Tutti gli articoli su autori televisivi

Più di là che di qua, Amurri

Scritto da: il 16.07.09 — 2 Commenti
Torno a parlare di Antonio Amurri, storico autore della tv italiana nonché scrittore ed umorista, con questo prezioso romanzo del 1987, naturalmente introvabile al giorno d’oggi, ma che sarebbe adattissimo ad una lettura estiva col sorriso sulle labbra. A fianco alla sua produzione dedicata all’analisi al vetriolo della famiglia italiana con i vari Piccolissimo, Piccolissimo vent’anni dopo, e tutta la serie dei Come ammazzare… Amurri scrisse anche alcuni romanzi, di cui questo fu l’ultimo, e il più peculiare. Più di là che di qua infatti è una commedia impregnata di humour nero i cui protagonisti principali sono infatti dei fantasmi. Fantasmi che assistono, invero molto mondanamente, alla vicende dei loro congiunti viventi: Milena è la ricchissima moglie defunta di Francesco, il quale, oltre ad essersi ritrovato erede di un immenso patrimonio si è risposato con Elvira, che a sua volta però cade ben presto in coma, vittima di una misteriosa malattia tropicale e che si ritroverà ben presto a tu per tu con la rivale deceduta. Se aggiungiamo che Milena trascorre la sua esistenza ultraterrena in compagnia nientemeno che di Oscar Wilde (che assume il ruolo di una sorta di disincantato Virgilio) e di altre figure di contorno di trapassati celebri che si danno ritrovo in party ectoplasmici alle spalle dei viventi, ci sono tutti gli ingredienti per una messinscena surreale e divertente dove il senso dell’umorismo molto britannico di Antonio Amurri si ritrova a proprio agio, raccontando la vicenda con i suoi toni garbati e i suoi dialoghi sempre brillanti, quasi da sit-com ante-litteram. L’ambientazione è quella di una villa dell’alta borghesia in una non meglio precisata località della Riviera del Brenta, alle porte di Venezia, ed è il pretesto per farvi fare scalo a defunti celebri in villeggiatura, da Hemingway a Peggy Guggenheim, con alcune trovate gustose come i fantasmi inglesi che non ...

Piffettopoli, Diliberto

Scritto da: il 06.01.09 — 2 Commenti
Nel trambusto delle feste la lettura non è sempre stata facile. Per questo, accantonati i saggi e i romanzi impegnativi, Piffettopoli ha trovato finalmente il suo momento. Scritto dall'autore e Iena (nel programma tv) Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, è un album privato di ricordi dal tono leggero. Pif è forse la Iena più programmaticamente antipatica sin dall'inizio; le interviste interrotte, il personaggio del super-padano, ma anche il solo tono che utilizza per i servizi, sono studiati per essere quanto più irritanti possibili. In questa raccolta di sue esperienze questo tratto è assente, mentre si scopre piacevolmente un lato in genere ben nascosto, l'onestà intellettuale. Traspare infatti la coscienza di essere fortunato e privilegiato, di avere sì delle doti, ma anche una buona dose di benefici immeritati per il solo status di quasi-VIP. Somiglia un po' ad un'auto-intervista, di cui è autore e oggetto insieme; le domande sono quelle canoniche, dal "come hai iniziato" ai retroscena dei programmi cui ha partecipato fino alle ripercussioni della carriera televisiva sulla vita quotidiana. Pregevole il ricordo di Zeffirelli, nonostante sia in alcuni punti troppo aneddotico. Il modo di raccontare è scherzoso ma non comico, con lo stesso umorismo, a tratti un po' scurrile, caratteristico di Pif in video. Naturalmente se lo detestate non è una lettura per voi, ma per chi, come me, lo trova divertente è un modo per trascorrere del tempo in modo piacevole e disimpegnato. Punto negativo è che, benché abbia una copertina curata come quelle delle maggiori case editrici sia per stampa sia per materiali, l'interno non presenta una grandissima attenzione ai dettagli editoriali. Vedove, orfani, mancanza di una seria correzione di bozze infastidiscono un po' gli appassionati del mio stampo, ovvero i pignoli. In sostanza uno di quei libri ottimi per allentare il ritmo e sorridere un po', senza eccessivi pensieri.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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