Tutti gli articoli su commenti

Siediti lungo il fiume e aspetta

Scritto da: il 14.12.09 — 12 Commenti
Tempo fa, nemmeno tanto, fui accusata da un editore – o forse sarebbe più corretto dire uno stampatore – di fare concorrenza sleale perché partecipavo come utente a un forum di scrittori in cui erano presenti liste di editori catalogati secondo la politica editoriale – a pagamento, a doppio binario, free: il famoso Writer's Dream che raccoglie diffide da stampatori "offesi" (da cosa poi, dal vedere chiaramente espressa la loro linea di condotta?). Tra mille confusioni e molta ignoranza fu smascherato il suo tentativo di morphing (decine di diversi commenti da un solo ip statico non erano nemmeno così nascosti come elementi a carico); decidemmo, sia noi di Tanit sia Las Vegas, di lasciar perdere e non procedere a querele per la diffamazione subita: qualche commento clonato in rete non è abbastanza per ledere il nostro buon nome, specie con questa goffa riconoscibilità del "mandante". Non è la prima volta, a onor del vero, che subiamo accuse del genere; sembra sia immorale per un editore avere un'opinione sull'editoria a pagamento. Sembra anche che consigliare gli scrittori esordienti sia concorrenza sleale. Ora, sarò mentalmente limitata ma non vedo concorrenza: loro fanno pagare per pubblicare e io no, che razza di concorrenza è la mia? Non ho mica detto "loro ti fanno pagare 1000, noi 500", ho sempre detto chiaramente "non pubblicate a pagamento" e non ho preferenze particolari su "con chi non pubblicare a pagamento". Ecco che una delle persone che si sono espresse contro di me mi contatta – probabilmente senza aver letto la pagina "bloggers" – tramite Liblog per far recensire  i suoi libri e invitarmi alle sue presentazioni. Devo aver accumulato karma positivo nella vita, se ho avuto la fortuna di poter dare questa risposta. Gentile signor XXX, lei di me forse non si ricorda, eppure non è un mistero la mia identità ...

Recensione 2.0

Scritto da: il 03.11.09 — 2 Commenti
A questo punto gli parlai della guerra. Gli dissi le solite cose che la gente dice quando parla contro la guerra. Dissi che la guerra era ingiusta. Che i grandi paesi non dovrebbero distruggere i paesi piccoli. Dissi che il governo aveva fatto una serie di errori. Gli dissi anche che tali errori, in un primo tempo piccoli e perdonabili, erano ormai divenuti immensi e imperdonabili. Dissi che il governo stava tentando di nascondere i suoi errori iniziali sotto nuovi cumuli di errori più recenti. Gli dissi che il governo era ormai in preda a un’ubriacatura di errore, del tutto stordito dagli errori. Gli dissi che già diecimila nostri soldati erano morti a causa degli errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati erano morti a causa di vari errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati e civili nemici erano morti a causa di vari errori commessi in nostro nome. Gli dissi che non si sarebbe dovuto consentire al governo di commettere altri errori. “Sì, sì” disse il tecnico-capo, “senza dubbio c’è una certa dose di verità in quello che lei dice, ma noi non possiamo proprio permetterci di perdere la guerra, no? E fermarsi equivale a perdere, no? Se si considera la guerra alla stregua di un processo di gestazione, l’arrestarlo equivale a un aborto, no? Noi non la sappiamo perdere, la guerra. Ciò non rientra tra le nostre capacità. Il nostro schieramento di forze sbaraglierà il loro schieramento di forze, questo è quanto sappiamo. Questo è il reale processo. Questo è quanto. D.B. Certe volte prima di recensire è giusto riflettere. Ho tentato di recensire in tempo, ma avrei bisogno di più riflessioni. A volte una mente sola non basta. Accenno un pensiero, uno stile e le iniziali. Liberi dal vincolo della copertina, dell’odore del libro, ...

