Tutti gli articoli su comunicazione

La cura dei libri

Scritto da: il 01.06.10 — Comments Off
Questa non è una recensione, lo si avrà già capito dal titolo sprovvisto di indicazioni bibliografiche, un titolo che è in sé un'anfibologia (le parole che indicano appartenenza son sempre in agguato per crearla); non si sa, infatti, se della cura i libri siano il soggetto o l'oggetto. È il primo caso, quando cioè, i libri curano. Queste considerazioni nascono da un  articolo del 20 Maggio in cui si parla di un congresso tenutosi in quei giorni a Perugia dedicato appunto alla biblioterapia [immagine di Tom Murphy II]. Di terapie varie avevo già avuto sentore: fitoterapia, cromoterapia, pet therapy ma di biblioterapia è la prima volta che ne sento parlare. Eh sì che a contatto coi libri ci sto da... sempre. Ebbene, riporta l'ANSA che gli studiosi han sostenuto che la lettura non è soltanto una piacevole attività per lo spirito e la mente ma può essere indicata per vari disturbi emotivi e, perfino, anche nella cura di tumori. La cosa sembra incredibile ma, a pensarci bene, neanche poi tanto: un libro – romanzo, raccolta di poesie o racconti o saggio che sia – è, fin dal suo concepimento, un atto di comunicazione quand'anche l'autore lo voglia tener chiuso nel cassetto; e della comunicazione, in senso lato, può aver – anzi ne ha sicuramente – bisogno il paziente. La vicenda in cui vien coinvolto, poi, suscita inevitabilmente in delle emozioni, le quali, però non gli provocano possibili ansiose crisi sul da farsi, non lo costringono ad agire: la storia che sta leggendo, per quanto realistica, è fittizia, non accade nel reale, nel suo reale che rimane protetto. È un po' come certi videogiochi che possono aiutare a dar sfogo a un'aggressività più o meno latente senza causare conflitti morali. Si può discutere anche su qual tipo di libro sia più o meno “terapeutico” se, ...

Evoluzione della comunicazione

Scritto da: il 30.08.09 — Comments Off
Da Neuroanthropology

Me parlare donna un giorno

Scritto da: il 07.06.09 — 10 Commenti
Vi è mai successo, nel corso di una relazione, di avere come l'impressione che il vostro partner non capisse una singola parola di quello che intendevate dire? Di condividere i pensieri con gli amici/le amiche del vostro stesso sesso senza faticare ma non riuscire a far passare un semplice concetto dalla vostra testa a quella del vostro compagno/compagna? Ispirato quasi certamente al libro Me parlare bello un giorno, nasce un blog, Me parlare donna un giorno, che si occupa proprio di queste difficoltà comunicative tra i due sessi, partendo dal presupposto che sono effettivamente differenze reali e tangibili nel modo di strutturare lingua e pensiero. Questo dice Giulia Blasi, che si occupa appunto di impartire pratiche lezioni di traduzione tra le due lingue fondamentali, fornendo esempi pratici di dialoghi corretti e scorretti. Il punto della questione è che esiste un limite della comunicazione fra maschio e femmina, e quel limite è la cultura di appartenenza. Il vocabolario è lo stesso, ma il senso delle parole può essere radicalmente diverso a seconda del genere di chi le pronuncia. La cultura maschile, da sempre dominante in società, ha caratteristiche di direttezza e semplicità che non sono proprie della cultura femminile, da sempre avvezza alla discrezione. Una donna viene educata a suggerire, mai a dire: il linguaggio di una donna è un gioco di sponda, che tiene conto del contesto, dei precedenti, dei conseguenti, del tempo, della quadratura di Saturno, dell'indice Dow Jones e della salute di Steve Jobs. Da leggere rigorosamente in coppia, per riuscire a ridere sui propri vizi e sui tic. Valido sia per gli uomini, sia per le donne, comunque: sono convinta che si rispecchieranno esattamente in gran parte delle situazioni raccontate con brio e leggerezza dalla Blasi. E, se aveste qualche dubbio, potrete sempre lasciare una domanda alla docente, sarà ben felice ...

Intervista a Mario Favini – Centro commerciale

Scritto da: il 27.08.08 — Comments Off
Quattro chiacchiere con Mario Favini, autore di Centro commerciale. Centro commerciale ha una scrittura particolare: si tratta di un esperimento letterario isolato o è il tuo stile abituale? Si tratta di un esperimento, anche se molto spesso contamino stili diversi e più convenzionali con una scrittura scarna e scelte linguistiche estreme, scardinando le gerarchie degli elementi sintattici e utilizzando un linguaggio non referenziale o metasemantico. Ci puoi parlare del gruppo di artisti di cui fai parte, i Menestrelli di Jorvik? I Menestrelli di Jorvik sono nati nel 2006, e si sono costituiti come Associazione Culturale l'anno seguente. È un gruppo piuttosto eterogeneo di artisti, soprattutto scrittori e disegnatori. Da poco più di un anno gestiamo un piccolo mensile letterario, scRibellarsi, edito da XY.IT Editore e distribuito nella zona del Lago Maggiore. Finora abbiamo pubblicato soprattutto racconti e poesie, ma dal 2009 amplieremo la rivista, con sezioni dedicate a recensioni ed interviste. L'idea di fondo del nostro gruppo è quella di anteporre la conoscenza all'espressione. Troppo spesso, in quella che qualcuno ha definito società della comunicazione, ci si dimentica che, per poter comunicare, bisogna avere qualcosa da dire. Cerchiamo, in poche parole, di approcciarci alla cultura e all'arte in maniera non superficiale, perché di superficialità ce ne propinano abbastanza i reality shows e le soap opera, gli opinionisti e le vallette. Tornando al libro, se è chiara la scelta del mutismo è di più difficile interpretazione la balbuzie, puoi approfondirla? Mutismo e balbuzie sono il risultato di un identico processo di inaridimento mentale, logico e linguistico. Nel Centro Commerciale si può trovare tutto e il contrario di tutto, l'umanità è incapace di vagliare razionalmente ciò che si trova di fronte (si tratti di arruffosti o di scimmie alla gogna), perché ha perso le categorie mentali basilari in grado di dare un fondamento a qualsiasi ragionamento. Il mutismo, oltre che simbolo un ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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