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La possibilità di un’isola, Houllebecq

Scritto da: il 17.11.08 — 2 Commenti
Quando ho chiesto agli amici cosa leggere per approcciarmi ad Houllebecq due titoli sono stati suggeriti costantemente: Le particelle elementari e La possibilità di un'isola. Allora, guidata dal solo titolo, ho deciso di appropriarmi del secondo romanzo, date le discussioni sulla somiglianza tra il primo e La solitudine dei numeri primi di Giordano. Volevo infatti iniziare senza avere in mente diatribe. Così l'inizio è riuscito a spiazzarmi completamente: i miei amici sono stati tanto saggi da non dirmi nulla sul libro, per cui l'effetto sorpresa è stato perfetto; sin dalle prime pagine Houllebecq annuncia di essere un autore fuori dai soliti schemi, se mi può esser perdonato un cliché del genere. I titoli dei capitoli hanno un che di biblico, anche se nessuna attinenza poi con i testi sacri; distanza rafforzata dal continuo argomento sessuale, espresso però come dato quotidiano e obiettivo, meccanico. La descrizione di queste scene procede impassibile, senza brutalità o voyeurismi inutili tanto di moda: è già brutale l'argomento in sé. Ci si mette un po' a capire quale sia il protagonista, ma entro poche pagine si capisce che stiamo leggendo almeno due diari: il diario di un uomo che legge il diario di un suo avo. Da questo contrappunto di voci narranti si ricostruisce la trama di due uomini ed una umanità. Da un lato abbiamo il racconto di una vita durante la nostra società in declino, dall'altro quello di una vita successiva che tenta di immaginare, capire i suoi predecessori per trovare la propria via per l'ascesi. E, ovviamente, capire il funzionamento dei sentimenti umani. Il testo oscilla tra la fantascienza e la distopia, con rimandi che mi ricordano un po' i raeliani di qualche anno fa, fonte quasi certa di ispirazione considerando la data del romanzo  e le evidenti convergenze. Le conclusioni cui arriva, amare com'è giusto che sia, ...

L’uomo che sussurra ai cani, Graeme

Scritto da: il 27.10.08 — Comments Off
Ormai è di pubblico dominio la presenza nella mia famiglia di vari pelosi non umani. Per questo motivo mi ha attirata il titolo del libro di Sims Graeme, L'uomo che sussurra ai cani, ammiccante nel titolo che, sia in lingua che in traduzione, somiglia a quello di un famoso film. Pensavo, in realtà, si trattasse di un romanzo; ho scoperto che invece è una via di mezzo: intreccia infatti la storia personale dell'autore e dei suoi quadrupedi ad un utile manuale di addestramento con tecniche di rinforzo positivo. Al contrario delle (purtroppo) usuali tecniche basate sulla dominanza, queste sono basate sul riconoscimento del "padrone" come capobranco giusto ed equilibrato, in grado di comprendere le esigenze di tutti e di non pretendere coattivamente degli esercizi. Come in ogni manuale di addestramento che si rispetti, si addestra più il padrone che il cane; infatti è necessario sapere come chiedere determinate azioni al proprio quadrupede, posto che siano azioni che può compiere. Oltre alle parti puramente teoriche troverete molti esercizi, utili non solo al "controllo" delle azioni ma alla comprensione reciproca; questo è particolarmente importante, adesso che si sta finalmente uscendo dallo stereotipo "tanto è solo un animale" (intercambiabile per cani, gatti, cardellini, furetti...). Il libro è scritto con un linguaggio molto semplice e ripete più volte i concetti fondamentali, sotto diverse forme, per accertarsi della loro completa assimilazione. Dopo ogni esercizio ci sono più esempi, di aiuto per fissare il meccanismo, e varie spiegazioni accessorie di possibili eccezioni. Io sono stata fortunata e ho avuto il sostegno di alcuni veterinari e di un addestratore prima di accogliere in casa un canide; non trovo corretto infatti cominciare a studiare qualcosa solo per "risolvere un problema": volevo essere preparata all'arrivo di un peloso in casa. E nonostante questo mi rendo conto di aver fatto diversi errori. Ma in assenza di amici ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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