Tutti gli articoli su autori

Il segreto di Caspar Jacobi, Ongaro

Scritto da: il 05.11.09 — 2 Commenti
Non parlerò mai abbastanza, e abbastanza bene, di Alberto Ongaro. Quando la libreria piange e ho voglia di leggere un bel romanzo, ben scritto, originale, avvincente, vado a cercare fra i suoi titoli qualcuno di quelli che non ho letto, sapendo che ben difficilmente ne sarò deluso. È successo così anche con Il segreto di Caspar Jacobi. Ottimo racconto incentrato sul rapporto fra realtà e rappresentazione, fra vero e romanzesco, Il segreto ci presenta Ongaro ancora una volta alle prese con un gioco di specchi fra autore e personaggi, impegnato in una partita a scacchi col lettore che può ricordare per certi aspetti La taverna del Doge Loredan. Il protagonista qui è Cipriano Parodi, un giovane scrittore veneziano che ha da poco pubblicato un romanzo d’avventura e che sembra essere all’inizio di una promettente carriera. Ma ben presto il destino ha in serbo per lui una svolta imprevedibile: quando Cipriano trova nella cassetta della posta una lettera di Caspar Jacobi, la sua vita è destinata a cambiare per sempre. Jacobi è infatti uno scrittore di enorme successo, vive negli Stati Uniti, pubblica in tutto il mondo, vende milioni di copie. E invita Cipriano a New York per incontrarlo. Il perché è presto svelato: al giovane scrittore viene infatti chiesto di unirsi alla squadra di ghost writer che lavora per Caspar Jacobi, il quale, come un novello Dumas, è a capo di una “bottega” che produce incessantemente romanzi, commedie, sceneggiature, racconti, che archivia storie, trame, intrighi e personaggi, costruiti, ricostruiti e assemblati da una macchina creatrice implacabile. Fra i due si crea ben presto un rapporto ricco di ambiguità e di contrasti, la figura di Caspar Jacobi è misteriosa e vampiresca, si ammanta di segreti che per Cipriano diventano poco a poco un’ossessione: la foto di una bellissima e sconosciuta moglie, un passato oscuro e ...

Parola di Alessandro Bonino

Scritto da: il 30.09.09 — Comments Off
[...] una volta che c’era un incontro con Ourednik, ero molto combattuto, perché se da un lato mi sarebbe molto piaciuto incontrare Ourednik, dall’altro mi aveva sempre dato l’impressione di essere uno stronzo. Mentre lo raccontavo ai suoi editori italiani (una piccola casa editrice palermitana che si chiama :duepunti), gli dicevo che invece poi, a parlarci, Ourednik si è dimostrato disponibile, simpatico, e per niente stronzo. Loro mi han detto che, secondo loro, è meglio non fidarsi troppo delle seconde impressioni. Alessandro Bonino, E io che mi pensavo

In morte dell’editor?

