Tutti gli articoli su banca

Una donna tutta d’un pezzo, Nonnis

Scritto da: il 11.05.09 — 6 Commenti
Come può la vita di un normale bancario diventare un soggetto interessante? Tra cifre, routine, vita di corridoio e frecciatine ai colleghi non sembra proprio lo spunto ideale da cui iniziare una narrazione. Eppure, come rendere tutto questo più che vivo lo illustra Nino Nonnis, con il suo romanzo Una donna tutta d'un pezzo. Una narrazione che tutta d'un pezzo non è: il libro infatti si divide in due ampie parti, delle quali la seconda fornisce la chiave interpretativa per la prima. Il tutto senza che il lettore avverta alcunché di questa dualità, sin dal principio. Per tutta la prima sezione seguiamo ignari Marco, uomo apparentemente ordinario, con i suoi diverbi arguti col direttore dell'agenzia, promosso in vece sua, e i suoi abboccamenti con la collega seducente mentre si scoprono parti di cadavere di una donna che potrebbe essere sua moglie, scomparsa da qualche mese. Impossibile non pensare a Dexter, la famosa serie televisiva, anche per l'uso del punto di vista e la possibilità di seguire i pensieri del protagonista, anche se il contesto è totalmente diverso e la soluzione del giallo è più che inaspettata. In questa prima parte Nonnis usa una suspense alla Hitchcock: sappiamo che c'è una bomba sotto il tavolo, e vediamo i personaggi conversare amabilmente, incoscienti del pericolo. Nella seconda parte, quella della scoperta e dell'interpretazione, l'autore diventa una presenza più tangibile, utilizzando uno dei personaggi (non vi posso svelare quale) come suo diretto portavoce, e disquisendo di editoria, di critica, di arte e di mercato culturale con sagacia e senza presunzione ma, ancora più importante, con un linguaggio diretto, pulito, chiaro. E rovesciando con ironia tutto ciò di cui il lettore si era convinto strada facendo. In questo Nonnis dimostra una grande abilità, compiendo alcune escursioni nel giallo classico per poi virare verso una storia che non appartiene ...

Nascita di una casa editrice – speciale n.3

Scritto da: il 28.01.09 — 2 Commenti
Ci eravamo lasciati alle prese con timbri, bolli, burocrazia. Per la banca le lungaggini continuano: anche se abbiamo un direttore molto carino e cortese, il conto non potrà essere pienamente attivo finché non arriverà il certificato ufficiale della CCIAA. Per fortuna non avevamo depositato tutto! Intanto l'Agenzia ISBN segna un punto a suo favore: ci aspettavamo tempi titanici, e invece eccoci qui, felicemente in possesso del magico prefisso editore! Per la cronaca il nostro, a cinque cifre, è 96340 quindi, escluse le ultime tre cifre, da generare di volta in volta, il nostro codice sarà 9788896340***. Inoltre abbiamo il certificato di deposito del marchio, il che vuol dire che il simbolo e il nome adesso sono sotto la tutela dello Stato. Abbiamo speranze che entro il termine del rinnovo (10 anni) ci venga attribuito il codice di registrazione dall'UIBM: ad oggi, per quel che ci ha detto l'incaricata, lo Stato sta registrando quelli del 2005. A proposito: le istruzioni per la compilazione prevedono una laurea in antiche lingue morte con specializzazione burocratese. Su Facebook intanto abbiamo creato il gruppo, messo degli scatti dei primi istanti di vita della casa editrice e anche qualche gustosa anteprima (in fondo nella pagina del gruppo), in attesa della prima uscita. E ci siamo anche iscritte ad Issuu, in cui trovate due capitoli del primo romanzo edito. Per chi fosse accanito o per chi avesse il "morbo del correttore di bozze", famosa malattia cronica che trasforma in inveterati pignoli, in quelle pagine c'è un refuso volontario, anche se tanto tecnico da essere difficilmente trovato. Alla prossima!

Nascita di una casa editrice – speciale n.2

Scritto da: il 16.01.09 — 6 Commenti
Attenti,  ho una partita Iva qui e non ho paura di usarla! Lasciando stare l'evidente scherzo, ecco qui puntuale il vostro aggiornamento. Finalmente abbiamo (da quasi un'ora) la partita Iva, che significa per noi poter finalmente agire come società. A questo punto inizia lo "shopping"; no, niente a che vedere con il guardare vetrine e scegliere vestiti: si tratta di acquistare i primi materiali per la casa editrice. Innanzitutto un timbro. Vi chiederete perché il timbro prima di altre cose che possono sembrare, d'acchito, ben più importanti. Semplice: i moduli di richiesta per l'ISBN, beh, devono essere timbrati. Nell'era dell'elettronica, del Web 2.0, della comunicazione veloce, l'assenza di un semplicissimo timbro gommato manda in stallo una casa editrice. Se non fosse la cruda realtà sarebbe irresistibilmente comico. Ma, tant'è, dobbiamo andare a comprare il benedetto timbro, che deve riportare la ragione sociale, la partita iva, la sede. Il passo immediatamente successivo è proprio la richiesta dei codici ISBN all'agenzia, che di recente è passata dal cartaceo al digitale. Suppongo quindi che l'iter sia diventato più rapido e che possiamo ragionevolmente aspettarci che si impieghino meno dei 15 giorni limite. Che altro serve? Un po' di tutto: l'archivio metallico con chiave, il distruggi-documenti, un registro delle tirature, un bell'inedito nascosto di Borges... oh, forse quello non si compra in giro. Peccato! Contemporaneamente si devono richiedere i preventivi ufficiali alle tipografie, in modo da acquisirli agli atti. Chiaramente, prima degli oggetti materiali, andremo in banca ad aprire un conto corrente. Per farlo sono necessari alcuni documenti ufficiali, tra cui la copia dell'atto costitutivo; speriamo tuttavia che basti la copia col numero di repertorio e non quella conforme con certificato di registrazione, per la quale dovremmo attendere qualche giorno in più. La parola d'ordine, in questi giorni, è burocrazia. Speriamo di sopravvivere. A proposito: qualcuno ha visto il mio ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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