Tutti gli articoli su bibbia

Sorpresi dal Divino, Il Vangelo secondo Pilato (il romanzo), Schmitt

Scritto da: il 24.06.10 — 4 Commenti
Della versione teatrale di quest'opera di Eric-Emmanuel Schmitt, ho già avuto modo di parlare lo scorso dicembre (ne approfitto, scusandomi, per apportare una rettifica: questo romanzo non è stato pubblicato nel '95, come avevo scritto, ma nel 2000), in attesa della ristampa del romanzo, ristampa che, se non ricordo male, è arrivata nelle librerie nel febbraio/marzo di quest'anno, e di questa è arrivato il momento di parlare. Il Vangelo secondo Pilato è formato di due racconti, due testimonianze scritte in prima persona: testimonianze di due uomini che vengono loro malgrado sorpresi dal Divino. Jeshua è il figlio maggiore di Giuseppe e Maria, nato a Nazareth, che nell'infanzia, crede di poter far tutto, anche volare, come tutti i bambini si crede un dio. Ben presto, crescendo, deve ridimensionare le proprie convinzioni: se si tenta di volare si cade. Col passar degli anni, è un giovane ebreo che, alla morte del padre, deve prendere in mano le redini della piccola azienda di famiglia, benché si renda conto che il mestiere di falegname non sia proprio il suo forte: comunque fa del suo meglio. Ha anche amici che, com'era normale a quel tempo, si sposano presto e prolificano: anche sua madre Maria più volte esprime il desiderio che si sposi e la faccia diventar nonna; lui, una ragazza che gli piace anche l'avrebbe e ci esce pure a cena ma... Ma i segni che un destino ben diverso lo aspetta si fan sempre più inequivocabili: suo cugino Giovanni, là sulle rive del Giordano, battezza in nome di un imminente Messia e, quando lo vede, tra i tanti annunciati a quell'epoca, riconosce proprio lui come l'Atteso Unico e Vero. A dir la verità, Giovanni, da molti, è considerato un po' fuori di testa: potrebbe anche sbagliarsi! Ma come la mettiamo coi miracoli? Magie? Far trovar vino al ...

Caino, Saramago

Scritto da: il 07.06.10 — 1 Commento
Quando donna con portafogli incontra libro vicino alla cassa del negozio, libro va via con donna. Considerando poi l'amore per Saramago, per tutti e due i Saramago, non potevo lasciarmi sfuggire Caino, l'ultimo pubblicato per Feltrinelli. La storia di Caino è una delle più affascinanti della Bibbia: rifiutato senza motivo dal Signore, umiliato nei suoi sacrifici, senza una parola, senza una spiegazione. Caino che giorno dopo giorno si amareggia, si avvilisce, solo e incompreso. E suo fratello, invece, favorito altrettanto senza motivo e senza spiegazione. La rivalità e la gelosia che esplodono concludendosi con l'uccisione di Abele, l'innocente per antonomasia. Ma c'è davvero innocenza in questa storia? E il Dio della Bibbia è diverso dagli dei pagani, capricciosi e volubili, scostanti e prepotenti? Secondo la prospettiva dell'autore e del suo personaggio, no. Questa sua insicurezza, come divinità, il dovere costantemente mettere alla prova la sua creazione, quando invece l'avrebbe potuta lasciare nella perfetta pace, questo suo istigarla a un peccato sempre crescente sono il motore di tutta la Bibbia, un continuo turbinio di prove sempre più dure. Se il Signore non avesse offeso Caino, deridendo le sue offerte, Abele sarebbe morto ugualmente per mano del fratello? Non è piuttosto un concorso di colpa per cui sia l'ucciso sia l'assassino sono vittime di un Dio frivolo? Saramago immagina che sia per questo che invece della punizione Caino subisca il marchio ma non la morte, per l'ingiustizia subita all'origine, per quella spintarella verso il male ricevuta dal sommo bene. Caino si troverà a osservare, dalla sua posizione di errante, tutte le follie del suo Signore: l'infelicità coniugale e l'infedeltà di Lilith, il sacrificio interrotto di Isacco, la distruzione di Sodoma e così via tutti gli episodi classici dell'Antico Testamento che ci mettono in evidenza l'instabilità divina. E interverrà, di volta in volta, per cambiare il disegno ...

