Tutti gli articoli su cambiamento

Adesso basta, Perotti

Scritto da: il 10.01.11 — Comments Off
L'inizio di un nuovo anno porta inevitabilmente bilanci, riflessioni, desiderio di cambiamento. Talvolta pensiamo di mollare tutto per una attraente spiaggia brasiliana, o per un'isola tropicale sperduta in cui vivere il nostro paradiso personale. Insoddisfazione personale, sociale e lavorativa condiscono le giornate di tante, troppe persone. E a loro si rivolge Simone Perotti col suo Adesso basta, a metà tra un saggio e un racconto personale sul downshifting. Edito da Chiarelettere, il libro si basa sull'esperienza personale dell'autore e sulla decisione ragionata di cambiare vita e sottrarsi alle pressioni obbligatorie della nostra esistenza, quelle che ci spingono a studiare, laurearci, lavorare spesso ben oltre ogni orario per poter "avere quello che vogliamo", o sovente "quello che si è deciso che dobbiamo volere". Un meccanismo semplice ma difficile da individuare, quello che ci costringe a lavorare di più per comprare una macchina più potente magari per fare la sola strada che ci porta in ufficio, e per arrivare distrutti al fine settimana, con il solo desiderio di dormire e nulla più. O ancora per comprare oggetti che ci regalino l'illusione di una felicità transitoria, che ci spinge a volere sempre la cosa più nuova, appena uscita, che gli altri non hanno. L'autore ci racconta di tutto questo, ma anche della ridefinizione dei propri obiettivi e della capacità di ritrovare l'ozio come creatività e non come indolenza, come momento personale e riflessivo, come serenità. Perché "il lavoro nobilita l'uomo" non è del tutto vero quando torni a casa tanto spossato da abbrutirti davanti alla tv. Solo che il cambiamento desiderato non va solo voluto: va programmato e organizzato, per non trovarsi poi depressi e avviliti. La scelta deve essere consapevole, una decisione ragionata che dipende non dalla frustrazione del nostro quotidiano ma dalla comprensione del fatto che stiamo vivendo una vita che non ci piace, sotto ...

La ragazza del ritratto, Torday

Scritto da: il 05.05.10 — Comments Off
Con questo La ragazza del ritratto, la Elliot si conferma una casa editrice le cui uscite in libreria sono da seguire attentamente, almeno per chi come me ama i thriller europei: dopo avermi fatto scoprire il bravo scrittore tedesco Sebastian Fitzek, ora mi introduce in quello di Paul Torday, autore britannico geniale. Lo etichettano così le recensioni un po' sparse dappertutto, non lo dico io, eppure mi sento quasi disposta a sottoscrivere in pieno una definizione all'apparenza esagerata dopo aver divorato in un week end il suo terzo libro ed esserne rimasta estasiata. Tutto inizia in una villa in Irlanda un tranquillo week end di agosto, dove giungono ospiti di amici Micheal ed Elizabeth, coppia sulla quarantina avviata al decimo anniversario di un matrimonio scipito e privo di emozioni. Eppure è proprio qui che la loro vita inizia a cambiare: il tranquillo e prevedibile Micheal scorge in un quadro una figura femminile vestita di verde, una ragazza che appare sullo sfondo di un interno e che a una seconda occhiata non sembra esistere, né nel dipinto né da nessuna parte nella villa... se non che Micheal comincia a incontrarla in carne e ossa un po' dovunque, quando torna in Inghilterra. Lamia, così gli si presenta la ragazza, all'apparenza lo guida verso un cambiamento della sua vita benefico sia per lui che per la moglie: l'ordinario e un po' noioso marito che non riserva sorprese diventa un uomo affascinante e sensuale, e la vita matrimoniale dei Gascoigne, dentro e fuori dal letto, viene scossa dal nuovo io di Micheal. Elizabeth, donna intelligente e intraprendente, è conquistata da questo nuovo compagno di vita ma comincia a porsi delle domande: la nuova piega che ha preso il suo matrimonio è destinata a durare? Lei si augura di sì ma nel contempo si chiede chi sia il ...

