Tutti gli articoli su avventura

Il fantasma di un amore, Lettera di una sconosciuta, Zweig

Scritto da: il 19.11.10 — Comments Off
Non è la prima volta che trattiamo di Stefan Zweig (1881-1942), lo facemmo col libriccino Mendel dei libri nel settembre 2008. In Lettera di una sconosciuta (Brief einer Unbekannten) del 1922 e da cui, nel 1948 fu tratto anche un film, la situazione è completamente diversa. Un bel giorno, un noto scrittore austriaco (lo stesso Zweig? Nella finzione è probabile), con la posta riceve una lettera di una giovane donna che gli dice che sarà morta nel momento in cui lui si accingerà a leggere questa sua lunga missiva, nella quale lei gli confessa e racconta il suo fortissimo, assoluto sentimento d'amore e devozione che lei ha provato per lui sin dall'infanzia e per tutta la vita. E anche dopo, s'intuirà in un finale molto poetico. Il fortunato destinatario di questo amore è, si è detto, un famoso scrittore, scapolo impenitente, pieno di amici e, soprattutto, di “amiche”, fra cui, in tempi diversi, anche questa sconosciuta donna innamorata di cui, però, con grande dispiacere di lei, mai si è accorto e, quindi, ha riconosciuto essere la bambina che abitava nell'appartamento dirimpetto al suo, e, successivamente, la giovane ragazza con cui aveva passato la notte dieci anni prima e, en passant, aveva fatto anche un figlio ora purtroppo morto e del quale non gli aveva mai resa nota la nascita. Per lui, lei era una delle tante, come si suol dire, con cui avere un'avventura e di cui non era stato nemmeno necessario conoscere il nome. Non sarà neanche stato necessario ma molto improbabile direi! E se lei non voleva rivelarsi e farsi riconoscere (ma per tutto il lungo racconto non sembra desiderar altro che l'esatto contrario!), avrebbe potuto dare almeno un nome fasullo! Ma è inutile discutere e argomentare: gli scrittori, non son tenuti a scrivere come vorremmo noi! Ciò non toglie ...

Ash, Lo

Scritto da: il 28.09.10 — 1 Commento
Tra le fiabe della nostra infanzia Cenerentola occupa, nel bene e nel male, un posto d’onore. Nel bene perché piace a molte, nel male perché spesso e volentieri è stata accusata di promuovere il maschilismo mostrando un’eroina che si riscatta dalla propria miseria con la sola dote dell’aspetto fisico e attraverso un matrimonio ben riuscito. Non mi stupisce, perciò, che le riletture di questa storia siano state tantissime. L’ultima in ordine di apparizione è proprio Ash, l’esordio narrativo di Malinda Lo, edito in Italia dalla Elliot. L’impianto della fiaba originale è rispettato quasi completamente: abbiamo infatti la protagonista Aisling, figlia di un nobiluomo, che resta orfana di madre in tenera età e deve subire le prepotenze della nuova sposa del padre, che porta con sé altre due bambine. Quando poi anche il papà muore, la fanciulla è relegata al ruolo di serva e privata di ogni conforto, a parte quello dei sogni. Anche l’ambientazione è sfumata , come nelle favole. Sfumata, ho detto, ma non imprecisa, il che potrebbe apparire una contraddizione in termini: ciò che intendo è che, pur restando nel classico Reame composto da Bosco e Città, la Lo riesce a pennellare le sue descrizioni con grande finezza. Direi, anzi, che un punto di forza di questo libro sta proprio nel rilievo stilistico utilizzato nel delineare le immagini. C’è una delicatezza non comune con cui l’autrice riesce a mostrarci gli splendori del Bosco e del mondo fatato. Alcune pagine sono in grado di rapire in un’atmosfera onirica e lunare, altre si dipanano come filigrana dorata. Di contro ci sono alcune scelte narrative che, seppur coraggiose, restano in ombra rispetto al resto: in questa versione, infatti, Cenerentola non si innamora del principe ma vive quasi un triangolo con un essere fatato, Sidhean, e la Cacciatrice del Re, Kaysa. La svolta gay, per ...

