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Editing e correzione bozze

Scritto da: il 20.01.09 — 13 Commenti
Online spesso mi capita di leggere infinite discussioni sui "servizi" offerti dalle case editrici. Tra questi vengono inseriti editing e correzione di bozze, spesso e volentieri senza distinguere bene tra l'uno a l'altra. Vediamo di fare un po' di chiarezza, specie alla luce di un post recente apparso sul WD. L'editing è un intervento sul testo che si concentra sulla trama, sulla caratterizzazione dei personaggi, sulla credibilità dei dialoghi, sulla coerenza interna e sui riferimenti extratestuali. Opera quindi sul contenuto, sulla forma e sulla scrittura dal lato del significato. La correzione di bozze, una volta impaginato il testo già "ripulito", cerca le inesattezze ortografiche e di giustificazione dell'allineamento. Gran parte di questi errori sicuramente va via nell'editing, la prima fase del processo ma succede sovente che, stando così tanto e profondamente a contatto con lo scritto, l'editor alla fine non si renda conto di alcuni refusi. Sembra quindi ovvio, quasi lapalissiano, che ambedue gli interventi siano fondamentali per una pubblicazione. Ebbene, a sentire alcuni "esperti" di editoria, così non è. Tutto parte sempre dalle famose liste del WD, che suddividono in tre categorie gli editori, facendo nomi e cognomi. Beh, la prima minaccia di denuncia la ebbero un paio di mesi fa, e da quando il loro lavoro si è fatto più serrato i tentativi di intimidazione sono aumentati di molto. Eppure il loro lavoro è semplice. Contattano la casa editrice in questione e chiedono la loro politica editoriale. Se è previsto un contributo, di qualsiasi specie, a carico dell'autore, non si entra nella Lista Paradiso. Se è richiesto un contributo di bassa entità e comunque viene svolto un buon lavoro di promozione, editing et similia, si va nella lista Purgatorio. Se vengono chiesti ingenti contributi e/o il livello qualitativo è scarso e la distribuzione inesistente, si finisce nella Lista Inferno. I ragazzi si sono trovati ...

Strafalcioni, errori e orrori grammaticali

Scritto da: il 15.06.08 — Comments Off
Fra tutti i feed cui sono abbonata, i blog che visito saltuariamente e le newsletter ho sempre molto materiale da leggere. Di questi però uno in particolare mi suscita riso e timore: l'OsServAtorioPermaNenTEdelLoSTrafAlcioNe, vera croce e delizia. Ovviamente è l'editore che è in me ad averne paura: apro sempre sperando di non trovare qualcuno dei nostri libri segnalato, benché, a quanto posso leggere, sarebbe in ottima compagnia. Accanto ai classici cartelloni o ai volantini artigianali fanno infatti bella mostra di sé passi da libri di case editrici note e meno note. Il campionario è variegato: dallo sbaglio dovuto alla digitazione a quello concettuale, a quello di impaginazione. E ce n'è per tutti, Bompiani, Bollati Boringhieri, Einaudi, Tea. Succede anche ai grandi, ai migliori, e non certo per loro approssimazione. Un libro è un oggetto complesso da produrre. Eppure anche sapendo quanto sia facile che un errore passi inosservato provo comunque un leggero senso di fastidio quando ne incontro qualcuno (non farò nomi, ma capita spesso), fastidio tanto più alto quando la collana cui appartiene il libro si colloca tra le pubblicazioni di fascia alta (sopra i 20 euro). Succede, sì, e questo mi fornisce l'occasione di ridere un po' come lettrice, di riflettere e ironizzare come editore. Buone letture e buoni strafalcioni.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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