Tutti gli articoli su burocrazia

Nascita di una casa editrice – speciale n.2

Scritto da: il 16.01.09 — 6 Commenti
Attenti,  ho una partita Iva qui e non ho paura di usarla! Lasciando stare l'evidente scherzo, ecco qui puntuale il vostro aggiornamento. Finalmente abbiamo (da quasi un'ora) la partita Iva, che significa per noi poter finalmente agire come società. A questo punto inizia lo "shopping"; no, niente a che vedere con il guardare vetrine e scegliere vestiti: si tratta di acquistare i primi materiali per la casa editrice. Innanzitutto un timbro. Vi chiederete perché il timbro prima di altre cose che possono sembrare, d'acchito, ben più importanti. Semplice: i moduli di richiesta per l'ISBN, beh, devono essere timbrati. Nell'era dell'elettronica, del Web 2.0, della comunicazione veloce, l'assenza di un semplicissimo timbro gommato manda in stallo una casa editrice. Se non fosse la cruda realtà sarebbe irresistibilmente comico. Ma, tant'è, dobbiamo andare a comprare il benedetto timbro, che deve riportare la ragione sociale, la partita iva, la sede. Il passo immediatamente successivo è proprio la richiesta dei codici ISBN all'agenzia, che di recente è passata dal cartaceo al digitale. Suppongo quindi che l'iter sia diventato più rapido e che possiamo ragionevolmente aspettarci che si impieghino meno dei 15 giorni limite. Che altro serve? Un po' di tutto: l'archivio metallico con chiave, il distruggi-documenti, un registro delle tirature, un bell'inedito nascosto di Borges... oh, forse quello non si compra in giro. Peccato! Contemporaneamente si devono richiedere i preventivi ufficiali alle tipografie, in modo da acquisirli agli atti. Chiaramente, prima degli oggetti materiali, andremo in banca ad aprire un conto corrente. Per farlo sono necessari alcuni documenti ufficiali, tra cui la copia dell'atto costitutivo; speriamo tuttavia che basti la copia col numero di repertorio e non quella conforme con certificato di registrazione, per la quale dovremmo attendere qualche giorno in più. La parola d'ordine, in questi giorni, è burocrazia. Speriamo di sopravvivere. A proposito: qualcuno ha visto il mio ...

Un italiano in America, Severgnini

Scritto da: il 30.12.08 — 2 Commenti
È una recensione di parte, diciamolo subito, perché a me Severgnini piace, ed è piaciuto fin dalle sue lezioni semiserie sull'Inglese e i suoi libri sugli Inglesi. In questo Un italiano in America racconta e commenta l suo anno passato a Washington come inviato speciale. Le piccole e grandi cose da fare per traslocare: prima di tutto trovar casa, e saper interpretare i criptici annunci immobiliari sul Washington Post; poi tutti gli allacciamenti, il telefono, la televisione via cavo, la social card (la previdenza sociale, non quella introdotta recentemente qui in patria), la meraviglia di come tutte queste necessarie incombenze - che qui in Italia, sotto il profilo burocratico, ci hanno abituati ad attese e lungaggini (con i relativi solleciti), - lì nella capitale statunitense e negli States, in genere, siano molto più semplici e più sbrigative. Quasi informali. Naturalmente non mancano considerazioni sulla differenza caratteriale e di atteggiamento tra Americani e Inglesi, più alla mano i primi, più distaccati i secondi. Ma non solo. O, anche sulle differenze linguistiche. Ma quest’anno trascorso oltreoceano, dà modo a Severgnini di mostrare e descrivere tanti aspetti, anche quotidiani e minuti, dell'attuale American way of life che a volte a noi italiani suscita stupore, a volte ilarità. Severgnini - è un ovvietà dirlo - sa raccontare; ma lo sa fare in un modo così accattivante che anche ogni inezia, anche ogni banalità pare una novità degna d'essere ascoltata. Suscita interesse perché, tratta il lettore come se fosse un amico. Parole semplici, coinvolgenti, con, talvolta, quel pizzico di ironia che mette in mostra e sottolinea garbatamente le esagerazioni senza mai trasformarsi in sarcasmo. E anche quando illustra questioni d'Inglese non è mai noioso, al contrario, incuriosisce. Be’, il successo gli arrise proprio con un libro sull'Inglese. E il bello è che Severgnini sembra quasi esser più premiato all'estero ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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