Tutti gli articoli su commozione

Regali di compleanno

Scritto da: il 18.09.09 — 42 Commenti
Ci risiamo. È di nuovo il 18 settembre, ergo è di nuovo il mio compleanno. Un anno complesso e pieno di trasformazioni. Per questa volta, però, il regalo [immagine di Martha Crowe] lo chiedo io a tutti voi: mi dite qual è il vostro libro preferito? Senza vergogna, il libro che vi ha fatto piangere, ridere, soffrire, amare, quello di cui serbate il ricordo più vivido e che rileggereste mille volte. Perché non vi crederò se risponderete l'Ulysses, o libri ad altissimo contenuto filosofico: voglio sapere quale libro vi ha toccati tanto da serbarne un indelebile ricordo "emotivo". Cosa mi rispondete?

Il bambino con il pigiama a righe, Boyne

Scritto da: il 24.03.09 — 2 Commenti
Chi si è commosso con il capolavoro di Benigni La vita è bella, troverà senz’altro interessante anche questa favola triste dell’irlandese John Boyne: Il bambino con il pigiama a righe, che ho acquistato in una splendida edizione della BUR (dico splendida perché sia la copertina che la grafica interna mi sono apparse sopra la media). Se anche l’aspetto del libro non fosse stato dei migliori, però, sono certa che sarei rimasta affascinata – come in effetti è accaduto – dalla storia di Bruno, il figlio di nove anni di un gerarca nazista inviato dal Fuhrer in persona a dirigere il campo di sterminio di Auschwitz. Il bambino si trova di punto in bianco in un luogo sconosciuto e totalmente diverso dalla realtà che gli è sempre stata comoda e familiare, così, per fuggire alla solitudine, cerca di esplorare per quanto possibile i dintorni della villa in cui la sua famiglia è stata trasferita e, in particolare, le vicinanze di quel reticolato oltre il quale, dalla finestra, si possono vedere molte persone tutte vestite con pigiami a righe. Dall’altra parte del recinto c’è Shmuel, un coetaneo di Bruno, con il quale il piccolo protagonista intreccia un’amicizia che non conosce razze e religioni e che si fa più profonda giorno dopo giorno. Purtroppo la situazione è destinata a precipitare: siamo ad Auschwitz dove la felicità non esiste e non può esserci lieto fine. Il merito di John Boyne sta nell’aver raccontato uno degli orrori più grandi del secolo scorso con un tono delicato e, proprio per questo, ancora più struggente: l’utilizzo del punto di vista del bambino, in tutta la sua ingenuità, permette al lettore di intuire la tragedia senza mai esservi posto faccia a faccia e ciò conferisce al racconto un’aura di dolcezza che porta alla commozione evitando sia il luogo comune che il ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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