Tutti gli articoli su contributi

Dell’autore diffamatore

Scritto da: il 20.01.10 — 5 Commenti
Stavolta non ce l'hanno con Tanit o con me, ma con altri editori che conosco più o meno direttamente e della cui onestà sono piuttosto sicura. E mi infastidisce. In questo gruppo FB una signora inizia una discussione, presentandosi così: Sono Chiara Colussi e sono anche io una scrittrice esordiente. Infatti, al momento ho sigillati “nel mio cassetto” tre piccoli romanzi ed una raccolta di poesie. Ma solo adesso mi rendo conto che, quella che a me inizialmente sembra un’impresa titanica, e cioè scrivere un romanzo, è solo il primo passo di un’estenuante avventura. Anche io , infatti, ho iniziato a contattare moltissime case editrici alla ricerca di un editore disposto a pubblicare un mio romanzo. Inutile dire che le risposte sono state tantissime anche se contenevano più o meno lo stesso messaggio: “siamo disposti a pubblicare in cambio di un congruo contributo economico”. Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro. Quasi tutti, infatti, mi hanno inviato un contratto più o meno chiaro, senza l’indicazione del numero di copie stampate, in cui non veniva espressamente garantita la promozione e soprattutto nessuno garantiva che il libro alla fine giungesse sugli scaffali di una libreria. Sono veramente stanca e sconfortata, ma leggendo le vostre pagine capisco che non sono sola e che il mio è un calvario comune a chi come me ha tanta voglia di condividere con gli altri la propria fantasia ed il proprio mondo interiore. Leggendo le pagine del vostro sito ho deciso quindi di condividere con voi l’esperienza fatta e di inviarvi quindi un elenco di case editrici che mi hanno chiesto un contributo economico in cambio della pubblicazione di un mio romanzo. Spero così di fare un servizio utile per tutti gli scrittori emergenti che come me sono ...

Premio “Progetto e materia”

Scritto da: il 22.08.09 — Comments Off
La manifestazione Fiaba 2010, organizzata a Banchette (provincia di Torino) nel prossimo aprile, ospiterà due premi letterari: il premio nazionale di letteratura per ragazzi "Giro-girotondo: ti rovescio il mondo... Gira-giravolta: la storia è capovolta!" e il Premio Nazionale di Arte Fotografica e Digitale "Mondi rovesciati, storie capovolte, anime allo specchio", in accordo al tema Mondi Rovescati, Storie Capovolte. Il bando del premio letterario è promosso, appunto, dall'associazione Progetto e materia; ve ne riporto uno stralcio: Art. 1 –[...] Il tema dell’anno 2009 è “Giro-girotondo: ti rovescio il mondo… Gira-giravolta: la storia è capovolta!”. Il Premio prevede le seguenti sezioni: 1. Scuole (classi delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado); 2. Adulti (è necessario aver compiuto il 18° anno di età all’atto della spedizione del testo). Art. 2 - Gli elaborati, scritti sotto forma di fiaba, dovranno ispirarsi al concetto di rovesciamento, capovolgimento e sovvertimento di trame classiche, schemi narrativi canonici, leggi fisiche, strutture sociali, situazioni quotidiane, luoghi comuni, vite ordinarie, personaggi standardizzati (ad esempio stravolgimento dei ruoli – uomo/donna, genitori/figli, insegnanti/alunni, scrittori/personaggi, spettatori/attori, scrittori/personaggi, esseri umani/animali, esseri umani/macchine, esseri umani/avatar etc. - ma anche mito della creatura bifronte, concetto di alter-ego, opposizione/integrazione tra mondo degli adulti e mondo dei bambini…). Gli Autori potranno interpretare il tema in ogni modo ritenuto pertinente, attingendo dalla mitologia, dal genere fantasy, dalla fantascienza - ma anche dalla psicologia, pedagogia e filosofia - fino a sconfinare nella creazione di società utopiche, universi fantastici, dimensioni parallele, sconvolgimenti storici e temporali. La sezione per ragazzi è gratuita, mentre quella per adulti prevede un contributo abbastanza cospicuo rispetto alla vincita attualmente annunciata, anche se non è escluso che gli sponsor possano cambiare il rapporto costo/beneficio. Avete, comunque, ancora abbastanza tempo per pensarci e consultare il bando integrale.

Manifesto sì o no?