Scritto da: il 28.07.09 — 18 Commenti
La settimana scorsa è scoppiata una polemica intorno alla figura dell'editor: da un lato chi ne ha tentato la demolizione, come Carla Benedetti, dall'altro chi ha cercato di fare chiarezza sulla categoria e sul tipo di figura di cui si parla, come Mario Baudino, nella sua chiacchierata con Laura Lepri. Pur non avendo la loro autorità in merito, voglio aggiungere qualche considerazione personale. In questo dibattito è stupido cercare chi abbia torto e chi, invece, ragione: l'uno sostiene che l'editing sia appiattimento, l'altro che sia una necessità letteraria. Le posizioni contengono ambedue parti di verità, a mio parere. Esiste l'editing di omologazione, quello che, sfrondando il testo di ogni tentativo di personalità letteraria, lo rende assimilabile, e quindi omogeneizzato al resto degli editi. Leggendo alcuni libri – o meglio, prodotti editoriali – si notano affinità che fanno pensare ad una stessa mano; e, nella gran parte dei casi, è così: un editor ha lasciato la sua personale impronta, modificando il testo come lui lo avrebbe scritto. Questo sostituirsi all'autore, guadagnarsi la ribalta, non è per me un modo di lavorare apprezzato: se proprio si ha il desiderio di intervenire così pesantemente in un'opera letteraria, sarebbe meglio scriverla da sé. Poi esiste l'editing che rispetta il testo, per il quale è necessario molto tempo e molta dedizione: si legge il testo, si lavora sempre insieme all'autore, si cerca di capire cosa inceppa la comunicazione fra scrittore e lettore. Ed è l'autore che riscrive, dove necessario, non l'editor. L'editor indica, non suggerisce. Spiega, non corregge. Conosco pochissimi editor di questo stampo; è più pratico, più veloce sicuramente operare autonomamente i cambiamenti necessari. Ma non migliore. Ha ragione chi dice che in Italia si fa troppo editing invasivo: con la mole di opere edite non potrebbe essere diversamente. Ha ragione chi dice che in Italia si ...

Intervista a Claudio Vergnani – Il 18° vampiro

Scritto da: il 14.04.09 — 3 Commenti
Quando si parla di vampiri, tutto sembra irrimediabilmente già visto. Cosa ti ha convinto a raccontare ugualmente questa storia? Proprio la tua considerazione. Se è vero che tutto va a gusti, personalmente ero stanco e anche dispiaciuto di vedere la figura del vampiro ingentilirsi e infiacchirsi sempre più, fino a snaturare le sue caratteristiche naturali. Quelle, per intenderci, che ne hanno fatto uno degli spauracchi più vivi, duraturi e terribili della storia del mondo, letteraria e non. Oggigiorno lo si vede impegnato in stucchevoli baciamano con leggiadre liceali o anche nel farsi mettere docilmente nel sacco da ragazzine acerbe e impertinenti. C’era di che preoccuparsi. E intristirsi. Ancora un po’ e ce lo saremmo trovato in qualche casa del Grande Fratello a tentare di sedurre la burina di turno, o – peggio – da Gigi Marzullo a piagnucolare inconsolabile per la decadenza del teatro italiano. Quindi, ho recuperato alcune delle sue irrinunciabili caratteristiche e ho raccontato una storia diversa. Uno dei punti di forza del 18° vampiro è senza dubbio l'ambientazione. Hai mai avuto dubbi sul fatto che l'idea dei vampiri a Modena potesse non funzionare? Non mi sono mai posto il problema. Ho descritto ciò che vedevo e conoscevo. Il problema era raccontare una storia accattivante, per gli appassionati del genere e non. Se la storia è valida la puoi ambientare dove vuoi, a Modena, come in Transilvania, come a Zanzibar. Quindi il dubbio non era dove ambientarla, ma se la storia sarebbe stata valida e piacevole. Nel libro citi molti riferimenti alla cultura vampiresca attuale, da Buffy ad Underworld e Blade. Cosa pensi delle varie sfaccettature che i nostri tempi hanno dato alla figura del vampiro? Le trovo inevitabili. La figura del vampiro ci tiene compagnia da secoli – passando da autentico e tragico spauracchio più o meno legato ad eventi ...

