Tutti gli articoli su blog

A Qwerty story

Scritto da: il 22.11.10 — Comments Off
Grazie agli amici di FF scopro un blog interessante e un po' pazzo, A Qwerty Story, in cui ci si diverte a scrivere ingegnosi microracconti secondo l'ordine della tastiera più diffusa, la QWERTY che utilizzo proprio in questo momento. Ecco un po' di regole, se voleste cimentarvi anche voi: UNA TASTIERA. 26 LETTERE. INFINITE STORIE. Scrivere una storia, con un suo senso, un suo inizio e una sua fine, già non è poi così semplice. A complicare il tutto, o meglio, a rendere questo progetto una vera sfida letteraria, un paio di piccole regole. 1) La storia deve essere fatta di 26 parole, tante quante sono le lettere della tastiera del computer. 2) Ogni parola deve iniziare infatti con una lettera della tastiera. 3) Le lettere devono essere usate una sola volta e nell'ordine in cui compaiono sulla tastiera. Ossia: qwertyuiopasdfghjklzxcvbnm. 4) Nessuna regola per la punteggiatura o per la lingua utilizzata.

Facebookkini

Scritto da: il 17.05.10 — 4 Commenti
Che il livello di cultura media sia piuttosto basso ormai è noto: arrivano conferme da concorsi pubblici senza vincitori, dal tenore dei discorsi nei media più popolari e in quel gigantesco osservatorio sociale che è Facebook. Da oggi, sul blog Facebookkini, possiamo riderne tutti allegramente: raccoglie le più sgrammaticate, strane, sconclusionate conversazioni del social network; dagli status illeggibili ai commenti incomprensibili, c'è un po' di tutto. Cosa dire infatti di qualcuno che scrive "sta mattina e stato al liceo scentifico volta.......a risentito la campanella della ricreazione.......un emozione....."? A parte consigliare, come fa il blog, di ripartire dalle elementari, per mancanza della minima conoscenza dell'ortografia, intendo. Beh, se vi volete divertire un po' sapete dove andare.

E siamo a due!

Scritto da: il 21.04.10 — 16 Commenti
Liblog fa due anni proprio oggi! Siamo cresciuti (poco), ci siamo allargati (molto) e siamo diventati più simpatici! Come, no? Beh, ci abbiamo provato! E per oggi, dato che è il nostro compleanno, sia dei liblogger sia dei lettori, raccogliamo i vostri desiderata: che rubrica vorreste aggiungere? Volete diventare anche voi liblogger? Ci sono argomenti che vi stanno a cuore? Qualche editore? Oggi potete chiedere tutto!

Fottiti, pinguino!, Gasteier

Scritto da: il 08.03.10 — 1 Commento
Chi mi legge di frequente sa che amo molto gli animali, quasi senza distinzione di specie; tuttavia sono anch'io abbastanza infastidita dall'invasione di micetti e altri cuties più o meno dovunque. Mi sono quindi lasciata attirare, non più di qualche settimana fa, da Fottiti, pinguino! col suo titolo irriverente e la promessa di un po' di sana ironia. Non è un romanzo ma una raccolta dei post dal blog Fu penguin, gestito dall'americano Matthew Gasteier, per chi ama gli animali ma non ne può più di Virgola e compagnia cantando e dell'invasione di pupazzetti, gadget, micette col fiocco rosso. Ogni pagina è composta da un'immagine e un post, con l'aggiunta di alcuni box "lo sapevate che" con battute sui vari animali, domestici e non. È una carrellata veloce sulle moltissime razze presenti in natura, da quelle a cui siamo più abituati a quelle che non ricordiamo nemmeno esistano, e il blog è stato aggiornato fino a novembre con animali più che strani. L'autore si rivolge direttamente all'animale in questione, in un litigio virtuale per mostrarne gli atteggiamenti stupidi, i caratteri fastidiosi, gli sguardi ingannatori, e cedendo di tanto in tanto a momenti di tenerezza (quasi) involontari. Purtroppo la trasposizione di post in forma cartacea non ha la stessa efficacia che nel suo mezzo nativo: quello che in rete diverte per la brevità e il tono sopra le righe a lungo andare stanca e sembra fuori luogo in forma di libro. Tuttavia provando una lettura casuale e non continuativa si può trovare una buona via di mezzo. L'ironia, sempre presente, risulta spesso carica per l'uso continuo di parolacce che, in italiano, hanno un significato differente e non vengono certo usate come interiezioni. Insomma, un libro grazioso se preso a piccole dosi, con una scrittura sintetica e irriverente e moltissime immagini, in grado di farvi sentire meno ...

