Tutti gli articoli su Borges

Roberto Bolaño, Advice on the Art of Writing Short Stories

Scritto da: il 09.04.10 — 9 Commenti
Riprendo da Anarchaia i consigli di Roberto Bolaño per chiunque abbia voglia di scrivere racconti brevi:

Parola di Paolo Albani

Scritto da: il 05.10.09 — 1 Commento
Quello delle biblioteche immaginarie o degli pseudobiblia (termine quest’ultimo coniato da Lyon Sprague De Camp in «The Unwritten Classics» apparso sulla The Saturday Review of Literature del 29 marzo 1947) è un vero e proprio genere letterario, su cui si sono esercitati numerosi scrittori: si pensi in primo luogo a François Rabelais che, con il suo burlesco catalogo della Biblioteca di San Vittore, è un po’ l’inventore di questo tipo di fantasie bibliografiche, o più recentemente alle «finzioni da bibliofilo» di Jorge Luis Borges, e ancora alle recensioni di Stanislaw Lem in Doskonala próznia (Vuoto assoluto) (1974) per arrivare fino al falso manuale di letteratura contenuto ne La literatura nazi en América (1996) di Roberto Bolaño. Paolo Albani, Un curioso genere letterario (mi è tornato in mente perché si parla anche di “Bibliofagia, ovvero dell’atto o della consuetudine di mangiare i libri” che è in qualche modo un esempio di bibliofilia estrema) Via Pensieri Spettinati

Dizionario sentimentale per anaffettivi, Colla

Scritto da: il 18.05.09 — 1 Commento
Mentre siamo ancora alla fiera del libro ho ben pensato, invece di leggere il libro che avevo portato come compagno di viaggio e di attesa, di scroccare a Memy il suo nuovo, coloratissimo acquisto, il Dizionario sentimentale per anaffettivi di Laura Colla. E dato che è un libretto piccino piccino, appena un paio di sedicesimi, ho fatto presto a leggerlo. Sono racconti, brevi e brevissimi, che evocano in alcuni casi, anche se in modo lontano, le speculazioni intellettuali e le atmosfere dei racconti di Borges, coi loro nuclei narrativi appena abbozzati e il gusto per l'onirico, l'assurdo, il rovesciamento della realtà. I protagonisti sono i più spiazzanti e diversi tra loro, possibili, immaginari, ma sempre impossibili; eppure riescono a rendersi plausibili, a fare da pretesto per raccontare forme di distacco emotivo e fisico, dissociazioni, come preannuncia il titolo. È trasversale questa lettura sentimentale, appartiene infatti a bambini, adulti, animali, creature di ogni tipo. Nella mia personale classifica i migliori racconti sono quelli che riguardano gli umani, da Monoliti, che in pochi tratti descrive l'amaro risveglio di una moglie, a Mostrursi, iperbole di un problema piuttosto diffuso e riflessione su nome e identità. Degli altri invece qualcuno somiglia un po' più a un esercizio di stile, con rivelazione finale, che pur se svolto bene risulta prevedibile; molto bello tra questi ultimi @, un racconto totalmente surreale. La lingua usata da Laura Colla è quotidiana ma ricca di spunti frizzanti, capace di evocare senza dover descrivere, lo stile brioso scevro dai tanto diffusi eccessi di modernizzazione e trovate ad effetto. L'edizione è molto curata sia esteticamente sia in termini di editing, correzione e impaginazione, e i miei complimenti vanno all'editore, Coniglio, che non conoscevo e che, da ora in poi, terrò sempre d'occhio. Un libro davvero piacevole, ricco di spunti che spero vengano approfonditi dalla giovane e ...