L’Uccello del Sole, Smith

Scritto da: il 17.08.10 — 7 Commenti
Per molti anni, sbagliando, ho considerato Wilbur Smith solo come un autore di quelli che chiamo “best seller da supermercato”,  che si trovano anche nel reparto libri in sconto dell’Ipercoop senza brillare per particolare qualità del testo. Devo dire che la lettura del romanzo L’uccello del sole, edito dalla TEA (e trovato, questo sì, all’Ipercoop) mi ha fatto finalmente cambiare idea. La storia si ambienta in Botswana e si dipana su due livelli. L’archeologo Ben Kazin si trova nello stato africano per seguire le ricerche della mitica città di Opet per conto del miliardario, mecenate ed amico Louren Sturvesant. Aiutato dalla brillante studiosa Sally, di cui si innamora, Ben si avvicina alla scoperta della sua vita: i resti della città, dai quali si evincono le vicende che l’hanno portata all’ascesa e alla distruzione, inesorabilmente legate al destino del re Lannon Hycanus, del grande sacerdote Huy Ben Amon e della bellissima sacerdotessa Tanith. Immediatamente il lettore viene portato a ricollegare gli avvenimenti del presente con le vestigia del passato, la cui trama si svela nella seconda parte del libro in una sorta di “romanzo ombra” in cui si muovono coloro che sembrano le incarnazioni precedenti dei protagonisti. Il triangolo amoroso è funzionale ad approfondire la psicologia dei personaggi ed è motore di una serie di intrighi e misteri che tengono il lettore incollato alle pagine. Il rapporto di amicizia e rivalità tra i due personaggi principali Ben – gobbo, intelligente e sensibile – e Louren (bellissimo, ricchissimo, ma arrogante ed impulsivo) è anch’esso un punto di forza del romanzo per quanto riguarda lo sviluppo  della trama perché conferisce al testo una inaspettata profondità e serve a rendere poetica e struggente anche l’eco che se ne ha nel passato, quando il re ed il Grande Sacerdote arrivano quasi ad odiarsi per l’amore di una donna seppur meritevole ...

Il Professionista compie 15 anni

Scritto da: il 15.07.10 — Comments Off
Roma, Settembre del 1995. Una piccola ma fornita, edicola di periferia. Un giovane militare annoiato decide di leggere, per la prima volta, un romanzo di spionaggio. Nessun blog che suggerisce letture: scelta dalla copertina. Una giapponese ricciuta vestita solo con una cartucciera vince la sfida. Il militare non lo sa ma quello è il primo di una serie di Spy - story che lo accompagnerà per quindici anni. Fino ad ora… Quel giovane ero io e il romanzo apparteneva alla serie Il Professionista di Stephen Gunn. Dato che, questi giorni, è uscito Guerre Segrete che segna il quindicesimo anno produzione ininterrotta, come fedele lettore non potevo non spenderci qualche parola. Stephen Gunn è lo pseudonimo dello scrittore italiano Stefano Di Marino noto, oltre che per la sua produzione spionistica anche per libri dedicati alle arti marziali. Il suo personaggio più famoso è Chance Renard, agente Freelance noto col soprannome di professionista. Un duro al soldo di servizi segreti, squadre antiterrorismo e altri. Ciò che più colpisce delle avventure del Professionista non sono solo le sparatorie, gli intrighi, e le belle donne. Tra le pagine di Gunn trovano posto paesaggi esotici e culture diverse descritte da chi li ha visti. Ogni avventura prende spunto dagli avvenimenti mondiali, visti in maniera acuta e disincantata. I personaggi secondari hanno una loro dignità con background “credibile” e approfondimento psicologico. Il protagonista ha una personalità a tutto tondo e spesso indugia in amare riflessioni sulla vita e sul mondo. In questi anni i suoi lettori l’hanno visto diventare sempre più disilluso, cinico e spietato ma sempre attaccato ad un difficile senso dell’onore e umanità. Quasi a porre l’accento su questo cambiamento anche lo stile dell’autore è mutato, divenendo più secco e incisivo. A dire il vero sento un po’ la nostalgia per le prime storie, con uno Chance più ...

