Tutti gli articoli su canzoni

Uomo Faber, Milazzo & Calzia

Scritto da: il 18.03.10 — Comments Off
Da qualche settimana è uscito in edicola, allegato a La Repubblica o L’Espresso, un bel volume a fumetti dedicato a Fabrizio De André, intitolato Uomo Faber. Gli autori sono Fabrizio Calzia per i testi e Ivo Milazzo per i disegni. Se Ivo Milazzo davvero non dovrebbe avere bisogno di presentazioni, essendo una delle autentiche colonne storiche del fumetto italiano (basti ricordare la serie Ken Parker, su testi di Giancarlo Berardi) e in assoluto uno dei più grandi maestri della “letteratura disegnata”, ammetto che so (molto) meno della storia di Lorenzo Calzia, che però per quanto mi riguarda parte avendo dalla sua come minimo una grande passione per le parole e la musica di Fabrizio De André, e tanto basta almeno per ora. Poi certo, potrei dilungarmi sul perché la figura di Faber abbia suscitato negli anni questo interesse… di più, questo autentico amore per la sua figura e il suo pensiero, si potrebbe parlare del perché ogni anno si scrivano libri, saggi, storie a fumetti (sì perché questa non è nemmeno la prima) sulla sua storia e sulle sue storie. Paradossale e un po’ ironico destino per uno che negli anni 60 diceva di non volere che gli si “facessero i fumetti intorno” ma certo allora era un giovane cantautore col terrore del palcoscenico. Un De André più maturo avrebbe capito che era inevitabile, lui che rispondeva alle interviste per iscritto, per paura di essere frainteso o che uscisse fuori qualche belinata. Qualche belinata che in questo volumetto ci sarà (c’è) senz’altro, trattandosi in fin dei conti di una ricostruzione in forma di fiction della vita di De André, ripercorrendo per sommi capi eventi della sua biografia e della sua produzione discografica. Persone che diventano personaggi, amici, famigliari, donne… Il rischio grosso per un racconto di questo tipo è ovviamente il diventare didascalici, sforzarsi di ...

Cantautori italiani, 1973-1983, Bonanno

Scritto da: il 07.01.09 — Comments Off
“Nei testi di canzone sembra vi sia concentrata tutta la poesia possibile nel nostro tempo, come se essa vi esalasse l’ultimo o il penultimo respiro.” E se lo dice Manlio Sgalambro ci dev’essere del vero. Anzi lo sappiamo bene, noi che amiamo la canzone d’autore, quanto vero c’è in quelle parole. E di questo parla questo bel volume di Mario Bonanno, di parole in musica, anzi parole e musica fuse assieme in una particolare e nuova forma d’arte capace di raccontare la vita. Hai detto niente. Cantautori italiani è infatti il ritratto di una stagione centrale per la canzone italiana, il decennio 1973 – 1983, ovvero il periodo di massima maturazione e affermazione della generazione dei grandi cantautori, dopo il proto-cantautorato dell'era Tenco e prima del cosiddetto “riflusso” degli anni 80. Ciascun capitolo del libro è dedicato ad un anno, introdotto da un breve quadro degli eventi socio-politici fondamentali, utili a inquadrare il contesto storico, e per ogni anno vengono presi in esame una quindicina di album, i più importanti. Non manca una discografia più esaustiva con brevi note a completare il prima e il dopo rispetto al decennio in questione, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il risultato è un libro piuttosto completo che, anche se lungi dall’essere enciclopedico o esauriente, fornisce una guida essenziale ma validissima ad un fenomeno culturale ed artistico di così vaste proporzioni. Chiaramente Bonanno fa le sue scelte e quindi qualche lettore potrebbe meravigliarsi per esclusioni anche illustri. Se non mancano infatti i giganti riconosciuti, i De André, i Gaber, i Guccini, i De Gregori, i Battiato, non vi è invece traccia alcuna di Lucio Battisti. Tanto per dire. Che però, con tutta probabilità, cantautore in senso stretto non può venire considerato. Al pari viene escluso Pino Daniele o comprensibilmente un più tardivo Zucchero, mentre piuttosto a sorpresa ...

Intervista a Filippo Sottile – Il canzoniere delle pippe

Scritto da: il 10.11.08 — 2 Commenti
Iniziamo con una domanda forse un po’ banale ma d’obbligo per presentare il libro: come nasce il Canzoniere delle pippe? Beh, sta scritto nella presentazione: nasce un po' per caso. Di versi erotico-burleschi ne ho sempre scritti, ma accadde che due anni fa durante una vacanza in Sicilia nel giro di due giorni ne scrissi quattro o cinque di seguito e mi venne di pensare nel rileggerli che mi davano la possibilità di dire delle cose importanti per me senza “parere". Nasce così quindi: ho scritto e ho visto che ciò che apparentemente era un gioco mi permetteva di fare riflessioni più ampie. Quanto influisce la tua sicilianità su ciò che scrivi? Io credo molto al'etnicità della scrittura e paradossalmente scrivo molto più siciliano quando scrivo in italiano. Mi spiego: io son figlio di siciliani ma vivo in provincia di Torino, qui ci sono tanti Sud diversi e alcuni nord e ci si riconosce. Ognuno costruisce la frase in una maniera che è legata alle sue origini: io il dialetto lo parlo coi nonni, coi cugini, è una lingua che conosco bene ma non è quella della quotidianità. Scrivere/parlare italiano è invece una chiosa sui due diversi dialetti siciliani che conosco (messinese/trapanese). E poi c'è la questione familiare: tutti i maschi della mia famiglia scrivono o hanno scritto versi (escluso mio padre) e li hanno scritti perlopiù in dialetto. Come nascono le poesie? Dipende, di solito è perché mi viene in mente un verso o una coppia di versi che mi piacciono e per "mi piacciono" intendo due cose: o mi fanno ridere o dicono con forma adeguata una roba che penso, ma questo vale soprattutto per le poesie brevi. Il capitolo "I Pipponi" per esempio è tutto costruito in maniera diversa: lì ho creato le poesie per la lettura ad alta voce; più che poesie ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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