Finzioni, Borges

Scritto da: il 21.04.09 — 3 Commenti
Riprendere lo stesso libro, e recensirlo ancora, a un anno di distanza, che senso ha? Il libro è sempre lo stesso. È vero. Ma io no, invece. E dato che il libro è uno e io sono molte, Livia che legge Finzioni di Borges oggi non è la Livia di un anno fa, non pensa le stesse cose, non legge le stesse parole, pur non cambiando il significante. Anche di questo parla il libro che condensa il tutto. Recensioni impossibili di libri mai scritti, significato della memoria e dell'oblio, caso e destino, Borges affronta in ogni racconto un tema filosofico, svolgendolo in un brevissimo arco di pagine e lasciando i nuclei narrativi appena delineati. È uno dei pochi autori che si possa permettere di non inserire motori narrativi, o inserirli davvero di rado, tanta è la sua abilità di descrivere un immaginario complesso. Finzioni dichiara già dal titolo che passerà in rassegna categorie del falso e del fantastico, nelle sue due sezioni (Il giardino dei sentieri che si biforcano e Artifici), chiarendo il rapporto tra essere e apparire. Se è vero infatti che riusciamo a immaginare l'essere uno e l'apparire molteplice, più difficile è l'operazione inversa, che Borges, invece, compie spesso. Scorrendo i vari racconti si viene assorbiti nelle questioni che l'autore evidenzia, iniziando un lavorio cerebrale che porta sovente alle sue stesse conclusioni, o che, peggio, lascia senza alcuna soluzione plausibile. Il libro nasconde (ma neppure tanto) uno squisito discorso metaletterario, in cui facendo letteratura discetta intorno al valore, all'originalità della parola scritta, al rapporto fra segno e senso. Qualcuno ha definito la sua scrittura algida, e io non saprei trovare un termine migliore per definire quel misto di raffinatezza, distacco e imperturbabilità che caratterizzano ogni suo passaggio. Lo stile, unico, è misura ed equilibrio a servizio di una materia tanto pregnante in ...

L’amico di Borges – Un viaggio inatteso, Casares

Scritto da: il 13.09.08 — 4 Commenti
Mi ritrovo tra le mani un simpatico ed agile libricino intitolato Un viaggio inatteso, che raccoglie quattro racconti di Adolfo Bioy Casares e tratti dalla raccolta Historias desaforadas (Storie colossali). Ammetto di non aver letto nulla dell’autore in questione e di conoscerlo solo tramite il suo sodale, amico e mentore Jorge Luis Borges, ma ciò non può certamente scoraggiarmi, tutt’altro, mi invoglia anzi maggiormente al mio lavoro. Fanno parte del libro in oggetto le novelle: Il noumeno, Trio, Un viaggio inatteso, La via delle Indie. A caratterizzare questi racconti è il continuo gioco tra finzione e realtà, o per meglio dire, il continuo compenetrarsi tra mondo reale e mondo fantastico, quotidianità e fantasia, a volte venata da una buona dose di surrealismo. Il noumeno, parola che nel racconto di Casares appare più vicina alla concezione kantiana del termine piuttosto che a quella platonica, ricorda certe atmosfere dei racconti della science-fiction americana degli anni Quaranta e Cinquanta. La trasfigurazione della realtà, la sua comprensione tramite l’elemento fantastico («Il fantastico è reale» afferma l’autore), lo apparenta con il più giovane Philip K. Dick e ad avallare questa teoria vi è il parodistico Un viaggio inatteso, nel quale la figura del tenente colonnello riporta alla mente un ben noto personaggio storico, che si muove sullo sfondo di una grottesca Argentina. Più leggeri sono i toni nella Via delle Indie, ma il lavoro più interessante è senza ombra di dubbio Trio, incrocio tra atmosfere da ghost story e narrazione on the road, storia nella storia che riesce a concentrare in poche pagine due racconti e a fornire, con un gioco di specchi, una interessante chiave di lettura dell’opera. Tirando le somme direi che la lettura di Un viaggio inatteso non è, e non poteva essere altrimenti, sufficiente per poter esprimere un parere definitivo su Casares, ma, e questo è un ...