Stardust, Gaiman

Scritto da: il 13.07.10 — Comments Off
Il caldo avanza, c’è bisogno di letture leggere. E perché non portarsi in villeggiatura una deliziosa favola moderna come Stardust, del sempre geniale Neil Gaiman? Qualcuno potrà obiettare che si tratta di un libro espressamente dedicato ad un pubblico giovane e questo non si può negare, tuttavia – come per Coraline  e come per tutti i racconti di questo autore – il talento è tale da rendere godibile anche una lista della spesa.  ( E prometto che questa sarà l’ultima lode non argomentata). L’avventura si svolge in una Inghilterra magica e parte dal villaggio di Wall, così chiamato perché un muro lo separa dal Mondo Magico. Tra i ragazzi cresciuti a Wall c’è Tristan Thorne,  un giovanotto timido ed insicuro, sempre con la testa tra le nuvole e innamorato pazzo di Victoria, la ragazza più bella e vanitosa del paese.  Quando Victoria lo mette alla prova chiedendogli  di portarle la stella cadente che entrambi hanno visto solcare il cielo, il nostro eroe non esita a partire, attraversare il muro ed inoltrarsi in una dimensione a lui sconosciuta e pericolosa. Le cose che non sa, in realtà, sono molteplici: per esempio che le stelle quando cadono diventano ragazze e che ci sono streghe disposte a tutto pur di catturarle perché il cuore di una stella, se mangiato, garantisce l’eterna giovinezza. Se poi a complicare il tutto ci si mettono gli eredi del Regno Magico, che cercano il prezioso medaglione che sarà la chiave per impadronirsi del trono, quando Tristan incontra Yvaine, una ragazza bellissima che ha al collo un magnifico gioiello, capiamo tutti che l’avventura è destinata  a diventare un turbine di emozioni. Scritto con stile leggero e colorato, Stardust è sia un racconto di formazione che una storia d’amore e magia che si rifà alle fiabe classiche e ne calca le orme con ...

La maschera di Antenore, Ongaro

Scritto da: il 09.07.10 — 1 Commento
Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ideale porto di partenza per l’avventura che però si sposta ben presto in un’altra città altrettanto romanzesca ma assai meno frequentata dai personaggi di Ongaro, Parigi. Ed è proprio fra queste due città (con una breve ma decisiva puntata in Bretagna) ai giorni nostri, che si muove Stefano Pietra, il protagonista del romanzo, un giovane pittore destinato a fare un incontro che sconvolgerà la sua esistenza fino a scuoterne le certezze e le fondamenta. Quando conosce il critico d’arte Francois Ronan niente infatti potrà più essere lo stesso: l’apparentemente banale incarico di contattare per suo conto uno storico dell’università di Padova darà infatti il la a una serie di eventi che sveleranno via via una vicenda di ossessioni, odio e forse anche di antiche maledizioni. La trama è sicuramente una delle più lineari di Ongaro, per un racconto giocato per una volta più sulle sfumature che sui colpi di scena, più sulle ambiguità di un plot compassato che sulla brillantezza della trovata romanzesca. Ed è proprio il concetto di ambiguità, senza troppo svelare, che è al centro di questo romanzo: ambigui i personaggi e i loro ruoli, ambigue le figure storiche di riferimento, tutto si gioca attorno ai toni di grigio che compongono idealmente la tavolozza di questo libro. L’autore gioca la carta della semplicità, anche a livello di costruzione, e di un ritmo più riflessivo del solito che possono anche lasciare deluso il lettore che cerchi un intreccio serrato di eventi. Manca forse l’invenzione spiazzante, il colpo d’ala che di ...

