Tutti gli articoli su comicità

Solo gli americani potevano…

Scritto da: il 17.01.10 — 4 Commenti
Solo a un rapper americano poteva venire in mente una cosa così per promuovere la lettura. Beh, probabilmente è in stile col suo target, ma vi assicuro che l'effetto comico è irresistibile. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=GlKL_EpnSp8[/youtube]

Tutta colpa dell’angelo, Moore

Scritto da: il 12.01.10 — 2 Commenti
Natale è appena passato e, per celebrarlo al meglio, ho pensato di andare a pescare una delle variazioni sul tema più divertenti che mi sia capitato di leggere: si tratta di un romanzo di Christopher Moore (che abbiamo già incontrato grazie al libro sui vampiri Suck!), pubblicato in Italia dalla Sperling & Kupfer: Tutta colpa dell’angelo. Ci troviamo nel piccolo paese di Pine Cove, un tipico borgo della provincia americana in cui l’evento più significativo è la gara di torte di mele con cui le casalinghe si sfidano ogni anno per le feste. Proprio qui fa la sua comparsa un bellissimo sconosciuto, Raziel, che non fatichiamo a riconoscere come un angelo del cielo inviato da Dio per compiere una grande missione. Peccato che l’angelo in questione sia il più bello, ma anche il più tonto del paradiso. Quando il piccolo Josh Barker vede per caso la bella e focosa Lena Marquez uccidere per legittima difesa l’ex marito, che voleva aggredirla dopo essersi travestito da Babbo Natale, crede che il buon vecchio Santa Claus sia stato accoppato davvero ed esprime il desiderio di farlo tornare in vita. Purtroppo Raziel è nei paraggi e, per esaudire il sogno del ragazzino, fa resuscitare l’intera popolazione del cimitero di Pine Cove. Come avrete capito, il Natale di questa sonnolenta cittadina sarà un po’ più movimentato del previsto. Christopher Moore ha un’abilità straordinaria: quella, cioè, di riuscire a trasportare il lettore nella dimensione fantastica e demenziale partendo da particolari quasi banali, il che rende la lettura sempre divertente e godibile. Avevamo già visto il ribaltamento dei luoghi comuni in Suck! e qui lo ritroviamo, se possibile più accentuato, in un crescendo di eventi che sfiora il delirio comico, ma che con taluni personaggi è capace anche di commuovere. Il romanzo può definirsi corale: non c’è infatti un vero e ...

Oh Dio, Corman

Scritto da: il 19.10.09 — 3 Commenti
Se dico Avery Corman probabilmente non scateno in voi alcun ricordo, specialmente nei più giovani. Eppure Corman è l'autore di un romanzo che moltissimi conoscono o per averlo letto o per averne visto la famosa trasposizione cinematografica: Kramer contro Kramer. Quello che non tutti sanno è che è anche autore di commedie altrettanto significative, tra cui, appunto, Oh Dio. Si tratta di un romanzo precedente (1971) al più famoso duello dei Kramer per l'affidamento del figlio, e di genere totalmente diverso: una riflessione, con tratti comici e scrittura leggera, sulla fede e la religione nei tempi moderni. Tutto parte da un presupposto semplice quanto efficace: se Dio dovesse parlare ai giorni nostri, attraverso chi lo farebbe? E alla persona scelta, daremmo credito? Ebbene, secondo l'autore la scelta non potrebbe che ricadere su un giornalista (e penso che se fosse scritto oggi, a ben quarant'anni di distanza, si tratterebbe di un blogger). Un giornalista dalla scrittura accattivante, scettico ma aperto a idee nuove, l'America pronta da un lato a internarlo e dall'altro a santificarlo in vita. Il loro rapporto comincia con le classiche manifestazioni inspiegabili, che per un uomo di fede sarebbero già dei segni e per il nostro protagonista sono semplici misteri buffi. Così si arriva fino ad un'intervista, lunga e complessa, in cui Dio più che dettare nuove leggi o spiegare il senso dell'esistenza, si "rilassa" e si confida, raccontando quello che più gli fa piacere, ciò che lo preoccupa e anche le abitudini nel venire a visitare la sua creazione. Insomma, un'intervista per dire all'umanità "io ci sono ancora, abbiate fede". Ovviamente le conseguenze, superata l'incredulità iniziale, sono di grande mobilitazione internazionale, ma il romanzo non va mai in direzione del mistico, restando ancorato a una esposizione ironica e disincantata dei "difettucci" dell'uomo. La scrittura è briosa, leggera e scorrevole, portando questo romanzo a ...

