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La prigione di Ojeda, Murphy

Scritto da: il 25.10.10 — 2 Commenti
La monotonia, la ripetitività, l'assuefazione a un certo lavoro per qualcuno sono motivi di frustrazione, per altri sono conforto e tranquillità, un modo di mantenere la vita in un binario sereno, prevedibile, sicuro. A quest'ultima categoria appartiene il protagonista di questo romanzo edito da Intermezzi, La prigione di Ojeda. Non tutti sono eroi, esploratori, capitani di ventura: alcuni sono semplici ragionieri, appagati da quello che fanno e senza alcuna pretesa di avere ruoli importanti per il resto del mondo. La felicità, in fin dei conti, non è fare qualcosa che ci dia orgoglio e senso di completezza, permettendoci di andare a dormire appagati? Per Ojeda la felicità è chiudere un foglio di conti nel modo corretto. Partendo da questo punto di vista ogni minima mutazione del nostro stato diventa una tragedia personale, anche nel caso di un evento positivo, come una promozione sul lavoro, un incarico di maggiore responsabilità e – si suppone – di maggiore gratificazione. Per chi ama la stabilità, per chi è un esecutore il comando diventa sgradito, difficile, soffocante. Così è per il nostro protagonista, che inizia a soffrire fino ad avere disturbi fisici. Da qui in poi non si riesce a distinguere tra ciò che vive solo nella sua mente e ciò che accade nel mondo esterno, mentre lui comincia a soffrire di un disturbo ossessivo che lo allontanerà progressivamente dagli affetti, dal lavoro e infine dal consesso umano. In questo turbine di pensieri, tic e minuziosità Ojeda si trasporta in un mondo claustrofobico, la prigione anticipata dal titolo, da cui non si vede l'uscita. Dapprima coi numeri, poi con le parole e infine nuovamente con i numeri Ojeda cerca di descrivere la realtà, con perfezione sempre maggiore, fino a conoscere ogni oggetto intimamente, non solo nel suo aspetto esteriore e fisico. E di oggetto in oggetto fa suo ...

OMMWriter

Scritto da: il 23.04.10 — Comments Off
Per tutti gli scrittori che tendono a distrarsi (e che possiedono un mac) esiste un piccolo programma, OMMWriter, di grande aiuto: un editor testuale che elimina tutte le notifiche automatiche, i trilli, i rumori, le finestre lampeggianti che compaiono mentre si lavora davanti allo schermo, permettendo di restare concentrati su quello che si fa. Non sono ancora previste versioni per pc, anche se i creatori del programma, Herraiz Soto & Co , confermano che se avrà buon riscontro ne vedremo anche una versione non-mac. Per ora non è possibile stampare direttamente, ma in realtà il OMMWriter è come un grande blocco per gli appunti, in cui buttare giù le prime stesure, quelle che vengono di getto e hanno bisogno di non essere interrotte, per poi passare alla revisione su altri software.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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