Tutti gli articoli su brasile

500 temporali, de Caldas Brito

Scritto da: il 12.03.10 — 1 Commento
Non basta una bella storia per fare un bel libro, bisogna saperla raccontare. In 500 temporali Christiana de Caldas Brito non aveva soltanto qualcosa da raccontare che le premeva come un’urgenza, ma soprattutto belle parole – le parole giuste – per farlo. La storia si annuncia di altalenanti sentimenti già dalle prime pagine, che chiudono un cerchio appena accennato. Il Brasile festeggia i 500 anni da quando venne scoperto e le donne indossano gonne di festa che insegnano al prossimo cos’è la gioia, ma un colpo viene sparato, c’è chi piange e anche il cielo non è da meno. Il tracciato degli eventi non è mai un solco unico, netto, dove l'acqua può scivolare via, ma è di quelli che è l'acqua stessa a creare in terra quando piove, e c'è un temporale, e si spacca il fango sotto i piedi in forme e ramificazioni originali. Così i personaggi dell'autrice si muovono allo sbando, tra la sopravvivenza e l'aspirazione, raccontando gli angoli, comodi o spigolosi, di uno stesso mondo. Un mondo brasiliano dove la favela ti inghiotte se non impari a tenere alta la faccia e cercare dove respirare aria buona, e dove la classe alta è così alta che non incontra mai il mondo vero, quasi lo scorda e ci si accomoda, come un vecchio in poltrona. A scandire il tempo non è il ticchettare di orologi, quanto quello della pioggia sui tetti delle case in rovina, come quella dove Jussara - costretta a letto da un incidente in tenera età - guarda la televisione e lì trova un po' di speranza nell’attesa del miracolo (e “il miracolo lo fai tu!”), un po' di voglia di dare amore. Amore che nega alla madre, che offre a Pedro, giovane e sciocco e pieno di buona volontà, ma capace, tutto solo, di gestirsi fin ...

Mister No: Il Dio vendicatore, Nolitta e Diso

Scritto da: il 06.08.09 — Comments Off
Nel giugno del 1975 usciva il primo numero di Mister No, fumetto edito da quell’Editoriale Cepim, oggi conosciuta come Sergio Bonelli Editore, celebre per avere prodotto e pubblicato serie storiche come Tex e Zagor. Scritto dallo stesso Sergio Bonelli, sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta, Mister No voleva però essere un prodotto a suo modo innovativo, sia nel panorama del fumetto seriale italiano in generale sia, in particolare, per gli standard della casa editrice. Mister No, al secolo Jerry Drake, è infatti un avventuriero sui generis - perché pur sempre di fumetto d’avventura si parla - un avventuriero suo malgrado, un pilota americano che dopo aver combattuto per il suo Paese durante la Seconda Guerra Mondiale (anche in Italia fra l’altro) si ritira in cerca di pace a vivere nella Manaus degli anni ’50, in Brasile, in piena foresta amazzonica, lavorando come pilota turistico alla guida di un piccolo piper. Un antieroe assai lontano dalla retorica dei protagonisti del comic classico, calato in pieno nell’ondata di rinnovamento degli anni ’70 insomma, un protagonista disilluso, disincantato e anticonformista di storie che gli capitano sulla testa suo malgrado. E per essere un tipo alla ricerca di tranquillità, un bicchiere di cachaca con gli amici e qualche bella donna, bisogna dire che gliene capitavano: indios tagliatori di teste, trafficanti d’armi, zombi e dark lady, e tutto un campionario di avversari e dis-avventure che però iniziavano a portare in campo tematiche ecologiste legate alla salvaguardia della foresta pluviale e a un profondo rispetto della cultura indigena. A testimonianza del sincero amore che l’autore nutriva, e nutre tuttora, per quelle terre. La serie ha concluso le sue pubblicazioni da qualche anno ma a testimonianza della vitalità e del valore del personaggio continuano a essere ripubblicate in libri e ristampe periodiche, come nel caso di questo volume, edito dalla ...

Istante propizio, 1855, Oudrenik

Scritto da: il 02.03.09 — Comments Off
Ancora ho con me una grande scorta di libri presi alla fiera di Roma. Tra questi Istante propizio, 1855 di Patrik Ourednik, preso ad uno stravagante e palermitanissimo banco della Vucciria in trasferta, dietro consiglio dei ragazzi di :duepunti edizioni. È un volume piuttosto piccolo, ma nonostante l'aspetto è corposo, centotrentotto compattissime pagine di fittizia autobiografia di un anarchico. Ciò che muove la narrazione però non è la filosofia quanto il più antico motore del mondo: l'amore rifiutato. È per il diletto di una donna che il protagonista, uomo istruito e particolare, inizia la sua narrazione, all'inizio riflettendo proprio sul significato e la scrittura. Questo diario, questi diari, riguardano la nascita della colonia brasiliana Fraternitas, rifugio di anarchici e comunisti o presunti tali; già nel momento del viaggio infatti cominciano a emergere le prime contraddizioni tra le ideologie e la pratica di vita quotidiana, tra la pretesa di libertà e la creazione di un nuovo impianto di regole, se possibile più castranti di quelle patrie. A peggiorare la situazione la presenza di espatriati da diverse nazioni europee e l'assenza di traduttori. Sono più diari in effetti, uno scritto in maturità e uno al momento della fondazione della colonia, in un tempo ricorsivo, e più volte ripetuto come una variazione sul tema; diari dal tono completamente diverso: il primo quasi aulico, riflessivo e per nulla tangibile, l'altro concreto, umile sia per soggetto sia nel riportare anche i dettagli più insignificanti dell'avventura nascente. Dopo un'iniziale lentezza narrativa il racconto si fa via via più fluido, un flusso di ricordi misto a riflessioni sul significato del socialismo,  del capitalismo e dell'anarchia; la lentezza però è necessaria per illustrare passaggi e pensieri delicati e oggettivamente difficili da esporre. Ourednik riesce molto bene a distinguere tra la parte teorica e l'applicazione, o tentata applicazione, delle dottrine che argomenta. Il registro ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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