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Il sarto della stradalunga, Bonaviri

Scritto da: il 06.05.09 — Comments Off
Poco più di un mese fa si è spento un grande scrittore siciliano: Giuseppe Bonaviri. Non sono certo la persona più indicata per parlarvi come si deve del poeta di Mineo (gente molto migliore di me ne ha già intessuto le lodi) ma, nel mio piccolo e dopo una lunga riflessione, ho sentito il dovere di ricordarlo nell’unico modo in cui posso, e cioè consigliandovi quella che è stata la sua prima e più rappresentativa opera, Il sarto della strada lunga. Il romanzo è ambientato a Mineo (che per chi non lo sapesse è un paesino sulle colline dell’entroterra catanese) più o meno nei primi decenni del 1900. In questo libro Bonaviri si cala nei panni di don Pietro Scirè un umile sarto con la bottega sulla “sciatalonga” del paese. Nei lunghi mesi invernali, in cui c’è poco lavoro, don Pietro decide di mettere su carta la sua vita ed i suoi pensieri nonché quelli di sua sorella Pina e del suo figlio undicenne Peppi. Attraverso le loro voci ci vengono narrate le grandi miserie e le piccole speranze della Sicilia dei nostri nonni. Mineo è tradizionalmente patria di poeti. Di fatto la vita dei menenini, che Bonaviri tratteggia con linguaggio scarno ma evocativo, è venata di sottile poesia in ogni sua parte. La quotidianità, la fatica, le feste, le speranze, il dolore, ogni avvenimento ed ogni pensiero tratteggiato con poche parole, semplici quanto piene di sentimento. Anche nella più nera disperazione il poeta coglie la bellezza tragica della terra di Sicilia ed il candore disarmante suoi abitanti. Il sarto della strada lunga è un’opera amara, triste, a tatti disperata. Ma il dolore che è stato dei nostri avi è elevato dalla vena poetica dell’autore sino a divenire poetico anch’esso. Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono conoscere un mondo che ancora permane ...

David Foster Wallace

Scritto da: il 14.09.08 — 2 Commenti
Oggi apprendo che da due giorni ci ha abbandonato Wallace, trovato impiccato in casa sua a Claremont appena due giorni fa, il 12 settembre. Oltre il dispiacere sul piano umano si aggiunge quello letterario di aver perso un autore cui cominciavo ad approcciarmi ed appassionarmi. Ne avevo appena letto un brano in Undici settembre e mi appresto a leggere, a breve, Infinite Jest, considerato il suo capolavoro. Peccato che non se ne possano più attendere altri.

Spunti di lettura – Solženicyn e Ōe

Scritto da: il 06.08.08 — Comments Off
Oggi i notiziari mi danno due spunti, entrambi originati da eventi funesti, ed entrambi essenziali. Sono approfondimenti cui ancora non mi ero dedicata, e che un tg oggi mi ha ricordato. Il primo viene dal funerale di Aleksandr Isaevi? Solženicyn, morto il 3 agosto, che vinse il Premio Nobel nel 1970; non avendo ancora letto nulla di questo autore ho deciso di inserire nella mia lista dei desideri Arcipelago Gulag, il saggio che ripercorre la dittatura comunista in URSS e la vita nei Gulag. Il secondo spunto invece proviene dal 63° anniversario dello scoppio dell'atomica su Hiroshima: da tempo avevo in programma di leggere Note su Hiroshima di Kenzaburo ?e, Nobel nel 1994, ma, complice la calura estiva, l'avevo lasciato impolverarsi sul comodino. Due premi Nobel che indagano due "abissi" dell'umanità.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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