La canzone di Shannara, Brooks

Scritto da: il 01.07.10 — 1 Commento
Sarete d’accordo con me che non c’è niente di meglio di un buon libro per allietare un lungo viaggio, soprattutto se il mezzo di trasporto è un vecchio treno. La lettura che mi ha accompagnato tra sferragliamenti, sedili scomodi e scossoni è un vecchio best seller del fantasy: La canzone magica di Shannara di Terry Brooks. L’ultimo capitolo della prima trilogia di Brooks (potete leggere le mie recensioni dei primi due qui attorno) inizia con il druido Allanon che, per la terza volta, chiede l’aiuto ai membri della famiglia Ohmsford: il pericolo proviene da un potente libro di magia nera in possesso delle sinistre Mortombre e l’unica che può distruggerlo è la giovane Brin Ohmsford, detentrice della potente canzone magica. Quello che non sa è che anche Jair, il fratello minore della ragazza, dovrà intraprendere un viaggio disperato per salvare le Quattro Terre. L’impresa richiederà un prezzo altissimo… Due sono i binari paralleli su cui si dipana la trama e ognuno dei due è caratterizzato da elementi fantasy diversi. Il viaggio di Jair è avventuroso ed esaltante, ricorda da vicino l’Heroic fantasy: un gruppo di guerrieri valorosi che affrontano grandi eserciti, mostri terrificanti e insidiosi trabocchetti con la spada, la magia e il coraggio. Certamente la mia parte preferita. La storia di Brin ha un taglio più drammatico e una maggiore attenzione sull’approfondimento psicologico. I personaggi mostrano la loro complessa personalità al lettore con naturalezza e senza artifici. Ognuno ha una paura nascosta e molto umana: non essere all’altezza, la corruzione del potere, la solitudine etc. Dei personaggi di contorno meritano una menzione Slanter, un burbero (ma simpatico) battitore gnomo incerto tra la fedeltà al suo popolo e ai suoi amici, e Garet Jax, l’invincibile maestro di spada alla ricerca di un avversario degno della sua bravura, un personaggio quasi epico. Che dire infine? Nella Canzone magica ...

Alice nel paese della Vaporità, Dimitri

Scritto da: il 11.05.10 — 5 Commenti
Premessa: grazie anche all’intercessione dell’autore ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima. Questo non significa che sarò parziale per un senso di… gratitudine. Non esiste. Sappiate fin d’ora che la seguente sequela di complimenti – che fino ad oggi ho riservato solo a Neil Gaiman – è un mio personale, inevitabile impulso. Meno male che non mi pagano, se no qualcuno potrebbe accusarmi. È che io con questo scrittore mi entusiasmo, che ci posso fare? Fin dai tempi dell’uscita di PAN sapevo che Francesco Dimitri era al lavoro su un’ altra “rilettura”: quella riguardante Alice’s adventures in Wonderland. Lui continuava a dire sul suo blog che la “sua” Alice sarebbe stata tutt’altro, che non si poteva parlare di rilettura vera e propria… ma io, ottusa come un blocco di ghisa, continuavo a immaginare questo libro come una revisione del capolavoro di Lewis Carroll. Ho dovuto aspettare di sfogliarlo per capire – finalmente! – che stavo sbagliando di grosso. In comune col grande classico inglese, Alice nel Paese della Vaporità ha il nome della protagonista, il fatto che vi appaiano una Regina ed un Coniglio Bianco, una creatura simile al Brucaliffo, nonché un certo Chesy che richiama “the Chesire Cat” (Lo Stregatto) e… uhm, mi pare nient’altro. Inoltre questi personaggi hanno ben poco a che fare con quelli da cui l’autore ha preso spunto. Il Paese della Vaporità, o Steamland, non è davvero un posto raccomandabile. Si trova in una Inghilterra alternativa al di fuori della città di Londra, una capitale “steampunk”: si tratta infatti di un’ambientazione in equilibrio tra l’Ottocento e il futuro, in cui macchine sofisticate funzionano grazie all’ausilio del vapore. Queste stesse macchine producono scorie e da questi scarti è composto il fumo di cui pare fatta la Vaporità, cioè una sostanza gassosa all’interno della quale ...