Le segnalazioni di Liblog – dal 29/11 al 06/12

Scritto da: il 29.11.08 — Comments Off
Nevica un po' ovunque ormai, tranne che in Sicilia naturalmente. Ma la neve questa settimana porta con sé tutto il calore che solo le pagine di un buon libro sanno darci. E anche gli eventi in giro per l'Italia che ci permettono di condividere questa passione con gli altri. Prima di vedere quali sono esattamente gli appuntamenti che ci aspettano vi ricordo che da giovedì prossimo, giorno 5 dicembre, avrà inizio la settima edizione di Più libri più liberi, di cui avevo dato anticipazione qualche giorno fa. Una parte della redazione di Liblog, composta da me e da Caym, sarà presente il sabato e la domenica: abbiamo in cantiere video-interviste con alcuni autori e post in diretta dalla fiera. Ci vediamo fra gli stand! dal 27 al 30 novembre - Macomer (NU) Si chiude domani la Mostra del libro, importante evento culturale nel panorama dell'editoria sarda, quindi avete ancora il tempo di andare a dare un'occhiata. Il programma di oggi prevede un'interessante mostra multimediale dal titolo Abitare la musica, una dal titolo ScienzAfumetti e un'altra dedicata a Nathan Never. Qui trovate maggiori informazioni. sabato 29 novembre - Terni La casa editrice XII Online sarà presente oggi alla rassegna Percorsi sonori, dedicata alla musica e all'alta fedeltà audio. Durante la giornata potrete assistere a varii eventi: il concerto di Eugenio Finardi, la premiazione del Primo concorso letterario nazionale Horror Show e anche una sorpresa che vedrà coinvolta proprio la XII Online. dal 29 novembre al 7 dicembre - Guadalajara (Messico) L'Italia è il paese ospite della Fiera internazionale del libro di Guadalajara quest'anno alla sua ventiduesima edizione. Il nostro paese avrà come fulcro un vasto padiglione espositivo di 1500 mq  caratterizzato da una grande libreria centrale con circa 3000 titoli di autori italiani. "Il Padiglione Italia, sarà uno spazio di promozione dell’immagine del Paese in tutte le sue espressioni: una ...

Le segnalazioni di Liblog – dall’ 8/11 al 15/11

Scritto da: il 08.11.08 — Comments Off
Nonostante ottobre sia finito e con esso anche tutte le manifestazioni di questo mese dedicato ai libri, anche novembre non è da meno. Moltissimi sono gli eventi e gli incontri con gli autori che ho trovato sparsi per l'Italia. Eccoli: Eventi librari domenica 9 novembre - Milano Interessante iniziativa alla libreria Rizzoli presso la Galleria Vittorio Emanuele: si terrà domani alle ore 15.30 un reading in memoria dell'autore svedese Stieg Larsson, morto esattamente due anni fa. In suo ricordo verranno letti brani tratti dai successi Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco. Ricordo che il terzo libro che completa la trilogia uscirà il prossimo 14 gennaio, come sempre per la Marsilio. domenica 9 novembre - Fontanellato (PR) Golosissimo appuntamento domani in Emilia: Librogustando, una giornata intera per chi ama il cibo e la letteratura. Nel programma un insieme di incontri dedicati appunto alla cucina e alla buona lettura, a cui nessun buongustaio potrebbe resistere! martedì 11 novembre - Roma È prevista per martedì prossimo l'anteprima di quella che sarà a dicembre la settima edizione della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi. La conferenza stampa si svolgerà alle ore 11.00 presso il Tempio di Adriano, in piazza della Pietra. dal 13 al 16 novembre - Cuneo Decima edizione per l'evento Scrittorincittà, che dal 1999 ha come scopo di ridurre la distanza tra autori e pubblico. Il tema di quest'anno è l'infinito come luogo, desiderio, paura, istinto, ambizione, ma anche,  paradossalmente, limite. Nel sito ufficiale potrete trovare maggiori informazioni sui temi che verranno trattati e soprattutto potrete scaricare il programma, molto denso di interessanti incontri a mio parere: Vinicio Capossela, Arnoldo Foà, Dacia Maraini, Cristina Donà, Andrea De Carlo, Stefano Benni a cui è stata affidata la serata di chiusura, e molti altri ancora. dal 21 ottobre al 18 novembre - Napoli Si stanno ...

