Tutti gli articoli su condominio

L’eleganza del riccio, Barbery

Scritto da: il 09.03.10 — 3 Commenti
Tra i film in uscita nel mese di gennaio c’era Il riccio, tratto dal bestseller della francese Muriel Barbery. Il trailer sembrava accattivante ed ero decisa ad andare al cinema, ma non prima di aver letto il romanzo, così mi sono affrettata a tirare fuori dallo scaffale L’eleganza del riccio (Edizioni e/o) e mi sono immersa nella lettura, incentivata anche dall’enorme risonanza che mi parlava di un successo congiunto di pubblico e critica. Effettivamente, né pubblico né critica si sono sbagliati: il libro si gioca tutto sulla contrapposizione tra la raffinatezza delle piccole cose e la barbara quotidianità, presentandoci un intreccio semplice, ma allo stesso tempo toccante. Il tutto si svolge in un ambiente assai ristretto: un condominio in uno dei quartieri più rinomati di Parigi. In questo microcosmo si muove Renée, la portinaia, la quale, dietro un’apparenza dimessa e ben al di sotto della mediocrità, nasconde una vastissima cultura ed un animo fine e sensibile. La donna, mantenendo una sorta di “incognito”, recita il ruolo della persona ignorante e priva di ambizioni e da questo nascondiglio morale può osservare lo scorrere della vita dei condomini, per la maggior parte vacui rappresentanti dell’alta borghesia alle prese con le piccole e grandi ipocrisie di ogni giorno. L’unica a distinguersi sembra essere Paloma, la figlia dodicenne di un ministro, dotata di un’intelligenza geniale, ma per questo già disillusa dalla vita e decisa a porvi fine il giorno del suo tredicesimo compleanno. Nei diari di queste due particolari personalità, che appaiono a capitoli alternati, si possono leggere riflessioni a volte serie, a volte malinconiche, altre volte grottesche o divertenti sulla vita e su tutto ciò che ne fa parte ed in particolare sui concetti del Bello, dell’Arte, della raffinatezza e dei loro contrari, spesso rappresentati da personaggi che gravitano attorno alle protagoniste: amici, parenti, incontri occasionali. ...

Il condominio, Ballard

Scritto da: il 08.08.08 — Comments Off
Cosa succede quando si costringono gruppi più o meno eterogenei di persone in un macro-ambiente impersonale, forzandone la contiguità? E nella sottrazione sistematica di ogni moderna comodità, quali sono le tensioni primitive che affiorano? Questo tipo di domande ha tenuto occupati in passato sia saggisti, del calibro di Edward T. Hall, per citarne uno, sia romanzieri di grande valore, come William Golding. A domande del genere prova a rispondere anche Ballard nel romanzo Il condominio, riportandole non a studi prossemici né alla sociologia della tribù, bensì nell'alveo della contemporaneità, utilizzando come ambientazione un grattacielo. Il grattacielo, che di per sé è un gigantesco non-luogo, si pone già dalle prime pagine come microcosmo della società umana, fedele replica delle gerarchie sociali, che si rispecchiano nelle gerarchie abitative. Un mondo con raggruppamenti orizzontali e contrapposizioni verticali. Al vertice un creatore capriccioso, nelle vesti dell'architetto che ha progettato l'edificio, alla base l'antieroe, l'uomo primitivo; a riempire le zone di separazione una umanità sempre più "perfezionata". Ed un campionario di violenze, rappresaglie, ostilità che sembrano grottesche. Procedendo nella lettura il romanzo assume la forma di una forte distopia, volutamente caricaturale, ma dal sapore di vissuto. Cambia anche il rapporto tra sessi, passando da un dominio maschile ad una organizzazione matriarcale, fatta di donne succube da alcuni punti di vista e al contempo potenti. Un interessante contrappunto è quello tra trama e scrittura: più la prima scivola verso il tribale più la seconda si fa distaccata, quasi analitica, scientifica. Ad un mondo sempre più deformato corrisponde uno stile sempre più limpido, che funge da lente pulita dietro la quale osservare. Alcune atrocità narrate mi hanno lasciato un senso di disgusto forte, benché non diretto verso il libro quanto verso la società rappresentata, che ritengo non sia impossibile. Anche se per fortuna abbastanza lontana da farmi dire che non è ancora plausibile. Non sento di ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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