Do not, maybe, do!

Scritto da: il 20.08.09 — 4 Commenti
Gli amici, virtuali e reali, sono una miniera di informazioni e consigli. Questo viene da Adamo, e penso proprio che lo stamperò e lo appenderò nel mio studio:

Credo in un solo oblio, Rezza

Scritto da: il 15.07.09 — Comments Off
Delle due l’una. O Antonio Rezza è un genio energico e nel 2100 lo studieranno a scuola, o è completamente pazzo e ci sta prendendo in giro. Purtroppo leggere Credo in un solo oblio non ci aiuta nella scelta, anzi... il risultato finale è che il bivio si trasforma in una strada a due sensi. Insomma, ci fa e ci è. Lo dice pure la nota biografica (cito testualmente: “Antonio Rezza è.”). Circa un anno fa giravo per la fiera del libro, e l’ho intravisto dietro l’oblò di una sala conferenze. Sono entrata, e sono rimasta a sentirlo presentare l’ultima fatica letteraria per un’ora, a bocca aperta. Non sapevo scrivesse libri, conoscevo solo il Rezza comico surreale, improbabilissimo compagno televisivo di Funari (!) e clamoroso inventore teatrale. E invece eccolo là, con l’adrenalina a mille come sempre, i capelli assurdi per aria e le centocinquanta vocine da pazzo che partono a raffica verso le domande sull’arte, sulla letteratura e sulla sua scrittura, distruggendole più che risolvendole in una risposta. Come dice giustamente Battiato, “Antonio Rezza è unique”. Sfido chiunque a trovare un altro che, di fronte a una ragazzina con gli occhi sbrilluccicosi dopo una presentazione di fuoco, le firmi il libro e poi prenda l’ultima pagina per depennare il secondo termine di una bestemmia (dio) e sostituirlo di suo pugno innervosito (Dio!) aggiungendo “Refusi del...”. L’aneddoto dice molto sul libro, che è altrettanto allucinante. Aprendolo alla prima pagina si scopre che la fidanzata di Elio (quello delle Storie Tese, commentatore d’eccezione insieme a Prospero Gallinari) ha pianto “dopo sole otto pagine”. Arrivati alla nona non si riesce a darle torto. Si parte con una sorta di poesia narrativa (“Era una giornata iniziata da poco/Comincia così la giornata, da poco”) che dà il là ad una serie di passaggi tra due mondi, entrambi ...

Per due o più giocatori – Crazy combinations, Arkas

Scritto da: il 23.02.09 — Comments Off
Due libri in uno, oggi, Per due o più giocatori e Crazy combinations di Arkas. Operazione possibile solo perché sono complementari per natura: non potevano che essere due i volumi dedicati alla vita di coppia degli animali. Ma lungi da qualsiasi analisi zoologica, è la sessualità - e non solo - a trovare espressione in questi fumetti ironici e smaliziati. Arkas è forse la migliore scoperta di Lavieri: un talentuoso fumettista greco di cui non si hanno grandi notizie ufficiali, prolifico e sempre irriverente; finora oltre ai due "Tira fuori l'animale che è in te" (sottotitolo di entrambi) ha pubblicato per lo stesso editore anche le avventure di Kastrato insieme anche a una serie di albi intitolati Montecristo, che prima o poi vorrei leggere. Sono vignette slegate tra loro, singole o, molto di rado, brevi sequenze che illustrano la vita di coppia in modo quasi sempre ludico, e di tanto in tanto con una satira più marcata. Non mancano i riferimenti alle sperimentazioni nei laboratori di ricerca, al rapporto genitori-figli, alle favole antiche, ma anche al problema dell'AIDS, di cui si sente sempre meno parlare. Gli animali sono i più vari: avvoltoi, elefanti, i proverbiali conigli, coccodrilli, galline e rospi, ognuno a rappresentare scherzosamente un aspetto della vita relazionale, tradimento incluso. Anzi, per essere onesti, il tradimento occupa una parte preponderante delle vignette, insieme alla sperimentazione "razziale": Arkas crea delle coppie poco convenzionali, e da questa stranezza hanno origine scambi di battute fulminanti. Impagabile la sequenza delle tre scimmiette, che Arkas termina esattamente come la immaginavo, così come la scena ormai famosissima "non spaventate lo struzzo". I due volumi (questo e questo) sono brevi e come sempre molto curati;  inoltre hanno un costo molto contenuto che li rende ideali da regalare a qualche amico o amica, a patto che non siano troppo timidi. Non ...

