Tutti gli articoli su comico

A me le guardie, Pratchett

Scritto da: il 12.10.10 — 1 Commento
Ho sempre pensato che per produrre una buona parodia si debba essere acuti osservatori, profondi conoscitori dell’argomento di cui si vuole trattare e – non ultimo – brillanti scrittori: Terry Pratchett è decisamente tutto questo. Il libro con cui vorrei introdurvi a questo autore – A me le guardie – si colloca all’ottavo posto della saga che l’ha reso famoso, quella ambientata a Mondo Disco, ma è il primo di una “sottoserie” dedicata a quelli che “Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo 10 minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l'eroe uno alla volta e vengono massacrati”. Stiamo parlando delle “guardie”. Nella città di Ankh Morpork, capitale di Mondo Disco in cui avvengono ogni giorno decine e decine di nefandezze (tanto per dirne una i ladri e gli assassini sono riuniti in sindacati), giunge Carota, un armadio a tre ante che, allevato dai nani, crede di essere uno di loro. Il ragazzo trova posto tra i ranghi della Guardia Cittadina, composta nientepopodimeno che da tre elementi: il rassegnato Capitano Vimes, il pigro sergente Colon e il bruttissimo caporale Nobby, il quale si diletta anche a compiere furtarelli qua e là. L’arrivo della nuova recluta porta una ventata di freschezza e a poco a poco le guardie cominciano a credere di nuovo nel loro lavoro, ma un’associazione segreta (probabilmente i Confratelli Elucidati Della Notte D’Ebano, ma nessuno può esserne sicuro) trama per evocare un drago e attuare un colpo di stato che faccia cadere il reggente di Ankh Morpork, Lord Vetinari, detto anche “Il Patrizio”. Riusciranno i nostri eroi a sventare il diabolico piano? A Mondo Disco tutto è possibile, ma se c’è una cosa chiara è che nulla andrà mai per il verso giusto. Se dovessi riassumere ...

Un Clouseau nostrano: L’ispettore Coliandro, Lucarelli

Scritto da: il 15.04.10 — 5 Commenti
Mi son preso una vacanza da libri più seri. L’ho voluto fare dopo aver visto le serie televisive dedicate a una delle creature del noto giornalista e giallista parmense Carlo Lucarelli: il giovane e maldestro ispettore Marco Coliandro. (Me) lo aspettavo, il libro e quando l’ho visto l’ho acquistato immediatamente. Nell'Ispettore Coliandro ci sono un racconto lungo e due romanzi: Nikita, Falange armata e Il giorno del lupo. Nel primo facciamo la conoscenza di questo poliziotto dalle dubbie capacità professionali tanto da renderlo agli occhi dei suoi superiori inaffidabile alla quotidiana routine di una Squadra Mobile al punto da destinarlo ad uffici più… tranquilli: ufficio passaporti, spaccio e mensa, ma anche lì di involontari casini ne combina. La sua indole, i suoi valori, i suoi miti (incarnati da Clint Eastwood e il suo ispettore Callaghan, Schwarzenegger con Terminator e simili) fan sì che quegli incarichi gli stiano più che stretti. E, così, in tutti e tre i testi, in una casuale accoppiata con Nikita - una studentessa ventenne che sembra conoscere molto meglio di lui certi ambienti della cultura e sottocultura giovanile in cui si possono incontrare individui che vivono al limite della legalità. - egli si troverà coinvolto in vicende quanto mai torbide e noir che si svolgeranno in sequenze di azioni e colpi di scena così frenetici da non aver assolutamente nulla da invidiare alle famose gesta degli “antenati” dell’Hard Boiled School quali Sam Spade di Dashiell Hammet (1894-1961) e il Philip Marlowe di Raymond Chandler (1888-1959). Una coppia che investiga non è proprio una novità nel panorama del romanzo di questo genere: proprio Hammet nel 1933 con The Thin Man - tradotto col titolo L'Uomo ombra - aveva proposto al pubblico i coniugi Nick e Nora Charles che, loro malgrado, vengono invischiati in un delitto. Ovviamente, quest’”innovazione” nelle coppie poliziesche ...

Parola di Cavazzoni

Scritto da: il 30.10.09 — Comments Off
“Che cosa fa uno quando si dice che fa dell’arte? Beh, fa sempre delle cose un po’ sgangherate, perché in questo campo se uno impara il mestiere, allora meglio che smetta.” Com’è che uno si mette a dipingere o a scrivere? cosa spera da questo l’umanità? E l’arte? questa parola così pomposa che promette un pezzo di eternità; forse dovrebbe essere piuttosto un’umile cosa, una forma tra le tante di maniacalità. Forse. Questo libro tratta di tali questioni: di come possa essere un guaio far carriera nell’arte, e di come al contrario sia benefica la libera attività di fantasticazione; di come un buon romanzo cresca come cresce il pattume; se gli angeli potrebbero essere dei romanzieri (ma sembra di no), e da dove prendono i critici la loro autorità (non si sa); del perché l’incendio sia il destino degli zombi e dei libri; dell’uso dei numeri in letteratura; e poi il comico, che cosa sia, detto qui per la prima volta comicamente, come tutto il libro d’altronde, che sarebbe un serio trattato di filosofia se non fosse un trattato comico. Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni [via Pensieri spettinati]

Suck! Una storia d’amore, Moore

Scritto da: il 27.10.09 — Comments Off
Purtroppo il gap linguistico impedisce agli italiani di cogliere l’ironia del romanzo fin dal titolo: per questa storia d’amore tra vampiri, che finalmente promette di prendere a calci la zuccherosa monotonia di Twilight, la traduttrice della Elliot Edizioni ha dovuto scegliere di rinunciare al delizioso gioco di parole secondo cui il verbo “suck” significa sia “succhiare” che “fare schifo”. Questa premessa dovrebbe già aver reso l’idea sul gioiellino con cui Christopher Moore si propone di cavalcare l’onda delle “storie d’amore e canini” , naturalmente a modo suo. Personalmente, ho trovato questo libro divertentissimo. Il protagonista è Tommy Flood, diciannovenne ex turnista di notte in un supermercato, che viene vampirizzato dalla bellissima Jody, di poco più vecchia di lui anche nell’eternità. I due si amano molto, ma scoprono assai presto come la loro condizione non presenti poi tutti questi vantaggi, per esempio trovano una grandissima seccatura doversi nutrire di solo sangue e venire assaliti da una nausea prepotente solo per un caffè, per non parlare di quanto sia seccante fare sesso ed essere così “esuberanti” da distruggere casa. Urge trovare un rimedio, o comunque qualcuno che li aiuti, anche perché gli ex colleghi di Tommy si sono improvvisati cacciatori di vampiri e per raggranellare soldi si sono messi sulle loro tracce. Flood individua dei possibili “servi umani” in due ragazzini emo: Abby e Jared che nell’oscurità delle loro giovanili esistenze si rivelano molto più in gamba del previsto. La situazione si complica quando entra in gioco Elijah, il vampiro che ha creato Jody e la rivuole con sé e il crescente numero di “incidenti” attira l’attenzione di due poliziotti non tropo svegli. Esplorando le tematiche dei racconti vampireschi di recente successo, “Suck!” non si lascia scappare occasione per infarcirle di uno humor che spesso e volentieri sfiora il demenziale; lo stile brillante aiuta il lettore ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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