Essere autore oggi

Scritto da: il 19.08.08 — 7 Commenti
Si scrive, si riscrive, si pensa. E si dice: ho scritto un libro. Come se avere trasposto le proprie fantasie trasformasse in scrittori professionisti. Si fa leggere agli amici, si accettano per buone le loro critiche, si invia agli editori. Ma gli amici raramente sono critici professionisti, o agenti letterari. Quindi si invia ogni sorta di sciocchezze. Vero è che la grande editoria ci riempie di cattivi maestri: gente semianalfabeta che va un paio di volte in televisione e sforna un "libro", magari scritto da altri. Gente che viene pubblicata per il suo cognome famoso. Gente che viene pubblicata sfruttando traini pubblicitari riferiti ad "altro". Gente, non scrittori. Che vuol dire questo: vuol dire che a fronte di un testo buono e un paio decenti, ne arrivano altri 97 fra il mediocre, il banale, il pessimo. Statistica che considera solo la redazione di cui faccio parte, probabilmente statistica troppo rosea per i medi e grandi editori, letteralmente sommersi di materiale. Ed ecco una breve e divertente classifica (divertente per me, non necessariamente per gli autori che dovessero riconoscersi) dei tipi più comuni: Sono un genio incompreso. Tutti mi hanno rifiutato, ma il mio scritto è dannatamente bello. Me l'ha detto mia zia. Chi è tua zia, la signora Sellerio? So scrivere bene in italiano; certo, ho riformato la grammatica a mio piacere, ma son bravo. Ha proposito, o notato diversi erori nel vostro sito. Grazie, meno male che ci sei tu... Certo della pubblicazione da parte vostra, attendo fiducioso il contratto. Se non me lo mandate siete degli incompetenti. Il bastone e la carota? Ho scritto un romanzo fantasy innovativo, anche se voi pubblicate tutt'altro vi piacerà. Ma perché dovremmo leggerlo? Sono XYZ, dottore in XYZ, e vi esibisco il mio scritto al fine di ottenerne riscontro. Qualora doveste addivenire a positivo giudizio contattatemi. Ohmmioddio, Beccaria è ancora vivo! Questi ...

Intervista ad Annalisa Ferruzzi – Ineffabili teste d’uovo

Scritto da: il 16.07.08 — 1 Commento
Oggi abbiamo il piacere di una chiacchierata informale con Annalisa Ferruzzi, autrice del romanzo Ineffabili teste d'uovo, presentato da poco. La sua scrittura è stata paragonata a quella di molti autori moderni, benché io la trovi originale; ritiene di avere qualche buon maestro cui ispirarsi? Per quanto riguarda la prima domanda.. è difficile.. sono una lettrice onnivora con marcate preferenze alla Orwell, Huxley, innamorata dei russi, in primis Gogol e Bulgakov, insomma, mi piace il loro modo di fare vedere attraverso lo straniamento ciò che succede in una società avariata. E Kafka? Il Maestro. Gli ho reso un omaggio nelle Ineffabili con la sigla dell'URTEIL che in tedesco significa La condanna, titolo di un bellissimo racconto suo. Ma in mezzo a cotanti nomi non posso dire di aver imitato qualcuno. Scrivere è sempre stato dentro di me, è il MIO modo di leggere la vita (banale, eh?). Tanto è vero, che quando inizio un nuovo libro, smetto di leggere cose serie e se proprio non posso farne a meno, leggo cagate. Nel romanzo sembra che ogni personaggio sia doppio, in parte emerso ed in parte nascosto, specie per la figura protagonista: che tipo di valore ha il doppio per lei? Parliamo del doppio. non ci pensavo quando ho scritto le Ineffabili. quello che per altri è il doppio, per me è la normalità. Alla Pirandello? Adoro anche lui, infatti ho scritto anche due commedie feroci. Credo che tutti abbiano un sacco di "altri" in nuce, bisognerebbe andarseli a vedere da vicino almeno una volta all'anno come prescrizione medica. Così la smetteremmo di appioppare giudizi e pregiudizi a vanvera. Il "giullare", o agnello sacrificale, appartiene a quella genìa di figure pittoriche, come il matto o l'ubriaco, che hanno visione diretta della realtà? Il fool è colui che è diverso, vive ed agisce nel mondo della realtà ma ha una specie ...