Parola di Chiara Fattori

Scritto da: il 04.11.09 — 4 Commenti
Io sono agnostica, ma da bambina ho fatto tutti i sacramenti e il catechismo, e mi piaceva anche. Mi piacevano le parabole. La Bibbia l’ho letta tutta e credo che sia un gran libro. Tra le parabole che ci insegnavano c’era quella dei “talenti”: solo chi fa fruttare i propri talenti, le propre capacità, andrà in Paradiso. Il padrone dà un talento ad ognuno dei suoi tre servi, il padrone è Dio e a tutti i suoi figli dà un talento. Ora, se ognuno ha il suo talento, non tutti potranno avere quello dello scrittore, qualcuno ci avrà quello dell’insegnante, dell’elettricista o del sacerdote, ma qualcuno quello dello scrittore ce l’avrà! Ecco che in America, se un ragazzo a diciotto anni pensa di averlo, questo talento, può andare all’università e imparare come si fa a farlo fruttare. In Italia no. In Italia il talento dello scrittore non è certificato, la capacità di scrivere non è una professionalità, la cultura non è una cosa di cui si può campare, non ha valore, non gli si dà valore. Chiara Fattori, Il talento dello scrittore

Il Vangelo della Maddalena, Wilson

Scritto da: il 04.05.09 — 4 Commenti
È opportuno avvertire subito che il titolo potrebbe trarre in inganno: non è un saggio, e sicuramente non è un testo che abbia l'intenzione di essere sacro; d'altra parte però, non è nemmeno un romanzo blasfemo o critico. Esaurite le definizioni di ciò che non è, passiamo a ciò che invece è Il Vangelo della Maddalena, di David Niall Wilson, ovvero un dark fantasy (come lo definisce il suo autore) che prende spunto dalla narrazione più famosa al mondo, la Bibbia, appunto. Non è facile per credenti, ma neanche per i laici e gli agnostici, cresciuti in uno stato permeato di cultura cattolica, riuscire a immaginare i protagonisti degli episodi biblici come personaggi di una storia (vera o inventata non ha importanza); riusciti però a superare l'impatto iniziale, e aiutati in questo dalla magnifica prefazione, si cominciano a valutare le immense potenzialità di una scelta di personaggi intrisi di mito. La storia, raccontata in forma di memoria, è quella di due personaggi trascurati dai libri sacri del canone: Maria Maddalena e Giuda. Ovviamente rivisitata attraverso la chiave di lettura del personaggio horror per eccellenza, il vampiro, qui coi suoi attributi classici (una certa fotosensibilità, una pulsione oscura e, naturalmente, il bisogno di banchettare con sangue vivo). La parte però più sanguinolenta e più marcatamente horror è in realtà poca e anche la categoria di dark fantasy non rende giustizia al testo: ampio spazio è lasciato al dissidio interiore di Maria, creatura dell'oscurità che prova un'attrazione fisica, morale e mistica verso la figura di Gesù e la sua luce interiore; è un conflitto che occupa gran parte dei pensieri e delle riflessioni del romanzo. Il punto di vista è più cristiano di quanto si possa immaginare; solo coloro che sono lontani dalla luce e la desiderano ardentemente possono arrivare a comprenderne la portata. Da questa ...

