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È tutto qui, Scandolin

Scritto da: il 06.09.10 — 7 Commenti
Se è vero che noi siamo ciò che pensiamo, la nostra storia altro non deve essere che storia di pensieri mentre facciamo altro, mentre fuori piove, mentre viaggiamo in treno o camminiamo per le calli di Venezia facendoci largo fra i turisti, mentre studiamo senza troppa convinzione un dramma di Shakespeare o aspettiamo il sonno di fianco al nostro compagno. È tutto qui di Matteo Scandolin, edito da intermezzi, è una preziosa raccolta di brevi racconti di poche pagine ognuno. Sono piccole storie essenziali, storie di rapporti tra persone qualunque, narrate in prima persona, semplici senza essere mai banali. Sono storie di persone e ambienti, persone e città, persone e lavoro, persone e persone. Storie di oggi che non potrebbero che essere di oggi, tanto sono impastate della vita dei quasi trentenni di questo squarcio di secolo che con loro è ingeneroso. Sono racconti sul filo della linea d'ombra, che a volte i protagonisti oltrepassano in maniera dolorosa. Piccole tragedie, un tradimento reale o immaginato, un pugno, un amore non detto, banali nella loro normalità ma dirompenti per la vita di chi le subisce. Piccole tragedie sciocche e distruttive, che i protagonisti affrontano in grande solitudine: come ben si conviene agli eroi tragici, a quell'eroe tragico che ciascuno di noi a volte è. Protagonisti secondari senza essere di sfondo sono gli spazi. Luoghi e non luoghi al contempo, le città del nord in cui tutti i racconti si svolgono sono città quotidiane, stanziali e non città di festa, di breve passaggio, di viaggio. Fra tutte, Venezia, città dell'autore. La Venezia descritta da Scandolin è la Venezia dei veneziani, la Venezia dell'acqua alta e delle torme dei turisti. La Venezia di oggi, in cui calli e campi non sono calcati da zoccoli di broccato con il tacco troppo alto, ma da anfibi, scarpe da ...

Charles & the City – Perdersi a Londra, Dickens

Scritto da: il 17.02.09 — 2 Commenti
Emotivamente presi degli eventi narrati, coinvolti nella psicologia dei personaggi, solo raramente ci rendiamo conto del grande, ben conosciuto ma, al contempo, anonimo palcoscenico dove i fatti raccontati accadono: la città. Ogni scrittore celebra la propria. Chi non accosta Joyce a Dublino? Sono celebri Simenon e la Parigi di Maigret ma anche di Hugo, la Milano di Giorgio Scerbanenco (1911-1969); e si potrebbe continuare. In Perdersi a Londra vengono proposti due deliziosi scritti del grande Dickens (1812-1870). Il primo è un ricordo di un suo smarrirsi bambino di otto o nove anni nella City che, dopo un breve pianto, diventa – assieme al resto di Londra – scenario di meraviglie da conoscere, di incontri buffi anche se non sempre piacevoli, luogo in cui, senza perdersi d'animo, si può fare progetti di vita e di conoscenza. Dickens riesce a descrivere una Londra osservata e vissuta per qualche ora ancora con la sua l'innocenza infantile. Nel secondo scritto seguiamo le peregrinazioni di un Dickens che, sofferente d'insonnia, si mette nei panni del solitario vagabondo in cerca di compagnia in una Londra notturna, compagnia che, volutamente, non cerca nei luoghi del Vizio e della Sventura ma proprio nelle strade, rivisitando nell'oscurità, e anche sotto la pioggia, un tessuto urbano a lui e a molti ben noto nelle ore diurne, ma che in quelle della notte svela dimensioni impensate e suscita pensieri e riflessioni inusuali, specialmente dopo che anche l'ultimo ubriaco tiratardi se n'è andato. È  una Londra spettrale popolata di fantasmatici relitti (e/o derelitti) umani evocati dal pensiero o incontrati realmente, come il barbone impaurito o l'uomo del polpettone. Circa un secolo dopo “passeggiando per le strade di Londra” (del 1930, in: The Death of the Moth and Other Essays, 1942) Virginia Woolf (1882-1941) darà una descrizione delle vie, e dei ...