Il mio editore, Echenoz

Scritto da: il 06.07.08 — Comments Off
Quale strano rapporto può instaurarsi tra un autore e il proprio Editore? Ce lo racconta in questo brevissimo volumetto (50 pp) Jean Echenoz; dal suo romanzo d'esordio fino alla morte del "suo" editore Jerome Lindon patron delle Editions de Minuit, dalla prima emozione di vedersi accettato il proprio scritto da un "grande" editore, al piacere di frequentarlo (per volere di lui), ai distacchi anche molto lunghi, tutto un rapporto fatto di stima mista a fiuto o improvvisi quanto inspiegabili irrigidimenti. Racconto interessante per cercare di far luce sul carattere di uno dei più abili editori francesi dello scorso secolo. Compare - sia pure per un istante - uno degli Autori scoperti e promossi da Lindon: niente po' po' di meno che Samuel Beckett, molti anni prima che questi vincesse (e non ritirasse) il Nobel nel '69. Questo libretto di Echenoz mostra cosa può succedere e - in genere - succede grazie alla cultura, all'intuito di un Editore sensibile ma anche consapevole di cosa voglia dire lanciare un nuovo scrittore. Chissà! un rapporto simile l'avranno avuto i nostri Autori con Arnoldo Mondadori, Bompiani, Rusconi, Vallecchi, Mursia e ci perdonino i non nominati.

Monumento all’editor ignoto – I mestieri del libro, Ponte di Pino

Scritto da: il 12.06.08 — 4 Commenti
Ah, l'Italia, cosparsa di autori scalpitanti pronti a scrivere il capolavoro della letteratura! Di quelli che conosco, quasi tutti scrivono, con più o meno speranze, meno leggono. Di quelli che leggo come editore, parecchi sono convinti di aver scritto non un romanzo, un racconto, una poesia, bensì un libro. Questo mi fa pensare quanto poco chiaro sia il concetto di libro in sé, come oggetto fisico e culturale. Oliviero Ponte di Pino, dal suo punto d'osservazione, se vogliamo "privilegiato", ci regala I mestieri del libro, rispondendo a quanti si chiedono che bisogno ci sia di un editore nella modernità. Da tempo aspettavo un saggio che spiegasse l'editoria "dal lato dell'editore" e di tutti quei professionisti che, a vario titolo, compongono la filiera del libro, dall'idea alla concretizzazione. Perché ciò che si vede è l'autore, e a lui va la fama, se ce n'è; eppure al suo successo concorrono moltissime persone, che hanno scelto, curato e più di tutto creduto nel suo progetto, e di cui l'autore stesso è pronto a lamentarsi all'occorrenza. Spesso al rifiuto di uno scritto l'autore, forse ferito, risponde che anche Proust fu rifiutato e per lungo tempo, senza ritenere improprio il paragone. In questo saggio spero che trovino una spiegazione attenta ed esaustiva del perché abbiano subito questa terribile "onta". Accade anche che materiale pubblicabile diventi impubblicabile per la strenua resistenza dell'autore ad ogni cambiamento, anche del titolo. Per questo tipo di autori le pagine 127 e 128 saranno davvero istruttive. Nonostante la puntualità delle informazioni elargite la scrittura è chiarissima, e non mancano momenti di ironia ed autoironia. Ho apprezzato davvero tanto questo libro, come editore, perché mostra senza falsi miti il mio lavoro, in opposizione a quanti, in genere detrattori, ne parlano e scrivono senza cognizione di causa. Mi sento realmente di consigliarlo, se non a tutti, a tutti coloro che intendono fare dello scrivere la loro professione. Perché la creazione sarà arte, ma la pubblicazione, signori, è un mestiere.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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