Kothar e la spada magica, Fox

Scritto da: il 02.04.10 — 1 Commento
Come ho già avuto modo di dire, anche su quelle bancarelle, dove vendono libri a un euro, si possono trovare delle sorprese. Rovistando su quello che chiamo carretto tarmato sono stato colpito da una copertina e un titolo: Kothar e la spada magica. Il nome dello scrittore era Gardner F. Fox e mi era tanto sconosciuto che ho pensato a uno di quegli scrittori che, causa poco talento, non hanno raggiunto la notorietà. Invece… La spada magica in questione si chiama Frostfire ed ha il potere di impoverire inesorabilmente il suo possessore. Il suo attuale proprietario non se ne preoccupa molto: Kothar, infatti, è un barbaro che ama il vino, le donne e, soprattutto, le avventure. Nel romanzo lo si vede impegnato nel furto di una spirale magica, combattere mostri in un altro mondo, affrontare una setta di fanatici e difendersi dalla vendetta di una strega tanto bella quanto sensuale. Avrete capito che trattasi di Heroic Fantasy. Basta leggere le prime pagine del romanzo, per capire che Gardner Fox non è il classico poeta minimalista polacco morto suicida (adoro questa battuta): il libro è scritto decisamente bene sia dal punto di vista della trama che dello stile. Se la prima potrebbe essere opera dei maestri più blasonati del genere (in effetti, Khotar ricorda molto il cimmero di Howard) il secondo è pulito ed evocativo. La storia scorre bene tra maghi, demoni e donne appassionate. Incuriosito, ho fatto una ricerca su Internet e… sorpresa! Gardner F. Fox è famoso! Ha solo cambiato genere: la sua firma è su storie classiche di personaggi come Batman e Flash! D'altronde il protagonista del suo romanzo è un supereroe: superforte, superfurbo, superfortunato e sempre pronto ad affrontare immani pericoli per salvare una bella fanciulla. Che dire, dunque? Se sul vecchio carretto tarmato vedete il nome Gardner Fox, spendete un pure ...

Zagor contro il vampiro, Nolitta-Ferri

Scritto da: il 01.04.10 — 5 Commenti
Sul finire degli anni 60 Sergio Bonelli muoveva i primi passi come sceneggiatore di fumetti e per non finire nel cono d’ombra dell’ingombrante genitore, il celebre Gianluigi, autore dello stravenduto Tex, si firmava sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta. È infatti con quel nom de plume che diede vita alle sue creature a fumetti più celebri, l’antieroe Mister No, che però arrivò più tardi, solo negli anni 70, ma soprattutto Zagor che, contrariamente all’altro grande personaggio bonelliano, prosegue tuttora la sua storia editoriale in edicola. La serie è ovviamente una delle più longeve ormai del panorama nostrano ma anche una delle più originali come dimostra questo volume degli Oscar Mondadori, Zagor contro il vampiro, che ripropone due delle migliori storie del periodo d’oro, entrambe disegnate dall’altro autore storico della testata, il disegnatore ligure Gallieno Ferri. La peculiarità di Zagor stava infatti, e sta tuttora, nel mixare in un’ambientazione western non troppo rigorosa, tutti (ma proprio tutti) gli elementi dell’avventura classica, con un’assoluta libertà di contaminazione da elementi fantasy ed horror, se non addirittura fantascientifici. Anche il protagonista poi è un mix di ispirazioni e caratteri. Zagor, conosciuto anche come Lo spirito con la scure, è un bianco che si batte spesso al fianco dei pellerossa, un “giustiziere” idealista (ma simpatico, non temete) sempre pronto a schierarsi dalla parte del bene senza guardare al colore della pelle; si muove sfruttando meglio di Tarzan le liane della foresta di Darkwood (immaginaria ambientazione delle sue avventure) assai più volentieri che con più rare cavalcate in stile classico; e alla pistola, che maneggia pure egregiamente, preferisce una scure indiana con cui affrontare tanto comuni banditi quanto scienziati pazzi, uomini lupo, sacerdoti druidi, alieni e orde di non-morti. Il tutto, dimenticavo, abitando in una capanna nel mezzo di una palude... Una palude nel New England. Una follia insomma, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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