Nessuna notizia di Gurb, Mendoza

Scritto da: il 18.12.08 — 2 Commenti
A chi ama pensare che gli alieni siano tra noi il titolo Nessuna notizia di Gurb dovrebbe risultare già sentito; come avrete già capito, infatti, il tema centrale del romanzo di Eduardo Mendoza è l'arrivo degli alieni, per una volta in Spagna e non in America. Nulla a che vedere con lo stile filmico, il genere catastrofico o fantascientifico, però; a far da padrone per le centoventi pagine del libro è un umorismo surreale dato dall'impossibilità di identificarsi col protagonista, inconsciamente ed involontariamente comico. È l'alieno la voce narrante di questa storia, è lui a tenere il diario dettagliato della missione spagnola, è lui a raccontare dal suo personalissimo punto di vista le scene apparentemente banali della vita quotidiana terrestre. Ed è un fiorire di equivoci, gaffe, boutade. La scansione è quella del diario scientifico (un po' Star Trek, data astrale 3615.09), che procede per giorni e ore, appuntando gli eventi e le fasi della missione. Il protagonista ha poco tempo per imparare a mimetizzarsi nella folla e ritrovare appunto il compagno di missione Gurb, misteriosamente smarrito. Da questo prendono le mosse situazioni al limite del grottesco, utilizzate in chiave satirica per criticare di volta in volta usi, costumi e tic della modernità, compresa l'incapacità di sorprendersi o l'indifferenza; a divertire, inoltre, sono i rapporti personali e amicali che si creano nei quartieri di Barcellona, assurdi e risibili. A tratti il libro si appesantisce, com'è proprio della struttura del diario scientifico, ripetitiva anche quando riletta in modo comico, perdendo un po' dello smalto e della vivacità linguistica che lo caratterizzano. Per il resto invece è una scrittura brillante, vitale, giocosa. Purtroppo il libro è denso di errori e refusi (compreso un pervicace dò in luogo di do) che rendono antipatica la lettura per chi non riesce a trascurarli agevolmente. Un libro utile per farsi notare durante la ...

Come ammazzare la moglie, e perché, Amurri

Scritto da: il 02.12.08 — Comments Off
Antonio Amurri era un grande umorista. Forse il più british fra gli italiani, sicuramente uno dei più dimenticati. Autore televisivo e radiofonico, ha firmato molte trasmissioni popolarissime negli anni ‘70 e ’80, soprattutto varietà del sabato sera, spesso in coppia con Dino Verde, e un certo numero di libri fra i quali romanzi umoristici (“Più bello di così si muore”), cronache familiari (“Piccolissimo”) e soprattutto la serie che gli ha dato maggiore successo commerciale, la serie del “Come ammazzare”, inaugurata nel 1974 da questo Come ammazzare la moglie, e perché e proseguita poi spietatamente con gli altri membri della famiglia. Il libro in questione è organizzato come un vero e proprio manuale in cui ogni capitolo è dedicato alla descrizione di un particolare tipo di moglie e delle sue manie, con tanto di nome scientifico in latino, e la sua relativa tecnica di eliminazione, ovviamente secondo una ferrea logica di contrappasso che dia all’uxoricida la giusta soddisfazione. Scopriamo così come e perché disfarsi della moglie “foderante”, della “riccaracchia”, “recriminante”, “pubblicitomane” e così via eliminando. Certo, alcune situazioni oggi suonano giocoforza datate ma nel complesso l’effetto umoristico rimane inalterato. “Oggi, se non si ammazza la propria moglie, non si può parlare di matrimonio riuscito”. Il successo del libro portò a un secondo capitolo dedicato al marito ma che sotto sotto inevitabilmente strizzava l’occhio al lettore maschilista, a un terzo volume dedicato ai figli ma furbescamente intitolato “Come ammazzare mamma e papà”, e a un ultimo episodio a documentare l’inevitabile, fatale eliminazione della suocera. Ora che mi pare che questo genere di umorismo non esista quasi più, tantomeno in libreria dove c’è spazio solo per il libro del comico televisivo del momento, i libri di Antonio Amurri mi sembrano dei piccoli gioiellini di ironia e soprattutto di auto-ironia. Si dovrebbe trovare ancora, fra gli Oscar Mondadori. Si ...