La parola a una commentatrice

Scritto da: il 09.09.09 — 39 Commenti
Riporto qui un commento di Silvia che mi è particolarmente piaciuto e che, secondo me, merita di essere messo in prima pagina: L’editoria sta attraversando una cesura storica. La questione è molto più ampia, si tratta di cultura scritta in senso ampio. In principio fu il papiro. Le biblioteche appartenevano a personaggi illustri che ne custodivano gelosamente i rotoli, addirittura requisendoli come bottino di guerra durante le conquiste. Durante il IV e V secolo arrivò il codice, ritenuto inizialmente, com’è ovvio, una forma “bassa” di supporto dato che, alcuni ritengono, era legato all’emergente cristianità. Dopo circa un millennio si passò dai codici manoscritti ai libri a stampa, nel XV ex. La cultura manoscritta era a beneficio di pochissimi, un codice aveva un costo paragonabile a quello di un appartamento oggi. Veniva commissionato personalmente e doviziosamente eseguito da artigiani carta per carta. I detentori di tale sapere scritto disprezzavano l’avvento di quei prodotti scadenti e vergognosi che erano i libri a stampa. Privi di alcun valore, accessibili a una massa che ritenevano rozza, ignorante e priva di contenuti degni di essere scritti. Iniziava addirittura a delinearsi un genere di letteratura per donnine, ma si trattava di libri d’ore. E i libri a stampa imitarono la forma e le caratteristiche dei manoscritti. Ora li chiamiamo incunaboli e cinquecentine. I libri a stampa che ora consideriamo alti prodotti culturali erano una specie di cultura POP ante litteram, venivano venduti in negozietti antesignani delle nostre librerie, ma anche su bancarelle nelle fiere. Ma il manoscritto non scomparve completamente, perlomeno non subito. C’era un’utenza (lasciatemi usare terminologie moderne) ancora legata all’elitarismo del manoscritto, che continuò a essere prodotto su loro richiesta. Ma era un prodotto DI NICCHIA. Poi fu la volta dell’esplosione della stampa, della creazione di un bacino di lettori infinite volte più esteso dei lettori dei manoscritti. Arrivò, con ...

Tanti auguri a voi!

Scritto da: il 21.04.09 — 35 Commenti
Poiché oggi è il compleanno di Liblog e della passione per i libri, ecco per voi un concorso, stavolta aperto a tutti, non solo a chi ha un blog. I nostri amici editori hanno deciso infatti di mettere a disposizione dei regali, e noi, che siamo per l'incontro del lettore col suo libro, li mettiamo in palio. Le regole sono semplici semplici. Il concorso inizia oggi e finisce giorno 21 maggio (un lasso di tempo esteso, dato che in mezzo c'è la fiera del libro di Torino): un mese per trovare il vostro modo originale di fare gli auguri a Liblog per il suo compleanno. Potete scegliere la forma d'arte che preferite: scrittura, video, immagini. Qualsiasi cosa abbiate scelto, mettetela come commento a questo post. Giorno 21 maggio decreteremo i vincitori che si aggiudicheranno i libri! Ecco i premi e chi li ha messi a disposizione: Gargoyle Books - sito - profilo su Liblog Il Vangelo della Maddalena - David Niall Wilson – recensione Hanno sete - Robert R. McCammon L'eredità di Whiter - John Passarella Le stagioni del Maligno - J. C. Chaumette Il 18° vampiro - Claudio Vergnani - recensione - intervista Spirit - Graham Masterton Hotel Transilvania - Chelsea Quinn Yarbro Aìsara - sito - profilo su Liblog Genetica - Alberto Casadei Prima della pioggia di settembre - Mario Mereu NeroCagliari e dintorni - AA.VV. Una donna tutta d'un pezzo - Nino Nonnis Biancaneve - Daniela Melis e Antonio Ibba - recensione Edizioni XII - sito - profilo su Liblog Amandla! - Marco Pagani Il Segreto nella Fiamma - Massimo Vassallo Inferno 17 - Davide Cassia L'Altalena - AA.VV. - recensione Graphe - sito LiberaMente - AA.VV. - 2 copie EroticaMente - AA.VV. - 2 copie Intermezzi – sito - profilo su Liblog L'intervallo - Alessandro Ghebreigziabiher - 2 copie Tanit – sito Nessun peccato - Maria Luce Bondì - recensione - intervista Grill Bill - Massimo Zanicchi Las Vegas – sito – profilo su Liblog Oltre l'ostacolo ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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