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Actarus. La vera storia di un pilota di robot, Morici

Scritto da: il 20.09.10 — 3 Commenti
Molti tra i più giovani potrebbero non cogliere immediatamente chi sia Actarus, un personaggio entrato nei miti collettivi di una certa generazione – la mia, appunto – attraverso il tubo catodico durante l'infanzia. Per tutti loro wikipedia può essere d'aiuto, e magari il nome Goldrake non è completamente sconosciuto. Basta la sigla per riaprire una scatola del tempo che ci riporta dritti dritti agli anni '80. Morici prende in prestito questo nostro mito comune per raccontarci una storia, la sua e la nostra, con ironia e disincanto in questo Actarus - La vera storia di un pilota di robot. Che altro non è che il racconto della quotidianità di quello che, visto in tv, era un eroe straordinario. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=8wSZ3WbcwQ4[/youtube] La vita di Actarus è quella classica del supereroe da cartone animato o da fumetto: infanzia difficile, ultimo della sua razza, "speciale" per definizione, a servizio dell'umanità. Ma cosa succede negli interstizi tra una puntata e l'altra? Qual è la vita quotidiana e quali i pensieri che lo attraversano? In questo romanzo abbiamo modo di scoprire l'una e gli altri, attraversando le giornate in cui Duke Fleed non sta combattendo. Ed è tutto stordimento, programmi televisivi, birra e abbrutimento, che servono a non pensare, a non farsi quelle domande che impedirebbero di svolgere il proprio "eroico" compito: esiste davvero un nemico? L'altro, il popolo di Vega, è davvero il cattivo o è solo un pretesto per guerre di conquista e per la prevaricazione tipica dei terrestri? Man mano che Actarus comincia a porsi queste domande la sua vita si complica, con l'entrata in gioco anche di altri personaggi che non siano Venusia e Alcor, suoi "colleghi" all'Istituto. La consapevolezza che acquista lo porta a percepire la colonna sonora, quella che sottolinea i passaggi più intensi delle puntate: le tirate filosofiche, i momenti di tensione; l'effetto comico ...

Shigurui, Nanjo e Yamaguchi

Scritto da: il 30.07.09 — Comments Off
Cosa spinge gli uomini alle grandi imprese? Qual è la naturale reazione degli uomini davanti ad ostacoli insormontabili? Secondo Norio Nanjo (1908-2004), scrittore ed esperto di storia medievale, è la crudeltà, se non addirittura la pazzia. Questa sua idea è alla base del suo romanzo Suruga joo gozenjiai (La gara di arti marziali tenutasi al castello di Sunpu alla presenza del Feudatario), da cui successivamente è stato tratto Shigurui (folle) un bellissimo manga disegnato da Takayuki Yamaguchi e pubblicato in Italia dalla Planet Manga. La storia inizia con un  assurdo torneo di scherma con vere Katane organizzato da un feudatario sanguinario. Il primo duello è tra un guerriero monco ed uno cieco che sembrano uniti da un profondo rancore: Gennosuke Fujiki e Seigen Iraco. Viene racconta la storia dei due giovani samurai: una storia di violenza, sopraffazione, fanatismo, ambizione e vendette concatenate. La trama di Shigurui, fedele al libro, si dipana attraverso brevi episodi che si susseguono avanti ed indietro nel tempo tinteggiando, davanti agli occhi del lettore, un quadro cinico dei personaggi e del loro mondo. Il mondo dei samurai è ben lungi da quello stereotipato da altre opere storiche. È un mondo in cui la pietà non esiste, i sentimenti devono restare nascosti, la vita è spesa nella cieca obbedienza al proprio signore ingiusto e sadico. L’onore è solo una maschera che nasconde fanatismo ed  ambizione portati sino alla follia. Il disegno di Yamaguchi, curato e particolareggiato, è anch’esso insolito: i personaggi sono spesso ritratti senza vestiti (ed a volte anche senza pelle) per mettere in evidenza la contorsione dei muscoli e le pose drammatiche. I dialoghi sono scarsi lasciando il campo agli splendidi disegni ed alle didascalie. I duelli sono molto spettacolari sia per la ricostruzione delle tecniche di spada che per l’effetto splatter: sangue, teste mozzate, mascelle strappate, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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