la presidentessa della Biblioteca Città di Arezzo prof.ssa Caterina Tristano, Monica Mazzitelli
ore 12.30 Adesione alla campagna No Pago delle biblioteche pubbliche della provincia di Arezzo
ore 16 presentazione editoriale “Radio Aut, materiali di esperienza di controinformazione” (ed. Alegre) con Salvo Vitale, presenta Giulio Calella
ore 17 presentazione editoriale “Acido Lattico” (Gaffi editore) di Saverio Fattori presenta Stefano Mei con l’autore
ore 18 presentazione editoriale “Acqua in movimento. Ripubblicizzare un bene comune” (ed. Alegre) di Marco Bersani con Gabriella Cecchi
ore 19 tavola rotonda “Nuove forme della musica e licenze cc” con Gabriele Lunati, Davide D’Atri di Beatpick, Marco Fagotti di Anomolo Records e Andrea De Rocco (Negramaro)

Piazza San Jacopo
ore 16 workshop “Nella tana dei Paguri. La satira e il fumetto: workshop di sceneggiatura, disegno e mancanza di rispetto nella visione di Daniele Caluri ed Emiliano Pagani” con Daniele Caluri ed Emiliano Pagani de “Il Vernacoliere”
ore 19 Leftmusic aperitivo live set Simone Pelliconi (Homework Records)
ore 21 proiezione corti Licaoni presentano una selezione di video in cc
ore 21.30 spettacolo teatrale “Don Zauker Talk Show” con Daniele Caluri ed Emiliano Pagani

Sala Borsa Merci
ore 11-17 bar camp “New Media Camp: new media, citizen journalism, produzione dal basso della notizia” con alcuni dei maggiori blogger italiani

  • per tutto il festival

Piazza Risorgimento
pomeriggio spazi libri con “Leftlibreria InProspettiva”, Stampa Alternativa, Gaffi Editore, Edizioni Alegre

Piazza San Jacopo
pomeriggio work in progress di fumetto Adattamento a fumetti del testo di Kai Zen “Notturno a Villa Wanda” realizzazione estemporanea eseguita dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics
pomeriggio spazio espositivo con Provincia Arezzo, Comune di Arezzo, Schiaffo, Arci, Libera, Fronte Popolare per la musica libera, Scuola Internazionale di Comics, Sezione Soci Coop Arezzo
mostra esposizione tavole progetto “Schiaffo”

Circolo Culturale Aurora
mostra fotografica “Feeling blue” di Luca Deravignone (flickr.com/xdera)

blogdo small
Scritto da: Livia il 8 Settembre 2008
0 rss