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Letterina a Bondi sulla SIAE

Scritto da: il 19.01.10 — 3 Commenti
L'indirizzo a cui scrivere è bondi_s@posta.senato.it Io ho scritto quanto segue, voi potete sbizzarrirvi, o riportare pari pari la mia mail, se preferite. Oggetto: Per il poeta Bondi Gentile poeta Sandro, visto che stai tassando (posso darti del tu, vero?) tutti i dispositivi dotati di memoria, ti consiglio di tassarmi il cervello, perchè spesso mi trovo a canticchiare canzoni mentre passeggio, mentre piscio, mentre mi faccio la doccia, e altrettanto spesso mi trovo a ricordare scene di qualche film o telefilm, spesso recitando i dialoghi a memoria. La Siae merita anche questi ulteriori spiccioli, visto che evidentemente la vita da parassita che svolge da sempre non è sufficiente. Nell'augurarti una vita molto difficile e orribile, ti lascio con un haiku. Un poeta pelato Feci Mangiare Addio. ps: se riesci, gira questa mail alla siae o fammi un retweet, ok? Salutami lo sfregiato. Via Velimir, via Dietnam

A volte ritornano (ahimè)

Scritto da: il 10.04.09 — 4 Commenti
Punto informatico aggiunge un nuovo tassello a quel puzzle chiamato SIAE. Riporto alcuni passaggi: la SIAE ha reso nota l'intervenuta pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 80 del 6 aprile 2009 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31 con il quale sarebbe stato reintrodotto in Italia l'obbligo di apposizione del contrassegno SIAE: obbligo che, come ricorderanno i lettori di Punto Informatico, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con una Sentenza dell'8 novembre 2007 aveva stabilito essere inopponibile ai privati. [...] Al riguardo sembra anche il caso di ricordare che nei mesi scorsi si è aperto un ampio dibattito sull'opportunità di continuare ad utilizzare nel nostro Paese - solo in Europa assieme a Portogallo e Romania - una misura antipirateria anacronistica e ritenuta inutile ed anzi dannosa dalla stessa Federazione dell'Industria Musicale Italiana, e che è stato addirittura depositato in Senato un disegno di legge volto alla definitiva eliminazione dell'obbligo di apposizione del contrassegno. [...] Il contrassegno SIAE costituisce una prestazione patrimoniale imposta ed appartiene, dunque, all'universo delle imposte: fuor di giuridichese, quindi, attraverso la disposizione in commento, si sta dicendo che un regolamento di attuazione del 2009 può imporre retroattivamente, sin dal 2001, l'obbligo di pagamento di un balzello in barba ad una decisione della Corte di Giustizia con la quale si è ritenuto detto obbligo inopponibile ai cittadini europei. [...] Si tratta di un'elegante traduzione del brocardo "Chi ha dato, ha dato e chi ha avuto, ha avuto". L'obiettivo è evidente: consentire a SIAE di sostenere che essa non è tenuta a restituire ai privati quanto incassato in virtù di una previsione di legge, dichiarata loro inopponibile dai più alti Giudici Europei. Brutta norma anche questa che fa assai poco onore a chi l'ha suggerita ed al Governo che, per ovvie ragioni di comodo e non certo a ...

SIAE o non SIAE

Scritto da: il 19.03.09 — 16 Commenti
Leggo oggi di un ennesimo caso SIAE, che mi turba sempre più: Compensi SIAE per letture in biblioteca Lettera a «La Repubblica», 19 marzo 2009 Il signor Marzio Bossi di Bologna, in una lettera pubblicata da Repubblica lo scorso 18 febbraio, si stupisce che in Italia le letture pubbliche effettuate in biblioteca per finalità di promozione culturale siano soggette al pagamento del diritto d'autore. L'art. 15 della L. 633/1941 (sulla protezione del diritto d'autore) sancisce che il diritto di recitare, eseguire o rappresentare in pubblico un'opera dell'ingegno di qualsiasi natura rientri fra i "diritti esclusivi" dell'autore o dei soggetti che ne hanno acquisito i diritti di sfruttamento economico. In parole povere, qualsiasi forma di esecuzione in pubblico deve essere autorizzata dagli aventi diritto, per il tramite della SIAE. Si tratta in tutta evidenza di una stortura contro la quale dovrebbero mobilitarsi anche le associazioni dei consumatori, degli enti locali e dei cittadini. Esattamente come nel caso del diritto di prestito, introdotto nel 2007 nel nostro ordinamento in forza di una direttiva europea che impone alle biblioteche di pagare un compenso ad autori e editori per i prestiti effettuati. In Italia sono stati stanziati 3 milioni di euro all'anno, ma in futuro potrebbero essere di più. A questo stato di cose l'Associazione Italiana Biblioteche si oppone con fermezza: vengono penalizzate, anziché incoraggiate, le iniziative delle biblioteche per diffondere la conoscenza dei libri e promuovere la lettura. In un paese di non lettori, esse andrebbero a vantaggio anche di autori ed editori, ma soprattutto dei cittadini, che dovrebbero essere i beneficiari ultimi di tali attività. Se un autore – desideroso di incoraggiare queste forme di pubblicità gratuita alla ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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