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Lei m’insegna, Goldoni

Scritto da: il 21.01.10 — 3 Commenti
A metà degli anni ‘80 Luca Goldoni era uno scrittore molto popolare. Firma nota del Corriere della sera, parmigiano, giornalista brillante ed arguto, con un passato di cronista ed inviato di guerra, divenne piuttosto famoso per una serie di libri che raccoglievano considerazioni ed aneddoti sugli italiani, sui loro costumi e malcostumi, in maniera garbata ma puntuale, sempre sul filo dell’ironia se non dell’umorismo vero e proprio. Li pubblicava Mondadori prima, Rizzoli poi, con cadenza annuale, e anche se poi cambiò un po’ obiettivo, spostandosi su argomenti più specifici, l’appuntamento con I libri di Luca Goldoni fu per un certo numero di anni un mio appuntamento fisso con la libreria. Lo scrivo con la maiuscola, "I libri di Luca Goldoni", perché presso Mondadori vi era proprio una collana dedicata così intitolata. C’erano poi le sovraccoperte, bellissime, illustrate da Ferruccio Bocca, altro nome strettamente legato a quell’epoca e a quei libri. Vi parlo in questa occasione di Lei m’insegna, che è un titolo paradigmatico di quella produzione e credo anche uno dei più fortunati commercialmente. Il titolo era preso, come d’abitudine, da un modo di dire, da una formula retorica usata ed abusata, di quelle che si impiegano per farsi dare ragione in una discussione. Sì perché il tono è quello dell’amabile conversazione, del brillante scambio di vedute, un racconto ironico con cui smascherare, con acume e humour, i vizi eterni degli italiani. Certo vi si racconta l’Italia degli Eighties, l’Italia degli yuppie, del debito pubblico, dell’inflazione a due cifre, un Paese dove gli anni ‘70 erano ancora molto presenti ma anche il riflusso, la Prima Repubblica, Jerry Calà già uscito dai Gatti di Vicolo Miracoli, il craxismo, il Mondiale di Spagna appena vinto, l’Avvocato, noi che diventavamo grandi… tutte cose che non ci sono più. O almeno in parte. C’è in questo libro lo spirito ...

Parola di Marguerite Yourcenar

Scritto da: il 07.01.09 — Comments Off
Ci sono pochi scrittori di genio; le scrittrici di genio sono, certamente, ancora più rare. Le grandi poetesse, poco numerose, lo sono però abbastanza perché se ne possa formare un'ampia rosa, ma un grande romanzo presuppone un libero sguardo rivolto alla vita che il costume sociale, fino ad ora, non ha affatto consentito alle donne; [...] Marguerite Yourcenar, Con beneficio d'inventario
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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