La vita di Gesù raccontata ai più piccoli, Martelli – Wolf

Scritto da: il 09.04.09 — Comments Off
Ve lo devo confessare: per questa pagina, complice la grande tristezza per il terremoto d’Abruzzo, ero proprio a corto di idee. Ho iniziato almeno tre file diversi, senza mai portare a termine ogni nuova recensione, senza mai trovarla appropriata al momento per il quale era destinata: la settimana santa. Quando stavo per gettare definitivamente la spugna, pardon la tastiera, mi è caduto l’occhio su un libro da poco sistemato nella biblioteca dei miei bambini: La Vita di Gesù raccontata ai più piccoli, per le edizioni della Dami, casa specializzata nella letteratura per ragazzi. Una classica intuizione felice dell’ultim’ora, nata dal dono per l’ottavo compleanno del mio primogenito, Enrico. Si tratta di un libro datato, pubblicato nel 1987, quindi giunto – per usare una metafora cara al mondo delle degustazioni – ad un giusto invecchiamento. Come a volte accade per i libri dall’intenzione scarsamente commerciale, oggi è fuori catalogo; anzi, per meglio descrivere la sua fortuna attuale, giace come fondo di magazzino presso la Giunti, che sta smaltendolo via Webster ma che lo concede col contagocce presso i propri circuiti di negozio. È successo, così, che mio marito, avendolo adocchiato su internet come naturale proseguimento di una Bibbia raccontata ai bambini già in nostro possesso, lo ordinasse presso la libreria Giunti a noi più vicina, salvo poi imbattersi in una serie di peripezie che ce lo hanno fatto alquanto desiderare. Per farla breve, è stato un susseguirsi di telefonate, di disguidi – esiste in commercio, oggi, un libro molto simile ai due di cui sopra, e che ne è la sintesi (Vecchio e Nuovo Testamento in un sol colpo tanto per intenderci) e che ci volevano affibbiare a tutti i costi; di date previste per l’arrivo confermate e poi smentite all’ultimo momento; di gite in libreria e di ritorni a mani vuote a ...

Parola di Quasimodo

Scritto da: il 27.01.09 — Comments Off
E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento. Salvatore Quasimodo, Alle fronde dei salici

Celibe in nome di Dio, La Paglia

Scritto da: il 02.10.08 — Comments Off
Alcuni argomenti attraversano i secoli creando dibattiti che non sono ancora sciolti; tra questi occupa un posto di rilievo il celibato per i sacerdoti cattolici, che ha sempre trovato sostenitori e detrattori. Al di là delle posizioni personali, questo saggio è stato una piacevole scoperta: in Celibe in nome di Dio La Paglia percorre venti secoli di storia cattolica ritrovando quegli elementi pro e contro nei documenti storici. Il lavoro deve essere stato certosino: date, sequenze, Concili non ecumenici, testimonianze filosofiche non sono sempre facili da reperire, specie quando devono andare a coprire l'arco di ben due millenni. Per fortuna il testo principe su qualsiasi argomento inerente la religione cattolica è uno dei best-sellers di tutti i tempi. Ho constatato, attraverso l'aiuto di una valente teologa cattolica, che proprio la documentazione citata e riportata è corretta e accurata, frutto di ampio studio; questo elemento, lungi dall'appesantire il testo, rende il lavoro molto più apprezzabile, per la ricchezza di argomentazioni analizzate. Ammetto che ignoravo gran parte delle informazioni messe in luce, e che ho trovato una miniera di dati su un argomento in grado di suscitare il mio interesse; la questione del matrimonio dei sacerdoti, infatti, è per me di grande importanza, come anche la questione del sacerdozio femminile. Attraverso questo libro ho guadagnato strumenti validi per argomentare in qualunque senso, sia positivo sia negativo. Va dato atto all'autore di aver dato ampio spazio alle due posizioni, nonostante dichiari la sua posizione fin dal principio. Inoltre nell'incipit vengono riportati documenti scritti da Milingo, famoso non solo per le sue pratiche spesso contestate nell'alveo del cattolicesimo, ma specialmente per aver portato alla ribalta il tema del celibato nel sacerdozio in maniera eclatante (e sicuramente non convenzionale). Purtroppo la veste grafica è terribile e contiene errori di impaginazione dovuti, forse, alla particolarità della casa editrice presso cui è stato pubblicato. ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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