Tutti gli articoli su cospirazione

Noi e loro, Di Girolamo

Scritto da: il 12.02.10 — Comments Off
Da quando collaboro con questo blog, mi sono capitate tra le mani opere che probabilmente mai avrei letto. Alcune sono state gradevoli sorprese, altre un po’ meno. Oggi vi parlo di un libro appartenente a un genere che mi ha sempre incuriosito ma che ho frequentato poco: l’Ufologia. Noi e Loro (sottotitolo T & ET) parla delle diverse specie di alieni che da anni visitano il nostro pianeta e delle loro interazioni con la razza umana. L’autore – Paolo Di Girolamo, studioso di fenomeni legati agli U.F.O. sin dal 1955 – cerca di trarre un senso dai molti contatti alieni a cominciare da quelli avuti da lui stesso. Dalla maggiore frequenza e complessità di tali incontri sembra emergere un disegno preciso: abituarci all’idea che non siamo soli nell’universo. Vi dico subito che Noi e Loro è un libro indirizzato soprattutto agli appassionati di UFO: non è né uno studio scientifico sul fenomeno né tantomeno cerca di convincere sull’esistenza della vita aliena. Piuttosto pone l’accento sulle conclusioni che si possono trarre dai contatti avuti da svariati autori in giro per il mondo, tra cui lo stesso autore nell’Italia degli anni sessanta. La prima conclusione è che sono diverse le specie aliene che visitano o abitano la Terra con sempre maggiore frequenza. Altrettanto vari i loro scopi. Se gli Ummu si limitano ad osservarci, i Grigi (quelli di Incontri ravvicinati del terzo tipo) vogliono usarci per esperimenti genetici. I Janos hanno bisogno di una nuova patria mentre i w56 cercano di salvarci dai terribili CTR. Non mancano quelli che vogliono salvarci da un’imminente catastrofe causata da un astro in transito nel sistema solare … Quel che è certo è che gli alieni, ormai, fanno parte dell’immaginario collettivo tanto che l’autore ipotizza l’esistenza di un piano preciso per farci accettare la loro presenza in vista di un ...

Le menzogne della notte, Bufalino

Scritto da: il 11.12.09 — 2 Commenti
Gesualdo Bufalino, siciliano di Comiso, approdò al romanzo già sessantunenne, nel 1981, con il romanzo intitolato Diceria dell’untore,un’opera d’esordio che ebbe notevole fortuna di critica e di pubblico, dopo essersi dedicato per anni all’insegnamento, alla poesia e alle traduzioni. Tuttavia dopo quel clamoroso debutto seguirono numerosi lavori letterari, uno dei quali è il prodigioso meccanismo narrativo intitolato Le menzogne della notte. Ambientato in una prigione abbarbicata su di un isolotto in mezzo al mare, in una sorta di “Risorgimento borbonico” appena sbozzato da pochi accenni storici, il romanzo racconta dell’ultima notte di quattro personaggi, quattro condannati a morte accusati di cospirazione ai danni de Re cui viene proposta una via di salvezza: rivelare il nome del capo della congiura, semplicemente scrivendolo su un pezzo di carta da introdurre in un’urna. Ciascun condannato avrebbe introdotto un foglio, o col nome o senza, ma sarebbe bastata la pur anonima delazione di uno solo per garantire la salvezza di tutti. I quattro, uno studente, un soldato, un poeta e un barone, passano la notte assieme a un frate, anch’esso prigioniero e condannato, che propone loro di trasformare la veglia in una sorta di Decamerone, in cui ognuno porti un racconto di se e della propria esistenza, qualcosa da consegnare alla storia o all’ultimo ricordo prima della lama del boia, fino all’alba fatale che decreterà il destino di tutti. I quattro racconti così tratteggiano altrettante storie, sospese fra vero e verosimile, ma il gioco fra verità e menzogna è sottile e pervade le esistenze dei condannati così come l’intero romanzo, abilmente costruito come un gioco di specchi ingannatori, fino a condurre il lettore al sorprendente finale. Centocinquanta pagine appena, folgoranti, scritte con la prosa raffinatissima ed elegante di Bufalino, capace di dare vita ad una sorta di giallo filosofico, un thriller metafisico fortemente simbolico dove il moltiplicarsi delle maschere ...