Storie di cronopios e famas, Cortazar

Scritto da: il 08.09.08 — Comments Off
Coincidenza vuole che tutti gli autori che mi attraggono abbiano in qualche modo attinenza col mio favorito, vuoi per affinità culturali, letterarie o fisiche. Nemmeno Cortázar fa eccezione. Eppure nello scegliere Storie di cronopios e famas avevo seguito un criterio tutt'altro che letterario. Lo potremmo definire anzi criterio simpatico, in senso etimologico, perché mi ha spinto all'acquisto il titolo ambiguo, unito all'illustrazione della copertina (e poi in quarta di copertina aveva una recensione di Calvino); non è un metodo oggettivo, ma ogni tanto questo tipo di acquisti appagano la parte istintuale piuttosto che quella colta di ognuno di noi. La scoperta è che ho portato a casa con me un ottimo autore, andando a colmare una mia grande ignoranza; un uomo che attraversa e si lascia permeare dal fermento culturale argentino della prima metà del secolo, produttore di grandi opere in tutte le arti. La vita di Julio Cortazar è quella di un enfant prodige, con grande capacità di apprendimento ed estro manifestati sin dall'infanzia. Riscuote l'ammirazione di Borges e Calvino, con cui condivide la passione per l'iperromanzo. Quest'opera in particolare, Storie di cronopios e famas, non si può ritenere né un romanzo né una raccolta di racconti; è più facile considerarlo un antesignano dell'ipertesto, i cui rimandi interni ed esterni stravolgono il senso convenzionale della lettura. La scrittura attinge a piene mani dal surrealismo,  come "automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale" (Manifesto surrealista). Il che si traduce in un gusto per il paradosso, per il rovesciamento del convenzionale e per una concretizzazione dell'onirico. Cronopios e famas sono stati spesso etichettati come disordine ed ordine, creatività e ...

Il venditore di passati, Agualusa

Scritto da: il 18.07.08 — 2 Commenti
Chi di noi non è mai stato tentato, in qualche fiera, di farsi stampare uno di quei fogli "araldici" con una finta genealogia derivata in modo improbabile dal cognome, giusto per sognare per qualche istante di appartenere a famiglie famose, antiche, storiche? Beh, io confesso, ci penso sempre, ma poi mi dico che è meglio tenermi la mia genealogia intricata come solo quelle siciliane sanno essere. Leggermente diverso è il mestiere del protagonista del romanzo di Agualusa, Il venditore di passati, che intesse genealogie fittizie ma verosimili e rispettabili per i suoi clienti che vogliono ripulire e patinare la propria storia familiare. Il lavoro è capillare, con ricostruzione di episodi talmente realistici da convincere alcuni clienti che siano veri. Un lavoro compiuto da un uomo che è uno spettro, un "demone" in qualche modo, comunque un diverso. Accompagnato da un coprotagonista che non so proprio definire, e che incarna l'anima di un autore che amo molto, facendosi voce narrante di questa storia irreale e per questo credibile. Comprimari sono due fotografi, una volta alla luce (rifacendosi all'archetipo etimologico del termine, phos e graphis, scrivere con la luce), l'altro all'ombra. Due fotografi che gravitano, ognuno col suo scopo, intorno al protagonista, ed i cui obiettivi si riveleranno congiunti. Per una volta appartenere al sud del mondo è un vantaggio, nella lettura del libro: fa comprendere la scrittura che sa di ore di canicola, odori rotondi e roventi, respiro umido; una scrittura ammantata di quel buio ocra che chi non ha vissuto non sa vedere  (ma così ben reso in copertina). La trama è originale, è costellata di sogni (e indizi per svelare l'identità del coprotagonista), ed è permeata di quegli argomenti che hanno reso celebre la narrativa sudamericana. Il che è un po' strano, data l'ambientazione africana, come africano è il luogo di nascita dell'autore. Un libro che ...