Scritto da: il 07.04.09 — 9 Commenti
Tutto è iniziato da qui. Da un'idea di informare il maggior pubblico possibile e sostenere una linea molto diffusa tra i piccoli e onesti editori; un'idea che, per inciso, aveva il mio appoggio, benché ne rilevassi la poca portata operativa sul fronte degli editori. Ma. Ma sono successe nuove cose, anche se non sotto il sole, parafrasando il titolo di un post proprio di Moscatelli. Per rendere il post sintetico esporrò solo le mie considerazioni, ma la discussione integrale, senza una virgola di alterazione (anche se sospetto di aver perso qualche virgoletta, in realtà, nel passaggio in pdf) è scaricabile proprio qui, a disposizione di chi volesse approfondire il motivo per cui, pur condividendo le motivazioni espresse nel suo documento, io non firmerò. Io ho fatto una scelta, dettata da due considerazioni. La prima, quella espressa in forma di abbozzo nella mia dissertazione precendente, che uno scambio di link comunque sia uno strumento di marketing, non uno strumento per combattere l'editoria a pagamento. Per capirci: se io sono contrario all'esistenza delle pellicce (e lo sono), non mi basta dire "io non compro pellicce e nemmeno i miei amici"; devo anche operare in modo da far cessare lo scempio nei confronti degli animali "da pelliccia" (e ci provo). Così il manifesto, che riporta idee condivisibili, secondo me non si adopera per far cessare l'editoria a pagamento (beh, poi chiamarla editoria è un po' troppo). Dirsi: noi siamo più buoni/bravi/belli ed esistiamo è utile solo a noi editori, non è utile alla causa. Seconda considerazione: io posso condividere un'idea e non il modo in cui viene portata avanti. Tornando al paragone con le pellicce, io posso scegliere per combattere la mia battaglia degli strumenti legali e degli strumenti illegali, degli strumenti d'impatto e degli strumenti di lungo termine; insomma, ne ho un'ampia gamma, e quelli ...

Il manifesto di Moscatelli o Dell’informazione

Scritto da: il 27.03.09 — 10 Commenti
Di recente tutte le mie strade informatiche hanno incrociato quelle del buon Moscatelli, come quelle coincidenze che ti fanno riflettere. Pochissimo tempo fa questo sognatore è riuscito a sintetizzare (oddio... il testo è un po' lungo) dieci punti argomentati in cui dimostra l'assurdità del contributo editoriale. Il suo manifesto è leggibile sul sito ma, data la lunghezza, ne ho impaginato personalmente un pdf. Una delle mie perplessità, chiacchierando col curatore, è che mi sembrava si rivolgesse più agli scrittori che agli editori, e che fosse molto idealista e poco operativo; non vogliono essere critiche, ma semplici puntelli su cui, magari, strutturare il passo successivo. In effetti il destinatario del manifesto è lo scrittore, ma l'adesione comporta anche una presa di posizione comune, un'alleanza tra piccoli editori, il condividere un fronte. Quello che non mi aspettavo è di piombare in una situazione che mi ricordasse quanto è importante fare informazione sull'editoria a pagamento. Entro in una fumetteria; chiacchiero un po' con i ragazzi all'interno, un lui e una lei, e parlando si arriva anche al famoso "tu che fai?", che, a seconda del soggetto, prelude a un paio d'ore di tragedia o un simpatico scambio d'idee. Quando si comincia a parlare di editoria, come dico spesso, si scopre che chiunque è uno scrittore di primo o di secondo grado (scrittore in prima persona o amico di uno scrittore – aspirante, sedicente, esordiente). Così, mi son trovata davanti uno scrittore di secondo grado, lui, e una scrittrice, lei; per comodità nel riportare il dialogo li chiamerò Orazio e Clarabella (continua la sfida per ricevere la denuncia di violazione copyright). Clarabella: Vi è arrivato per caso questo libro? – andando verso la vetrina per prendere un volumetto. Io: veramente non ho una libreria, proprio una casa editrice; i libri non li riceviamo, li facciamo. Clarabella: Ah. Ma l'hai visto ...

Editing e correzione bozze

Scritto da: il 20.01.09 — 13 Commenti
Online spesso mi capita di leggere infinite discussioni sui "servizi" offerti dalle case editrici. Tra questi vengono inseriti editing e correzione di bozze, spesso e volentieri senza distinguere bene tra l'uno a l'altra. Vediamo di fare un po' di chiarezza, specie alla luce di un post recente apparso sul WD. L'editing è un intervento sul testo che si concentra sulla trama, sulla caratterizzazione dei personaggi, sulla credibilità dei dialoghi, sulla coerenza interna e sui riferimenti extratestuali. Opera quindi sul contenuto, sulla forma e sulla scrittura dal lato del significato. La correzione di bozze, una volta impaginato il testo già "ripulito", cerca le inesattezze ortografiche e di giustificazione dell'allineamento. Gran parte di questi errori sicuramente va via nell'editing, la prima fase del processo ma succede sovente che, stando così tanto e profondamente a contatto con lo scritto, l'editor alla fine non si renda conto di alcuni refusi. Sembra quindi ovvio, quasi lapalissiano, che ambedue gli interventi siano fondamentali per una pubblicazione. Ebbene, a sentire alcuni "esperti" di editoria, così non è. Tutto parte sempre dalle famose liste del WD, che suddividono in tre categorie gli editori, facendo nomi e cognomi. Beh, la prima minaccia di denuncia la ebbero un paio di mesi fa, e da quando il loro lavoro si è fatto più serrato i tentativi di intimidazione sono aumentati di molto. Eppure il loro lavoro è semplice. Contattano la casa editrice in questione e chiedono la loro politica editoriale. Se è previsto un contributo, di qualsiasi specie, a carico dell'autore, non si entra nella Lista Paradiso. Se è richiesto un contributo di bassa entità e comunque viene svolto un buon lavoro di promozione, editing et similia, si va nella lista Purgatorio. Se vengono chiesti ingenti contributi e/o il livello qualitativo è scarso e la distribuzione inesistente, si finisce nella Lista Inferno. I ragazzi si sono trovati ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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