Tutti gli articoli su corruzione

Bambini nel bosco, Masini

Scritto da: il 15.06.10 — 4 Commenti
Non mi era mai capitato, prima di oggi, di tifare per qualcuno ad un premio letterario. Sarà che non ne ho i mezzi intellettuali, sarà che non mi metterei mai a sindacare sui giudizi di certa critica. Però, da oggi, ho una mia preferita per il “Premio Strega”. Si tratta di Beatrice Masini e della sua delicatissima opera: Bambini nel Bosco, edito da Fanucci. Un romanzo per ragazzi al Premio Strega è già un elemento che mi predispone positivamente. Inoltre, ho letto questo libro in una giornata (eh sì, sono a casa con la febbre) ed è stata una compagnia molto piacevole. Beatrice ci racconta di un mondo post atomico, che forse non è più la Terra. Il tempo è imprecisato e scandito da un sole verdognolo chiamato Aster. Qui, in una sorta di campo di concentramento, sono tenuti dei gruppi di bambini. I piccoli sono lasciati a se stessi e alla legge di natura, che è quella della violenza e del più forte. Non sono altro che bestiole private di tutto, persino dei ricordi: alcuni sono sopravvissuti all’Armageddon, altri sono nati in provetta e tenuti in vita solo per alimentare il desiderio di ricchezza di alcuni adulti che li osservano attraverso telecamere e che fingono di avere per loro un progetto di vita che costruisca un futuro per il pianeta e per l’umanità. Ma si può parlare di umanità, quando i bambini non conoscono altro che l’orrore e la sopraffazione? In tutta questa desolazione, un giorno, tra i bambini del tredicesimo gruppo qualcosa sembra mutare. Alcuni di loro, il piccolo Tom in testa, cominciano a smettere di prendere la medicina che li priva della coscienza e il cambiamento si fa tangibile: all’improvviso non sono più animaletti privati della volontà. Tom trova durante una breve esplorazione un libro di fiabe. Ricorda di ...

Il Papa e il diritto d’autore

Scritto da: il 10.07.09 — Comments Off
Piovono rane qualche giorno fa ha segnalato una frase a mio parere molto interessante: «Ci sono forme eccessive di protezione della conoscenza da parte dei paesi ricchi, mediante un utilizzo troppo rigido del diritto di proprietà intellettuale [...]». Enciclica "Caritas In Veritate", pagina 32. Non avete letto male: la frase è di Benedetto XVI, e, che siate cattolici o anticlericali, il fatto che una delle più influenti autorità – al mondo – si pronunci sull'argomento è fatto non solo notevole di per sé ma anche positivo. Vero è che più avanti si riferisce direttamente alla sfera della sanità e quindi posso immaginare che parlasse di brevetti farmaceutici, ma la frase iniziale ha una portata molto ampia. Accennare, sebbene in una riga, al problema del diritto d'autore è una conquista per chi, come me, vorrebbe vederlo tornare a quel che fu all'origine: un metodo per tutelare l'autore dallo sfruttamento quasi gratuito della sua opera. Che ne debbano godere poi i bisbisbisnipoti per il solo fatto di essere nati con un dato cognome, mi sembra tuttora assurdo, considerando che l'effetto è stato fare sparire rapidamente molti autori dal nostro retroterra culturale. Speriamo che sia un segnale di positivo cambiamento e serva ad aumentare l'attenzione, già crescente, su questi temi. «La corruzione e l’illegalità sono purtroppo presenti sia nel comportamento di soggetti economici e politici dei Paesi ricchi, vecchi e nuovi, sia negli stessi Paesi poveri. A non rispettare i diritti umani dei lavoratori sono a volte grandi imprese transnazionali e anche gruppi di produzione locale. Gli aiuti internazionali sono stati spesso distolti dalle loro finalità, per irresponsabilità che si annidano sia nella catena dei soggetti donatori sia in quella dei fruitori. Anche nell’ambito delle cause immateriali o culturali dello sviluppo e del sottosviluppo possiamo trovare la medesima articolazione di responsabilità».
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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