Premio città del libro 2009

Scritto da: il 07.02.09 — Comments Off
Sta per concludersi il termine delle presentazioni per il Premio città del libro 2009, che ha per obiettivo la diffusione della cultura e della lettura incentivando i singoli comuni a diventarne promotori. Dal sito vi riporto il progetto: Un premio per i comuni attivi sul piano della promozione della lettura. L’Associazione Forum del libro, l'’ANCI, il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Calabria, con il contributo della Banca d'Italia, hanno bandito il Premio città del libro. L'Associazione Forum del libro, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), il Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Calabria, con il contributo della Banca d'Italia, hanno bandito il Premio città del libro per l’anno 2009. La finalità del Premio è di evidenziare, sostenere, promuovere e rendere eventualmente replicabili quelle attività che puntino ad alcuni obiettivi: potenziamento dell’offerta di base, soprattutto nelle realtà più disagiate; capacità di mobilitare i lettori e di attivare i non lettori; capacità di coinvolgere nell’attività le strutture di base della promozione della lettura: scuole, biblioteche, librerie, associazioni culturali ecc.; originalità e coerenza delle iniziative, nonché loro durata nel tempo e radicamento nel territorio. Le candidature dovranno pervenire esclusivamente in formato elettronico alla Segreteria del Premio, presso l’ANCI, all’indirizzo premiocittadellibro@anci.it, entro il 16 febbraio 2009, attraverso la compilazione dell'apposito formulario. * PER INFORMAZIONI mail: premiocittadellibro@anci.it tel. 06.68009201 Non vedo l'ora di sapere qual è la città italiana più a misura di lettore!

Poesia d’amuro, GruppoH5N1

Scritto da: il 20.08.08 — Comments Off
Se leggete abitualmente i miei post, di sicuro vi sarete accorti che nutro una sana diffidenza nei confronti della poesia moderna. Spesso infatti i poeti scambiano l'introspezione per l'arbitrarietà delle proprie riflessioni sull'ombelico (da altri - il gruppoH5N1 - definito lirismo autoreferenziale). Io, invece, appartenendo alla vecchia scuola, ritengo che la poesia, con mezzi propri (senso, ritmo, sonorità e poetica) debba diffondere un messaggio universale, una visione del mondo. Che sia l'amore, la guerra o la solitudine il suo argomento, la poesia è più che mera elucubrazione farcita di sinestesie: è un sentire ed interpretare. Poesia d'amuro mi ha stupita e spiazzata. Stupita per la capacità di leggere la modernità ed utilizzare al meglio forme poetiche sia arcaiche che recenti, spiazzata per l'assenza del personaggio del poeta, dato che l'autore è in realtà un collettivo, il gruppo H5N1. Limerick, Haiku e Tanka, versi rimati, versi sciolti, nulla spaventa questi poeti, che sembrano per fortuna non considerare la struttura come una limitazione. Quasi cento pagine da leggere e poi consultare, con testi poetici ed alla fine brevi saggi/racconti. Come in ogni pubblicazione eterogenea ho trovato contenuti più affini a me ed altri meno, ma il livello generale della raccolta è ottimo, con la poesia che fa finalmente presa sulla realtà che la circonda, appropriandosene e restituendola al lettore. Le mie favorite, giacché di questo si parla, sono Per V*, Hanno già scritto tutto sulla nebbia, Ci sono affari più incerti del domani, Il muro innamorato. Non dubito che ciascuno possa trovare le più aderenti al proprio sentire, tra queste poesie d'amore e da muro. Per chi vive a Pavia e dintorni suggerisco di tenere d'occhio i tipici non-luoghi, i punti di transizione e attesa, in cui si possono leggere alcuni testi, proprio per la filosofia del gruppo. Per tutti gli altri ci sono almeno due strade: scaricare il ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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