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L’ombra del vento, Zafòn

Scritto da: il 25.09.09 — 6 Commenti
Li vedi in treno che tengono compagnia a sconosciuti. Ti scrutano a branchi numerosissimi dagli scaffali del supermarket, mentre tu stai cercando la Baffo Moretti in offerta speciale. Ti saltano addosso dalla tv all’ora del telegiornale, ti assalgono dal tuo social network di riferimento, dalle conversazioni degli amici e degli insospettabili. E tu non sai precisamente che dirne, ma sai che sei di fronte a un CFE, un Clamoroso Fenomeno Editoriale. E allora un po’ t’incuriosisci, un po’ ti sale la diffidenza innata… mah sarà mica il solito bidone? Sarà mica come quando ho letto la Meyer che lo sapevo già prima che mi faceva schifo ma l’ho letta lo stesso? Sarà mica che non lo leggo ma tanto poi mi tocca vedere il film e dio sa cosa è meglio? E se invece è bravo? Ma di investire la somma non se ne parla, lo si legge a prestito da qualcuno (ché qualcuno prima o poi si trova) e poi si vede. Se ci si appassiona magari poi, nel caso, si comprano anche gli altri. Ed è successo più o meno così per me con questo CFE di prim’ordine, L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafòn, romanzo d’avventura si potrebbe dire vecchio stile, con personaggi dal volto sfigurato che si aggirano sinistri nella notte barcellonese, efferati delitti, storie d’amore, giovani protagonisti che si affacciano alla vita, storie di vendetta… e storie di libri. Ora, questa recensione si rivolge ai quattro gatti che ancora non l’hanno letto, ovvero togliendo me ne resterebbero solo tre, ma tant’è. Dicevo, non entro più di tanto nella trama, dirò solo che al centro di questo romanzo c’è uno scrittore, o forse il suo fantasma, e i libri che ha lasciato dietro di sé. C’è un ragazzo che seguendo le tracce di quei romanzi perduti scopre storie e verità ...

Il silenzio dei chiostri, Giménez Bartlett

Scritto da: il 08.07.09 — Comments Off
Nel convento delle suore del cuore Immacolato, a Barcellona, viene rinvenuto il cadavere di frate Cristobal. L'uomo, incaricato di restaurare il corpo di un beato, è stato ucciso e la mummia trafugata. Ma chi può aver interesse a far sparire una reliquia che non ha altro valore che quello religioso? Nel Silenzio dei chiostri Petra Delicado, ispettore della polizia di Barcellona e il suo vice Fermin Garzon, qua alla loro nona avventura insieme, sono incaricati della delicata indagine. I due dovranno dare il meglio di loro stessi per venire a capo dell'intricato puzzle, barcamenandosi tra l'omertà che regna tra le suore del convento e la forte pressione che i media fanno perché il caso sia risolto alla svelta. Il silenzio dei chiostri è un giallo godibilissimo, dal buon ritmo che non fa mai neanche accennare uno sbadiglio. La trama non è certo così sorprendente, specie per chi ha letto tanto e di tutto sull'argomento. Però... sì, c'è un però che mi ha spinto a scrivere questa recensione. Ed è tutto nella protagonista, grazie alla quale la storia fa un balzo qualitativo notevole. Petra, nell'esordio del romanzo, è appena convolata a (terze) giuste nozze. Marcos, il nuovo marito, anche lui con due matrimoni alle spalle, si porta dietro una nutrita nidiata di ragazzini di varia età, a cui non sembra vero di avere una matrigna che fa il poliziotto. Dalla cosa si aspettano succose rivelazioni sulle indagini in corso ma ciò potrebbe far incrinare definitivamente i rapporti di Petra con le (due) ex mogli di Marcos. Da tutte queste situazioni, lavorative e non, emerge il carattere della donna, un personaggio dalle molte problematiche ma anche deliziose sfaccettature. È un poliziotto che ha a cuore il suo lavoro, vuole farlo bene per un innato senso di giustizia che condivide con tanti suoi colleghi letterari.  È intelligente e ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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