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Grammatica di base per tutti – Concordanze dei collettivi

Scritto da: il 16.06.09 — 9 Commenti
Un errore in cui mi imbatto spesso è quello dell'errata concordanza, rispetto al numero, del soggetto col verbo. Per quanto riguarda congiunzioni e disgiunzioni, avevamo già affrontato l'argomento qualche tempo fa. Oggi invece mi piacerebbe parlare dei collettivi, ossia di quei nomi che, pur essendo singolari, indicano una quantità superiore a uno o, secondo la definizione Treccani, "che indicano un insieme di più persone, animali o cose astraendo dalle unità componenti". Molte persone usano concordare a senso i collettivi con il loro verbo, dicendo ad esempio "il branco di cani randagi, che si aggiravano in città, sono stati catturati", o anche "una folla di ragazzi vanno al concerto". Di fatto però non concordano il verbo con il soggetto, bensì col complemento di specificazione. Nonostante di recente questo modo di concordare sia più tollerato e d'uso comune, io resto ancorata alla regola che il verbo debba concordare con il suo soggetto: se è pensabile una frase senza il complemento di specificazione, meno lo è una frase mancante del soggetto: "una folla va al concerto" è molto più plausibile che "di persone vanno al concerto", o no? Il nome collettivo per sua caratteristica è singolare (ha una sua forma plurale in molti casi, come branchi o nugoli, ad esempio), quindi il verbo va concordato al singolare. Se proprio vi trovate nel dubbio, eliminate tutti i complementi dalla frase, fino a restare con soggetto e verbo: non sarà difficile a quel punto stabilire quale sia la concordanza giusta. Infine, alcuni concordano al plurale dopo un "che" relativo, come nel primo esempio riportato: è una scelta possibile, anche se personalmente anche qui preferisco una concordanza classica; per rifarmi all'esempio, la forma migliore per me è "il branco di cani, che si aggirava in città, è stato catturato", lineare, corretta e comprensibile.

Grammatica di base per aspiranti scrittori – participio

Scritto da: il 29.05.09 — Comments Off
Quando il participio si riferisce a generi o numeri diversi dal singolare maschile, è lecito e normale avere qualche dubbio sulle sue concordanze. "Papà ci ha accompagnato" o "papà ci ha accompagnati"? Sembrerebbe una domanda semplice, ma in effetti così non è, perché non c'è una sola regola sottesa alla concordanza del participio. Generalmente una prima distinzione si può fare in base all'ausiliare utilizzato: nei casi che prevedono l'uso verbo essere la concordanza va sempre effettuata con il soggetto, senza possibilità di errore, almeno nella modernità. Per l'ausiliare avere invece la questione si complica, e dipende dall'intera costruzione della frase. Tutte le grammatiche indicano che i pronomi personali atoni  che assumano funzione di complemento oggetto debbano essere seguiti da un participio che concordi per genere e numero: Giulia ha comprato due borse – le ha comprate. Nella prima parte dell'esempio avrete notato l'uso invariante del participio, declinato al maschile singolare; è un uso corretto e consigliabile, nonostante si possa in vari casi utilizzare la piena concordanza con il complemento oggetto: le api che ho catturate è una forma accettata, anche se si tende, appunto, ad uniformarsi all'uso invariante. Nei casi in cui ci siano i pronomi mi, ci, ti, vi è consigliata invece dell''invarianza la concordanza: ci avete raggirate per me è sicuramente meglio di ci avete raggirato. Un ultimo caso da ricordare è che la concordanza è corretta e obbligatoria per tutte quelle forme che derivano dall'antico ablativo assoluto latino: passate le ore. Per il resto è da considerare caso per caso e suono per suono.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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