Tutti gli articoli su cenerentola

Ash, Lo

Scritto da: il 28.09.10 — 1 Commento
Tra le fiabe della nostra infanzia Cenerentola occupa, nel bene e nel male, un posto d’onore. Nel bene perché piace a molte, nel male perché spesso e volentieri è stata accusata di promuovere il maschilismo mostrando un’eroina che si riscatta dalla propria miseria con la sola dote dell’aspetto fisico e attraverso un matrimonio ben riuscito. Non mi stupisce, perciò, che le riletture di questa storia siano state tantissime. L’ultima in ordine di apparizione è proprio Ash, l’esordio narrativo di Malinda Lo, edito in Italia dalla Elliot. L’impianto della fiaba originale è rispettato quasi completamente: abbiamo infatti la protagonista Aisling, figlia di un nobiluomo, che resta orfana di madre in tenera età e deve subire le prepotenze della nuova sposa del padre, che porta con sé altre due bambine. Quando poi anche il papà muore, la fanciulla è relegata al ruolo di serva e privata di ogni conforto, a parte quello dei sogni. Anche l’ambientazione è sfumata , come nelle favole. Sfumata, ho detto, ma non imprecisa, il che potrebbe apparire una contraddizione in termini: ciò che intendo è che, pur restando nel classico Reame composto da Bosco e Città, la Lo riesce a pennellare le sue descrizioni con grande finezza. Direi, anzi, che un punto di forza di questo libro sta proprio nel rilievo stilistico utilizzato nel delineare le immagini. C’è una delicatezza non comune con cui l’autrice riesce a mostrarci gli splendori del Bosco e del mondo fatato. Alcune pagine sono in grado di rapire in un’atmosfera onirica e lunare, altre si dipanano come filigrana dorata. Di contro ci sono alcune scelte narrative che, seppur coraggiose, restano in ombra rispetto al resto: in questa versione, infatti, Cenerentola non si innamora del principe ma vive quasi un triangolo con un essere fatato, Sidhean, e la Cacciatrice del Re, Kaysa. La svolta gay, per ...

Gip nel televisore e altre storie in orbita, Rodari

Scritto da: il 12.02.09 — 2 Commenti
Ho ritrovato poco tempo fa un mio vecchissimo testo scolastico, del periodo in cui si distinguevano libri di testo, libri di esercizi e libri di lettura (ohibò, ma gli altri a che servivano allora?), e l'ho sfogliato con piacere. È Gip nel televisore, partorito, come già si intuisce dal titolo stravagante, dal genio di Gianni Rodari, uno dei miei autori favoriti all'epoca e che conserva il suo fascino tuttora. Sono più favole, di cui alcune sono parodie di classici della letteratura per l'infanzia. Quella che dà il nome alla raccolta è la storia di Giampiero Binda, per gli amici Gip, che, amante della tv, finisce con l'esserne protagonista in senso letterale. Se questa trama vi ricordasse, ad esempio, Pleasantville o qualche puntata dei Simpson, sappiate che la sua stesura risale "appena" al 1962. Si procede poi con la storia di un'invasione aliena tutta da ridere, con una novella Cenerentola al suo ballo spaziale, con un robot domestico non proprio perfetto. I protagonisti sono i più vari, così come le ambientazioni, tutte fantasiose e piene di spunti divertenti. Sono favole con una morale, un insegnamento mascherato attraverso gli scherzi e le trovate dell'autore; non è una morale antiquata però, ma contingente, che parla ai ragazzi della nostra epoca, nonostante la raccolta abbia ormai più di quarant'anni. In qualche modo la prima storia è addirittura premonitrice, portando alla luce un fenomeno che si verificherà qualche decennio dopo e che si amplificherà con la diffusione di internet. La scrittura è sempre brillante e pungente; Rodari ha una grande capacità di caratterizzare i personaggi e renderli vivi con pochi tocchi, togliendo gli orpelli inutili. La vera forza è nella trama, piena di svolte ingegnose e di senso di attesa. L'edizione che possiedo è vecchiotta e scolastica (con le schede di esercizio), ma sono disponibili online sia la versione ...

Più meglio di Cenerentola, Kapowski

Scritto da: il 26.12.08 — 2 Commenti
Chi non ha mai sognato di diventare una principessa, su istigazione di mamme, zie, e tutto quel gineceo in rosa (dai vestiti fino agli accessori) che in genere circonda le bambine? Ebbene, per chi lo sogna ancora forse è il caso di ricorrere a Più meglio di Cenerentola - Manuale per la principessa moderna. Con principessa non si intende qui la tradizionale fanciulla blasonata, cui la nobiltà è stata attribuita alla nascita, ma lo status moderno e mondano di VIP, che può essere ottenuto ormai indipendentemente dalle proprie qualità personali e oggettive. Una guida, o forse un'antiguida, che fa il verso ad una certa chick lit non solo d'oltreoceano, questa della Kapowski, briosa e scorrevole. Dallo shopping al fitness finanche al gossip tutti gli anglofili aspetti vitali della quotidianità principesca-VIP sono passati al vaglio. Divisa in sezioni, come un vero e proprio manuale, la zandeguida affronta con piglio ironico temi ampiamente dibattuti da riviste quali Chi o Novella Duemila (non a caso citata come testo sacro per le aspiranti principesse); interessanti i capitoli sull'istruzione e sulla popolarità, pieni di spunti divertenti. La scrittura, come è naturale, è vivace e diretta, e ricorda per struttura quella di molti blog. L'autrice si rivolge direttamente al suo pubblico distribuendo consigli e regole pratiche, moniti e suggerimenti per acquisire titolo e status. E lo fa in un volumetto tanto tascabile e sottile da poter essere senza alcun problema messo in borsa. Chiaramente si può anche provare a considerarle seriamente, queste settanta pagine di panoramica sul mondo dei popolari; ma sembrerebbe di tradire lo spirito della Kapowski, così acuto e tagliente, e soggiogarlo al'oggetto di tanta ironia. Consigliato per le S-VIP e per le conoscenti velina-style. Da leggersi con (auto)ironia.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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