Case Editrici Indipendenti – La Nuova Frontiera

Scritto da: il 28.06.08 — Comments Off
Oggi parliamo di un'altra casa editrice indipendente, La Nuova Frontiera, editrice romana; si occupa principalmente di letteratura in lingua spagnola e portoghese. Liberamente è la loro collana principale, dedicata alla narrativa contemporanea di area iberica; nasce dalla volontà di offrire ai lettori italiani esperienze letterarie provenienti da bacini culturali affini (Spagna e Portogallo), ma anche dall'Africa lusofona e dallo sconfinato continente latinoamericano,con una particolare attenzione per gli autori chicanos degli Stati Uniti. Le collaborazioni che la contraddistinguono sono davvero prestigiose, firmate da autori di fama internazionale, come Andrea Camilleri, Antonio Muñoz Molina, José Saramago e Dacia Maraini. Riporto uno spezzone dell'editore stesso: A dare un decisivo apporto all'identità della casa editrice è stata soprattutto la scelta di puntare su nuovi autori; autori ancora poco conosciuti in Italia, ma dalle grandi potenzialità. Nel catalogo, infatti, scrittori di successo come Felípe Benítez Reyes, Justo Navarro o Jaume Cabré - il quale recentemente, nell'ambito del premio Roma, ha ricevuto la menzione d'onore grazie al suo romanzo Le voci del fiume - senza dimenticare poi la pubblicazione di Lusofônica, l'antologia della nuova narrativa in lingua portoghese, e di tutte le opere di José Luís Peixoto, vincitore del Premio Saramago 2001. Una speciale attenzione, inoltre, si rivolge anche alla nuova generazione di romanzieri africani, tra i quali si distinguono Paulina Chiziane e José Eduardo Agualusa. A partire dal 2004 Liberamente ha inaugurato un nuovo filone dedicato alla letteratura chicana, in particolare alle opere di Sandra Cisneros (Caramelo, Fosso della Strillona, La casa di Mango Street), la voce femminile più significativa di questa letteratura di frontiera. Alla collana di narrativa Liberamente si affiancano una collana di romanzi storici Il Basilisco, per scoprire i grandi autori delle letterature iberiche, e una collana di saggi e studi critici sulla cultura iberica. Infine, Otra vez, collana che raccoglie i nostri successi in formato tascabile. Le ...

Funes, o della memoria – Finzioni, Borges

Scritto da: il 10.05.08 — 4 Commenti
Quando si dice che la realtà supera la fantasia non sempre si pensa alla letteratura. Eppure non sono infrequenti gli episodi di scrittori profetici: basti pensare, uno per tutti, al Mondo nuovo di Aldous Huxley. Quello che non mi aspettavo è che Borges, con le sue Finzioni, dichiaratamente irreali, cogliesse nel segno raccontandoci una storia che si è realizzata. Peraltro proprio una delle più inverosimili. Newton riporta la notizia di una donna californiana, AJ, che ha lo stesso dono e la stessa maledizione del borgesiano Funes: una memoria perfetta che le fa ricordare, minuto per minuto, tutto quello è accaduto nella sua vita e in quella degli altri. Questa donna forse è proprio Funes, il cui nome è già destino. Da oggi non potrò più pensare alle finzioni senza ricordare, imperfettamente e limitatamente, anche di lei, la donna che si fece personaggio.

Finzioni reali

Scritto da: il 21.04.08 — 4 Commenti
Leggere Borges equivale a leggere, in nuce, tutto ciò che è stato scritto, compendiato nei suoi tratti essenziali. E leggere Borges è leggerne le Finzioni, divise tra "Il giardino dei sentieri che si biforcano" e "Artifici". Poche pagine per ogni racconto, uno stile semplice e raffinato ad un tempo, per addentrarsi in sofisticati temi filosofici, nell'universale e nel particolare. Si ha la sensazione di avere a che fare con l'Einstein della letteratura: in comune hanno la capacità di analizzare e comprendere l'eredità dei predecessori per trasformarla non in una nuova realtà ma in un nuovo sguardo su una delle realtà esistenti e possibili. In questo modo il velo tra reale e immaginario viene continuamente attraversato e stravolto, tanto da lasciare, in principio, un senso di vertigine che è anche desiderio di continuare la lettura. E alla fine il senso di aver incrociato il cammino e la mente di un vero genio.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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