Siediti lungo il fiume e aspetta

Scritto da: il 14.12.09 — 12 Commenti
Tempo fa, nemmeno tanto, fui accusata da un editore – o forse sarebbe più corretto dire uno stampatore – di fare concorrenza sleale perché partecipavo come utente a un forum di scrittori in cui erano presenti liste di editori catalogati secondo la politica editoriale – a pagamento, a doppio binario, free: il famoso Writer's Dream che raccoglie diffide da stampatori "offesi" (da cosa poi, dal vedere chiaramente espressa la loro linea di condotta?). Tra mille confusioni e molta ignoranza fu smascherato il suo tentativo di morphing (decine di diversi commenti da un solo ip statico non erano nemmeno così nascosti come elementi a carico); decidemmo, sia noi di Tanit sia Las Vegas, di lasciar perdere e non procedere a querele per la diffamazione subita: qualche commento clonato in rete non è abbastanza per ledere il nostro buon nome, specie con questa goffa riconoscibilità del "mandante". Non è la prima volta, a onor del vero, che subiamo accuse del genere; sembra sia immorale per un editore avere un'opinione sull'editoria a pagamento. Sembra anche che consigliare gli scrittori esordienti sia concorrenza sleale. Ora, sarò mentalmente limitata ma non vedo concorrenza: loro fanno pagare per pubblicare e io no, che razza di concorrenza è la mia? Non ho mica detto "loro ti fanno pagare 1000, noi 500", ho sempre detto chiaramente "non pubblicate a pagamento" e non ho preferenze particolari su "con chi non pubblicare a pagamento". Ecco che una delle persone che si sono espresse contro di me mi contatta – probabilmente senza aver letto la pagina "bloggers" – tramite Liblog per far recensire  i suoi libri e invitarmi alle sue presentazioni. Devo aver accumulato karma positivo nella vita, se ho avuto la fortuna di poter dare questa risposta. Gentile signor XXX, lei di me forse non si ricorda, eppure non è un mistero la mia identità ...

Nuovi personaggi per Our Blog Story

Scritto da: il 03.12.09 — Comments Off
Riporto il Bando natalizio di Our Blog Story: Sta per arrivare il Natale, dunque vi facciamo un bel regalo. Ecco per voi un nuovo concorso ricco di premi. Siamo in cerca di una nuova penna e di un nuovo personaggio. Alex ora ha le sue fan che lo seguono dappertutto. Giovani e giovanissime, belle o brutte, studentesse, lavoratrici, fidanzate o single. Immaginate di dare vita a una di queste fan sfegatate. Date a una di loro un nome, una storia, una carta d'identità, poi scrivete un post che possa inserirsi in Our Blog Novel. La giuria sarà composta da Alessandra, Andrea, Carlotta e Livia che decideranno tra tutti quali sono i tre post migliori. Il primo classificato diventerà a pieno titolo autore di Our Blog Story e riceverà un magnifico premio. Questi i requisiti: Conoscere bene la storia e i personaggi di Our Blog Story. (Trovate i pdf della storia nella colonna a destra). Scrivere un post di massimo 1800 caratteri, spazi inclusi in lingua italiana. Essere coerenti con la storia e gli altri personaggi Essere grammaticalmente, sintatticamente, ortograficamente ineccepibili (o quanto meno decenti via). Inviarlo entro il 15 di gennaio a quest’indirizzo: cosetta.neri[at]gmail.com Postare il bando del concorso su un proprio spazio (blog, social network, forum) evitando accuratamente lo spam. Cercate di coinvolgere più gente possibile. Partecipate numerosi e fate partecipare anche i vostri amici ;)

Tecniche di basso livello, Bortolotti

Scritto da: il 23.11.09 — 1 Commento
Come sapete se capitate anche solo saltuariamente su Liblog, non amo molto la scrittura sperimentale e ben di rado apro qualche libro di quel genere. Stavolta, però, spinta dalla fiducia nell'editore, i nostri amici Lavieri, e dalla copertina, ho deciso di provare un libro per me inconsueto, Tecniche di basso livello di Gherardo  Bortolotti. Ora, se voleste leggere una recensione arzigogolata sui motivi della sperimentazione in letteratura e i suoi temi, ho quella giusta per voi; chiaramente non è la mia: preferisco dirvi, tutto sommato, "di che parla". È un libro per sua natura indefinibile: non appartiene alla categoria del romanzo, pur ricordandolo, per la sua frammentarietà, né si può collocare tra i racconti; è formato infatti da una serie di quadri narrativi che, di primo acchito, sembrano slegati. L'incoerenza però è solo apparente, poiché Bortolotti rifiuta l'andamento lineare ed estrae pezzi saltuari, confondendo per il lettore la sequenza temporale dei fatti o delle riflessioni.  Nonostante questa piccola difficoltà, compensata da una esatta numerazione degli spezzoni (per gli amanti dell'enigmistica), riesce ad affrescare con esattezza una certa fascia di ragazzi della nostra epoca. Quelli che vivono la doppia vita, reale e virtuale, in parte arresi e pieni di un sentimento di inutilità, senza entusiasmi di sorta; attraversati dal quotidiano, immersi nel flusso e nella consuetudine a vivere, comprare, parlare, protestare formalmente ma superficialmente. Così bgmole, eve e le altre comparse che vengono evocate nei vari frammenti, investendo argomenti politici, culturali, economici. "Nella certezza di essere dalla parte del torto, ci limitavamo a sollevare questioni di procedura, di buone maniere, nei confronti dello stato delle cose": indubbiamente è così che io stessa (ammesso di averne la capacità) descriverei molti dei miei coetanei, e forse anche me. Se sperimentale è il contenuto e la sua disposizione, non lo è lo stile, comprensibile e piacevolmente scorrevole; sarà forse per ...