Sufism and Jihad in Modern Senegal – The Murid Order, Glover

Scritto da: il 25.01.10 — Comments Off
Nel volume Sufism and Jihad in Modern Senegal (ISBN: 9781580462686), il Professor Glover offre un interessante spaccato della storia del Senegal dal periodo pre-coloniale, all’amministrazione francese fino al raggiungimento di una maturità nazionale. L’attenzione dello studioso è, principalmente, focalizzata ad individuare i modi in cui si siano sedimentate tra loro le influenze date dall’islam, dalle dottrine del sufismo, dai moti di jihad armata in rivolta contro lo strapotere delle autorità coloniali e contro quella visione distruttiva della conquista propria dell’Europa. Elementi, questi, che hanno costituito, via via, i principali punti di forza per l’espansione della Murīdiyya non soltanto perché principale ordine sufi del Senegal ma anche per la capacità di farsi gruppo promotore e facilitatore di un vero è proprio processo di transizione verso lo stato “moderno”. Lo stesso autore conia l’espressione “an indigenous form of modernity” per definire il ruolo attivo dell’ordine Murid del Senegal nella costituzione di un’ identità e nel farsi portavoce di una ideologia di riforma e rinascita della storia nazionale. Glover chiarisce anche come il concetto di “modernità”, applicato alle culture non occidentali, soffra di una sorta di offuscamento e ideologizzazione persino tra gli studiosi, per cui vi è una tendenza a voler per forza leggere la cultura islamica solo attraverso i tratti negativi. Volendo approcciare l’islam in maniera più “aperta”, è doveroso “correggere” la visione orientalista secondo cui il mondo islamico è stato da sempre refrattario alle innovazioni non partecipando a quella che consideriamo l’età moderna. All’opposto, secondo Glover, l’esperienza del Senegal dimostrerebbe come l’ordine Murid abbia favorito proprio il cambiamento economico, sociale ed anche il quadro politico nazionale tanto che l’islam, attraverso il sufismo, ha fatto da collante per le radici di un’ intera collettività e da fattore di emancipazione dall’oppressione dell’epoca coloniale. .:.

Parola di Paul Auster

Scritto da: il 12.08.09 — Comments Off
New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso,  e nel consegnarsi al movimento delle strade,  riducendosi a un occhio che vede, eludeva l'obbligo di pensare; e questo, più di ogni altra cosa, gli donava una scheggia di pace, un salutare vuoto interiore. Il mondo era fuori di lui, gli stava intorno e davanti, e la velocità del suo continuo cambiamento gli rendeva impossibile soffermarsi troppo su qualunque cosa. Il movimento era intrinseco all'atto di porre un piede davanti all'altro concedendosi di seguire alla deriva il proprio corpo. Vagando senza meta tutti i luoghi diventavano uguali e non contava più dove ci si trovava. Nelle camminate più riuscite giungeva a non sentirsi in nessun luogo.  New York era in nessun luogo che si era costruito intorno, ed era sicuro di non volerlo lasciare mai più. Paul Auster, Città di vetro

Parola di Pessoa (dal Libro dell’inquietudine di Bernardo Soares)

Scritto da: il 08.10.08 — 10 Commenti
Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell'estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia. Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares Questa settimana è una settimana di apertura e di cambiamento: in questa settimana infatti saranno ufficializzate le mie dimissioni dalla Villaggio Maori Edizioni. Io non sono uno scrittore, ma penso ci si debba sentire così quando si chiude un romanzo per iniziarne un altro. So bene quello che ho scritto, coi suoi pregi e difetti; quasi non mi appartiene più, ormai, anche se mi ci sono impegnata a fondo. Sono davanti alla pagina bianca. Un po’ la temo: non è affatto amichevole la pagina vuota. Ho l’ansia di riempirla di segni neri e il desiderio che siano quelli giusti, voglia che sia presto piena e voglia di non sciuparla in fretta. Un po’ invece mi affascina: cosa scriverò e come? Francamente ancora non lo so. Ma mi sento pronta ad iniziare, sotto lo sguardo amico di chi sta al mio fianco.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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