Letture estive II – Le donne sono diverse, De Crescenzo

Scritto da: il 22.07.08 — Comments Off
Tempo di riletture anche, l'estate. Tempo di ritrovare quei libri che magari avevamo dimenticato o che sul momento non ci avevano lasciato grandi impressioni. Come questo di Luciano De Crescenzo, autore che ho molto amato in gioventù, Le donne sono diverse, reinterpretazione libera delle Heroides di Ovidio. Heroides è una raccolta di ventuno lettere che Ovidio immagina scritte dalle donne della mitologia ai loro uomini, spesso in fuga. Perché se c'è una caratteristica che accomuna queste donne è l'essere sedotte, usate o amate, ma sempre abbandonate. Teseo sarebbe perduto senza Arianna, eppure la abbandona alla prima occasione sull'isola di Nasso. Questa parte del mito, spesso ignorata, ci lascia in eredità il famoso detto "piantare in Nasso" (che molti ritengono sia piantare in asso, sbagliando sia filologicamente sia concettualmente: che senso ha piantare in asso?), riferito proprio all'abbandono subìto senza nessun preavviso. Medea, Saffo, Faone, Didone condividono lo stesso destino di donne, reagendo in modi differenti ma molto spesso sulla stessa falsariga. Nei miti scritti da uomini per uomini De Crescenzo riprende l'opera di Ovidio, ridando dignità e voce ai ruoli trascurati. Scherzandoci su. In realtà molte eroine nemmeno le ricordavo, nonostante I miti greci di Graves mi abbia accompagnata spesso nella mia adolescenza. Né ricordavo che Paride, proprio lui, abbandona Enone prima di incontrare Elena. E si ipotizza che il suicidio di Saffo sia dovuto non ad una donna ma ad un uomo. A dare l'impronta "estiva" al tutto è la capacità narrativa dell'autore, ironico e incline alla battuta, che rende moderna e alla portata di tutti una pagina di letteratura antica di grande rilevanza, sia per le innovazioni nel canone mitologico sia per la riscrittura di alcuni miti con un approccio che potremmo definire "psicologico". Ed alla fine non si può che concordare con il titolo: le donne sono diverse.

People love Chuck Norris – Chuck Norris ha aperto quella porta, Mist/Dietnam

Scritto da: il 05.06.08 — 3 Commenti
Chi è Chuck Norris? Intendo oltre un tipo che saltuariamente si vede cambiando canale televisivo. Non lo so, e certo i due libelli curati da Mist e Dietnam non mi aiuteranno a capirlo. Ma mi hanno aiutata a fare ginnastica facciale, ridendo a crepapelle per le battute che il non-tanto-famoso ranger si presta a impersonare. Iniziata in America, la mania dei Facts (così si chiamano le battute) presto si è diramata attraverso la rete per tutto il globo. In Italia ha trovato terreno fertile: santi, poeti, navigatori sì, ma anche comici estrosi. I due volumi sono una silloge delle migliori battute, mille in totale, raccolte, introdotte e commentate dai due bloggers. In realtà quello che vedete nell'immagine è solo il secondo, uscito sulla scia del grande successio di I fermenti lattici dello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti. Chuck Norris ha aperto quella porta, come ogni sequel, perde un po' della forza esilarante del primo, alle volte riprendendo battute già orecchiate. In compenso aggiunge dei pezzi di altissimo ingegno umoristico. Sicuramente ciò è dovuto all'allargarsi del campione di scelta, data la grande popolarità dei Chuck Norris Facts all'interno ed all'esterno del web: radio, tv, ed il blog originario, ovviamente. Welovechucknorris è attivo da un bel po' ormai, e la sua fama è in continua crescita. Tanti, tantissimi talenti umoristici hanno contribuito al volumetto, rendendolo eterogeneo e anche un po' schizofrenico. E' esattamente il tipo di libro che tengo abitualmente in zone accessibili per quando intendo "staccare" e lasciarmi andare a quattro risate grezze. Perché si potrà anche essere snob, storcere il naso e criticare, ma ci sono effetti comici irresistibili anche per chi ha il naso all'insù. Ed è stato Chuck Norris con un calcio rotante a farglielo.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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