Tutti gli articoli su Baudelaire

Un romanzo elitario – Controcorrente, Huysmans

Scritto da: il 09.10.08 — Comments Off
Controcorrente (A Rebours) di Joris Karl Huysmans non è certo un romanzo di facile lettura: non c’è una storia che si dipana nel corso dei capitoli, non vi è azione, il linguaggio è a tratti ostico, gli argomenti che riempiono le pagine potrebbero essere etichettati dai più quantomeno come bizzarri e inoltre il protagonista del libro è anche l’unico vero personaggio poiché gli altri si stagliano lontani su uno sfondo indistinto. Giunti a questo punto sarete terrorizzati dall’incipit e avrete già abbandonato la lettura di questo post, oppure vi starete domandando di che cosa possa mai trattare il romanzo in questione. Per gli appartenenti alla seconda categoria ecco un breve riassunto della trama: un uomo, nauseato dalla volgarità della società che lo circonda, decide di rinchiudersi nella sua casa. Ok ci siete ancora? Bene perché, nonostante quel che traspare dalla mia sommaria presentazione, Controcorrente è un’opera che riveste un’importanza capitale nella storia della letteratura europea, un lavoro ricco, raffinato e tutt’altro che noioso. Quella che Guy de Maupassant definì la «storia di una nevrosi» è allo stesso tempo un punto di arrivo e di partenza nell’evoluzione del romanzo. Huysmans, cresciuto come autore sotto l’egida di Émile Zola, supera con questa sua opera il Naturalismo, facendo convergere elementi già presenti nella Francia di fine Ottocento: la nevrosi come segno di distinzione dalla massa borghese, lo spleen di Baudelaire, una religiosità mistica e sensuale e la passione per l’esotico. Questi e altri elementi danno origine a Jean Floresses Des Esseintes, il protagonista del romanzo, che grande attrazione esercitò su un’intera generazione, compresi scrittori come Oscar Wilde (di qualche anno più giovane di Huysmans) e Gabriele D’Annunzio. Il gusto e l’esaltazione dell’artificio come sostituto e miglioramento del naturale, frutto di un esasperato elitarismo e disprezzo del comune, di ciò che è alla portata di tutti; l’essere ...

Da un gattofilo impenitente… – Il gatto di Baudelaire e altri gatti, Paronuzzi

Scritto da: il 11.06.08 — 8 Commenti
I gatti sono la forma di vita più evoluta sul pianeta. Su ciò, a mio viso, non c'è nulla da dire, è impossibile controbattere, ne sono certo a tal punto che nel mio profilo di blogger ho scritto: «Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all'estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra». Queste poche righe dovrebbero ampiamente giustificare la decisione di leggere Il gatto di Baudelaire e altri gatti, simpatica antologia a cura di Alessandro Paronuzzi, veterinario e, proprio per questa ragione, uomo meritevole della mia stima. I brani selezionati spaziano dalle poesie di Baudelaire, Pascoli e Apollinaire, a pagine tratte da romanzi, racconti o appunti di Doris Lessing, Gianni Rodari, Mark Twain, Alberto Moravia, Carlo Collodi, Esopo e William Burroughs. Il fatto che così tanti illustri personaggi abbiano dedicato opere, o frammenti d'opere, al più piccolo e delizioso tra i felini, dimostra che in fondo l'uomo è un animale intelligente (ad ogni modo non intelligente quanto un gatto!). Tralasciando il faceto per il serio e tornando quindi a parlare di mici e non di uomini, il libro in questione è una piacevole lettura. Diviso per capitoli intitolati: La gattità («è un'entità/fissa e superba/di cui gli uomini sono/totalmente sprovvisti» Dario Bellezza),  Gatti di strada, strade di gatti, Il grande cacciatore o altri più tristi come Il grande addio, il volume  traccia una mappa ideale, ma sommaria, di quanto e come la figura del gatto abbia occupato, ed occupi, l'immaginario umano. Dalla dea Bastet alle navi persiane, dai roghi medioevali alle odierne gattare, poco o nulla viene tralasciato da Paronuzzi. Caldamente consigliato a artisti, geni (in qualunque campo, dall'astrofisica al pattinaggio), poeti e gattofili, e altresì auspicabile che topi, cani (non tutti in verità!) e stupidi si astengano dalla lettura. PS Per quanto concerne chi non ha in stima i gatti, basterà citare Burroughs: «l'odio ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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