Tutti gli articoli su beatles

Norwegian Wood, Murakami

Scritto da: il 09.02.10 — 3 Commenti
Prima di lanciarmi nella recensione di questo libro vorrei fare una piccola premessa: sono una grande ammiratrice del lavoro svolto da Giorgio Amitrano, che qui troviamo in veste di traduttore. Credo che dal testo si evinca il rispetto e la passione con cui ha lavorato su quasi quattrocento pagine in una lingua le cui espressioni, ritmo e sintassi – questo posso dirlo con cognizione di causa – sono tutt’altro che semplici da rendere nella nostra. Da buon traduttore, naturalmente, Amitrano svanisce tra le pagine di Norwegian Wood per lasciare la ribalta all’autore Murakami Haruki, secondo me un gigante della letteratura giapponese moderna. Questo romanzo si discosta dalla usuale produzione di Murakami, che è uno scrittore continuamente in bilico tra realtà ed irrealtà e il cui cavallo di battaglia si intitola La fine del mondo ed il Paese delle Meraviglie; in principio si pensava che sarebbe stato un caso isolato, ma da Norwegian Wood qualcosa sembra sia cambiato nello scrittore stesso e infatti la realtà nelle sue sfaccettature più concrete verrà ripresa anche nel romanzo A sud del confine, ad ovest del sole, un altro suo successo. Il titolo con cui il libro è stato conosciuto fino a poco tempo fa era Tokyo Blues, in primo luogo perché la musica fa da filo conduttore all’intera vicenda e poi perché il blues, con le sue atmosfere vagamente tristi ed in continua evoluzione, rappresentava magnificamente l’alternarsi delle avventure del protagonista. Tuttavia Murakami stesso ha voluto, nella riedizione di Einaudi, che fosse ripristinato il titolo originale ripreso da una canzone dei Beatles. Chiunque conosca le note di “Norwegian Wood” avrà già un assaggio dell’atmosfera che impregna il libro, il che è davvero un singolare esempio di come le arti possano compenetrarsi a perfezione. Il protagonista della storia è Watanabe Tōru, un diciannovenne che vive in un collegio di ...

Sui libri e non solo: 84 Charing Cross Road, Hanff

Scritto da: il 05.02.10 — 5 Commenti
Credo che l'epistola – dopo la poesia epica o altre forme di racconto cantate (si pensi alla ballata) – sia una delle prime più semplici forme narrative. Ci sono fatti raccontati, sequenzialità temporali peraltro non obbligate: si possono creare dei flash back o delle contemporaneità come in una struttura a montaggio alternato, il risultato narrativo rimane sempre godibile: anzi, in certi casi, più coinvolgente, poiché la lettera è sempre un oggetto personale quand'anche la comunicazione sia quella distaccata del commercio o dell'amministrazione. Vanno dette subito due cose: questo carteggio tra la scrittrice e sceneggiatrice americana Helene Hanff (1916-1997) e la libreria antiquaria  londinese Marks & Co sita all'84 di Charing Cross Rd è un fatto realmente accaduto: dai primi di ottobre 1949 all'ottobre del 1969; seconda cosa: la summenzionata libreria antiquaria dal 1970 non esiste più: ha dovuto chiudere definitivamente i battenti per la ristrutturazione dell'edificio dove aveva i propri locali. Per cui, chi, bibliofilo, volesse fare un tour a tema, non la troverebbe. Si potrebbe inoltre aggiungere che, specialmente a quei tempi quando non esisteva l'email, il conoscersi tramite corrispondenza  era una pratica anglosassone assai diffusa: tutti, ad esempio, ricorderanno il "pen pal" "l'amico di penna" sovente nominato nei Peanuts. Da semplici richieste d'invio di libri - possibilmente a poco prezzo (diverrà, successivamente, un prezzo "ragionevole"), di lettera in lettera, nascerà un'amicizia tra la Hanff e i dipendenti della libreria, in particolar modo Frank Doel, ma non solo. Un viaggio a Londra da parte di lei è sempre desiderato e, nella capitale, auspicato. Purtroppo le vicissitudini contingenti lo rendono, di volta in volta, impossibile e l'intera vicenda sembra  avere termine non soltanto per la chiusura fisica del negozio ma, anche, per l'inaspettata morte del diretto corrispondente: Mr Doel, appunto. Leggendo queste missive non si fa soltanto un erudito viaggio nella Letteratura Inglese ma si ha, al ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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