Tutti gli articoli su cane

Astarte, Pazienza

Scritto da: il 13.12.10 — Comments Off
Il liblogger appassionato di Paz qui non sono io, ma per una volta mi sono lasciata incuriosire da un titolo che ha fatto leva sulla mia passione cinofila e su quella per la storia antica. È così che ho comprato Astarte, l'incompiuta di Andrea Pazienza edita ora per Fandango Libri. È la storia onirica di un cane speciale, il cane da guerra di Annibale, dalla nascita fino alla prima battaglia; nel progetto originale doveva arrivare fino alla disfatta di Zama e alla morte di Astarte stesso, ma fu un'altra morte a interrompere i disegni, quella di Andrea Pazienza. Non è un compito facile rendere viva una storia di circa duemila anni fa, lontana da noi e tramandata scolasticamente; del resto la Seconda Guerra punica non è uno dei momenti più affascinanti della storia antica (almeno per me). Ma con l'escamotage del cane, e della prospettiva "altra" rispetto a quella classica e storica cui siamo abituati, Paz illumina attraverso il molosso nero la vita dell'esercito cartaginese e l'indole del suo condottiero. È un misto di affetto e durezza, di vizi principeschi e selezione spietata che avvolge Astarte fin dalla sua nascita: scelto, insieme a suo fratello Baal, per essere il mastino da guerra personale di Annibale, addestrato a combattere sin da cucciolo, e a uccidere nel modo più rapido possibile. La sua crescita coincide col viaggio di Annibale, coi suoi elefanti entrati ormai nell'immaginario collettivo, con gli accampamenti, le marce e le battaglie. Le tavole sono state scorporate in modo da dare rilievo a ogni singolo dettaglio, e l'edizione, in un formato non troppo canonico, è molto ben curata. Il tratto è quello distintivo di Andrea Pazienza, che passa dal grottesco al drammatico in una stessa immagine, ancor più quando deve rendere il contrasto tra la giovinezza del cane e la sua efferatezza. La prefazione di ...

Parola di Francesco Lugli

Scritto da: il 01.04.09 — Comments Off
E poi c'era Spinchio (l’opposto di una bella bestia!), il mio Spinchio, praticamente un'aberrazione genetica, incrocio tra un setter e un... be' non l’ho mai capito… forse un castoro o una lontra, o forse un tostapane. Gambe corte, tronco allungato, faccia da volpino e pelo da gatto Persiano... il mio Spinchio malgrado somigli più ad una supposta che a un quadrupede, non lo cambierei per niente al mondo; è il mio unico vero amico, di sicuro l'unico fedele. Non fa domande, non mi giudica e qualunque cosa accada, è sempre lì, con il suo legnetto in bocca, pronto a giocare. Francesco Lugli, Amo il mio lavoro
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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