I partigiani del genoma, Corimbi

Scritto da: il 21.09.09 — 1 Commento
A volte i libri prendono ispirazione dalla realtà tanto da essere più che verosimili, da sfiorare il sospetto che di finzione resti ben poco. Così è anche per questo primo thriller di Aìsara, I partigiani del genoma di Lisa Corimbi, ambientato nel presente e in luoghi conosciuti. La Sardegna, infatti, fa da sfondo a una vicenda intricata e intrigante, in cui non mancano tutti gli elementi tipici del genere: cospirazioni, gruppi segreti, multinazionali, rapimenti e omicidi a sangue freddo. Stefano Reali è un uomo scomodo, un giornalista-segugio che non si ferma mai alle apparenze e, da vero "mastino", si aggrappa anche al più piccolo indizio per cercare di arrivare alla verità, per quanto nascosta o pericolosa possa essere. Gli è costata già, questa sua attitudine, un trasferimento (declassante) mentre svolgeva un'inchiesta, e gli costerà anche di più questa volta. La vicenda prende avvio da una serie di rapimenti sospetti, diversi dalla norma: i rapiti infatti vengono liberati con gravi malattie che non avevano mai manifestato. E nello stesso periodo la Sardegna è la regione del progetto pilota di mappatura del genoma umano e gli scienziati ne celebrano il buon andamento. Non ci vorrà molto per mettere in correlazione le due cose. Attraverso un'esistenza materiale e una puramente virtuale Stefano arriverà a scoprire, insieme ai suoi compagni di ricerca, cosa si cela dietro a questi eventi. Non vi dico di più, per non guastarvi la sorpresa di una lettura avvincente. Quello che è evidente, però, è la verosimiglianza assoluta dei comportamenti e delle situazioni: dai responsabili della stampa, ottusi o asserviti quando non collusi con il potere, che tacciono per convenienza, alla segretezza del progetto pilota che effettivamente esiste in Sardegna e di cui ogni tanto viene pubblicato qualche risultato ma, sostanzialmente, nulla è dato sapere. Il tutto narrato con una scrittura diretta e semplice, anche se ...

Il pendolo di Foucault, Eco

Scritto da: il 11.03.09 — 5 Commenti
Umberto Eco si è guadagnato un posto nella storia della letteratura italiana con uno straordinario romanzo quale Il nome della rosa, clamoroso successo anche internazionale tradotto da Jean Jacques Annaud in un ottimo film  con Sean Connery che peraltro abbiamo visto tutti. Romanzo che va anche, posto che a qualcuno interessi, nella mia personale top ten, e che fu seguito qualche anno dopo da un libro per certi versi in anticipo sui tempi. Il pendolo di Foucault, molto prima di Dan Brown e compagnia, affrontava infatti temi diventati poi assai di moda, come i cavalieri templari, la ricerca del Graal, o più in generale le cospirazioni internazional-esoteriche dai Rosa-Croce in giù. Inutile dire però che Eco affronta il tema con classe di scrittore d’altra levatura e riesce al tempo stesso a mantenere rigore di studioso e giocosa levità di romanziere. E Il pendolo è libro fatto di libri e sui libri, come e più del suo illustre predecessore. Se i protagonisti sono infatti dipendenti di una piccola casa editrice, ma anche gli scrittori “a proprie spese” da essa pubblicati, è inevitabile che il giallo, nella sua quest principale e nelle sue sottotrame, si dipani attraverso libri, scritti, volumi sacri e profani che occultano (o palesano) un Piano millenario per il dominio del mondo  misterioso ed inquietante. Il romanzo è complesso e stratificato, ricco di rimandi e citazioni letterarie più o meno nascoste, a sua volta divertito meccanismo di indovinelli e giochi d’incastro che Eco sa bene combinare con una trama avvincente e personaggi vivi e tridimensionali, narrati da una penna che sa essere ironica e malinconica con la disinvoltura richiesta dai diversi registri del racconto. E così fra il secondo secolo dopo Cristo e gli anni ’80, fra Parigi e le Langhe, si svolge questa ricerca ermetica, questo viaggio iniziatico sospeso fra i volumi ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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