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Firmino vs. La bibliotecaria – Savage contro Ciccarone

Scritto da: il 14.07.08 — 11 Commenti
Firmino vs. La bibliotecaria. Primo round. Se ne è discusso, se ne discute, ma ora che ho letto i due romanzi, e anche qualcosa in più, posso dire la mia con cognizione di causa. Intanto pongo a tutti una domanda, dopo essermela posta invano per giorni: perché attaccare Firmino e non, invece, Gli scarafaggi non hanno re? In quest'ultimo, infatti, gli scarafaggi si nutrono di libri, assumendone alcune caratteristiche; si accoppiano tra loro, com'è normale per la loro specie; vivono, non voluti, in una casa umana. Perché solo Firmino allora? C'è una risposta facile facile, ma suppongo non possa, non debba essere vera: Firmino è più famoso. Questo libro ha attraversato il mondo, vendendo - credo - qualche milione di copie. Firmino ha avuto un grande lancio pubblicitario. Firmino è discusso, criticato, amato e odiato. Firmino è stato pubblicato inizialmente nel 2006, come riporta il taccuino dei luoghi comuni "stampando inizialmente un numero minimo di copie con un editore no profit". La Bibliotecaria è stata stampata inizialmente nel 2000, presso un editore di cui gli autori emergenti di Ozoz riportano che è a pagamento. In ambedue i casi non ho controllo sulle fonti, quindi mi limito a riportarle senza giudicare. Fine primo round. Secondo round. I confronti proposti dai media: l'incipit, il rispetto per i libri e l'attrattiva sessuale. Non sono tre esempi casuali di libri densi di somiglianze, bensì gli unici tre punti di contatto. Veniamo al primo, ecco i due incipit: La bibliotecaria: Sono una tarma, e divoro libri. Non disdegno né quelli antichi né quelli moderni, tanto meno mi interessa ciò che dicono gli entomologi, tronfi nel credere di sapere tutto sulla vita degli insetti. "Le farfalline mangiano tessuti", o affermazioni del genere, sono solo favole scientifiche. Io mi nutro di cultura, e adoro tuffarmi tra le pagine:[...] Firmino: Avevo sempre immaginato che ...

La bibliotecaria, Ciccarone

Scritto da: il 14.07.08 — 5 Commenti
La bibliotecaria è finalmente arrivato alla mia scrivania. Accuse, chiacchiere ed altro attendono conferme, quindi intanto lo leggo come libro a sé, non in relazione a Firmino. Anche se. Anche se un dato mi impensierisce: non è una ristampa ma una riedizione, con cambiamenti apportati dall'autore e, a quanto capisco, immagini aggiunte in questo 2008 e non appartenenti alla versione originale del 2000. Mi chiedo il perché del nuovo editing, e dell'aggiunta delle illustrazioni che accentuano la somiglianza con il libro incriminato. Marta la tarma, con un gioco di anagrammi usato dall'autore, vive nella libreria privata di un napoletano, con cui ingaggia una vera e propria battaglia, in un carosello vorticoso di citazioni, alcune facili, altre meno. In effetti risulta un po' spaesante, considerata la densità dei richiami e l'oggettiva improbabilità che si conoscano tutti. Ma pian piano, dopo l'orgia iniziale, le citazioni scemano, riequilibrando il contenuto. I personaggi sono i più disparati: dalla farsesca zecca, caricatura di pulcinella, ai millepiedi progettati da minuscoli bioingegneri, dal cane odiato all'odiato e riabilitato umano Leggilibri. Anche in questo caso, come per le citazioni, ogni capitolo introduce nuovi caratteri, nuovi incontri fino ad arrivare all'incontro clou, quello dell'anima affine. L'intento è satirico, attraverso personaggi necessariamente sui generis quali gli scarafaggi inglesi (giustappunto i Beetles-Beatles), l'autore alimenta una polemica con l'uomo quale distruttore dell'ecosistema; l'immondizia, l'assurdità di certa politica, la rivoluzione, tutto è vissuto da occhi microscopici di molte specie. Lo stile passa da fiorito, arzigogolato, con un gusto della parola quasi ottocentesco, a quello della prosa moderna, diretta e qualche volta outrée. La lingua è ridondante e da uso di una moltitudine di aggettivi, spezzando il ritmo narrativo; spesso inoltre ricorre a stereotipi funzionali, e a giochi di parole (eri morta, marta, morta!) un po' autocompiaciuti. Nel complesso un editing maggiore avrebbe reso il libro più snello e sicuramente più ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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