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L’odore dei fiori – Keyes, Fiori per Algernon

Scritto da: il 30.04.08 — 4 Commenti
Chiudendo Fiori per Algernon si resta un po' turbati. Non è una questione di mero stile. Né di trama particolarmente complessa. Il turbamento viene dal sentire minate le fondamenta del credo moderno di progresso mentale come benessere spirituale. Inizia quasi in sordina, il diario di Charlie, con capitoli brevi ma lenti, una lingua difficile, e va delineando pian piano una figura che è sicuramente distante dal lettore, ma, in questo sta la grande abilità di Keyes, in cui immedesimarsi comunque, vivendo e respirando la stessa aria, a volte provando lo stesso disarmante senso di smarrimento. Poi la scrittura prende il volo, seguendo lo sviluppo della trama e del personaggio, dipingendo con enfasi e delicatezza dettagli via via più sofferti. Attraversa come un turbine le esperienze del protagonista, così scontate per noi da non notarle nel nostro quotidiano e così nuove e spaventose e assurde. E come in un giardino di borgesiana memoria arriva la chiusura, quasi circolare. L'autore accarezza temi che spaziano dalla bioetica alla discriminazione lasciando che sia la sua storia a parlare per lui, la sua mirabile invenzione a guidarci nei meandri delle nostre incerte opinioni. E ci lascia allibiti delle nostre stesse conclusioni, dopo aver vissuto per un po' nei panni dell'altro, lo spauracchio con cui ognuno di noi si confronta almeno una volta.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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