Parola di Alessandro Bonino

Scritto da: il 30.09.09 — Comments Off
[...] una volta che c’era un incontro con Ourednik, ero molto combattuto, perché se da un lato mi sarebbe molto piaciuto incontrare Ourednik, dall’altro mi aveva sempre dato l’impressione di essere uno stronzo. Mentre lo raccontavo ai suoi editori italiani (una piccola casa editrice palermitana che si chiama :duepunti), gli dicevo che invece poi, a parlarci, Ourednik si è dimostrato disponibile, simpatico, e per niente stronzo. Loro mi han detto che, secondo loro, è meglio non fidarsi troppo delle seconde impressioni. Alessandro Bonino, E io che mi pensavo

Concorso Ultimo Round

Scritto da: il 27.06.09 — Comments Off
Da luglio 2009 parte un concorso mensile per racconti, indetto dalla casa editrice Round Robin: in palio un libro e la pubblicazione online! Eccovi le caratteristiche: I racconti dovranno essere lunghi al massimo 3000 battute (spazi inclusi), e seguire le indicazioni specificate ogni mese (ad esempio un tema preciso, una serie di parole da utilizzare, alcune restrizioni di genere, formali, o altro ancora). Il racconto vincitore di ogni mese sarà scelto da due esegeti raffinati quanto strampalati: Davide Martirani e Federico di Vita, già noti per l’alacre lavoro in casa editrice. Ahivoi il loro sarà un giudizio insindacabile! [...] Il racconto prescelto sarà pubblicato nell’ultima settimana del mese di riferimento. L’autore del racconto vincitore e quelli di tutti gli altri (oltre ai lettori, naturalmente!), sono calorosamente invitati a discutere con Davide e Federico le ragioni delle loro scelte. Ciascun partecipante può inviare un solo racconto al mese. Per maggiori dettagli vi invito a visitare il loro sito e la pagina dedicata.

Da Finzioni: Dittatura Estetica?!

Scritto da: il 18.06.09 — 2 Commenti
Avrei voluto scrivere tante cose, sul nuovo disegno di legge sulle intercettazioni e sulla libertà in rete, ma trovo che, su Finzioni, Simone Rossi abbia detto tutto ciò che io stessa volevo dire, quindi vi propongo parti  del suo articolo (ringraziandolo per avermi permesso di riproporlo qui): Dittatura Estetica?! “Il comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge sulle intercettazioni approvato ieri alla Camera estende anche ai siti informatici (blog compresi) le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale” (Adriano Barone, sul suo blog). La vita è noiosa. Cerca di farci ridere in tutti i modi, la vita, ed ecco che si ritrova presto a corto di barzellette. Allora, copia le battute. Per esempio, questa dei blog che diventano uguali ai giornali e dei giornali che diventano uguali ai blog, è un vecchio sketch di Corrado Guzzanti. Il solito, quello della Casa delle Libertà: “Facciamo un po’ il ca**o che ci pare”. [...] Insomma: possiamo dire un po’ quel che ci pare. Anzi, potevamo: da giovedì non possiamo più. Ragionamento: il valore di un libro è costruito dai discorsi dei suoi lettori, il valore di un disco è costruito dai discorsi dei suoi ascoltatori, non esistono “informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti”, quando si parla di libri (o di dischi): ho tutto il diritto di dire che Bob Dylan starebbe meglio morto, se deve andare in giro conciato a quella maniera. Posso anche scriverlo sul mio blog, o farci una nota di Facebook, o che ne so: parlo di musica e ne parlo come mi pare, la verità oggettiva sta di casa da un’altra parte, se Bob ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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