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Sui libri e non solo: 84 Charing Cross Road, Hanff

Scritto da: il 05.02.10 — 5 Commenti
Credo che l'epistola – dopo la poesia epica o altre forme di racconto cantate (si pensi alla ballata) – sia una delle prime più semplici forme narrative. Ci sono fatti raccontati, sequenzialità temporali peraltro non obbligate: si possono creare dei flash back o delle contemporaneità come in una struttura a montaggio alternato, il risultato narrativo rimane sempre godibile: anzi, in certi casi, più coinvolgente, poiché la lettera è sempre un oggetto personale quand'anche la comunicazione sia quella distaccata del commercio o dell'amministrazione. Vanno dette subito due cose: questo carteggio tra la scrittrice e sceneggiatrice americana Helene Hanff (1916-1997) e la libreria antiquaria  londinese Marks & Co sita all'84 di Charing Cross Rd è un fatto realmente accaduto: dai primi di ottobre 1949 all'ottobre del 1969; seconda cosa: la summenzionata libreria antiquaria dal 1970 non esiste più: ha dovuto chiudere definitivamente i battenti per la ristrutturazione dell'edificio dove aveva i propri locali. Per cui, chi, bibliofilo, volesse fare un tour a tema, non la troverebbe. Si potrebbe inoltre aggiungere che, specialmente a quei tempi quando non esisteva l'email, il conoscersi tramite corrispondenza  era una pratica anglosassone assai diffusa: tutti, ad esempio, ricorderanno il "pen pal" "l'amico di penna" sovente nominato nei Peanuts. Da semplici richieste d'invio di libri - possibilmente a poco prezzo (diverrà, successivamente, un prezzo "ragionevole"), di lettera in lettera, nascerà un'amicizia tra la Hanff e i dipendenti della libreria, in particolar modo Frank Doel, ma non solo. Un viaggio a Londra da parte di lei è sempre desiderato e, nella capitale, auspicato. Purtroppo le vicissitudini contingenti lo rendono, di volta in volta, impossibile e l'intera vicenda sembra  avere termine non soltanto per la chiusura fisica del negozio ma, anche, per l'inaspettata morte del diretto corrispondente: Mr Doel, appunto. Leggendo queste missive non si fa soltanto un erudito viaggio nella Letteratura Inglese ma si ha, al ...

Christine, King

Scritto da: il 03.11.09 — 1 Commento
La versione italiana di questo libro, edita da Sperling Paperback, presenta un’aggiunta all’originale: sui nostri scaffali è apparso, infatti, il titolo Christine – La macchina infernale, forse nel tentativo di rendere un riferimento horror immediato al pubblico di Stephen King. Vi chiederete perché io non abbia seguito l’idea della pubblicazione nostrana ed il motivo è che trovo questa precisazione del tutto inutile. Christine, la vera protagonista della storia, è di fatto un’automobile; per essere precisi è una Plymouth Fury del 1958 che, esattamente vent’anni dopo la sua creazione, finisce nelle mani di Arnie Cunningham. Arnie ha diciassette anni ed un solo buon amico, Dennis Guilder, che nella prima e nell’ultima parte del racconto svolge anche la funzione di narratore. Che cosa vede Dennis di tanto preoccupante da sentire il bisogno di raccontare una storia? E come può una macchina usata essere il fulcro di una vicenda che i traduttori italiani hanno pensato bene di accostare al termine “infernale”? Ebbene Dennis comincia dicendo che parlerà di una storia d’amore. C’è il colpo di fulmine, quando Arnie mette per la prima volta gli occhi su Christine e comincia a desiderarla con un impeto sconosciuto; quando riesce ad ottenerla e la famiglia si oppone, combatte per lei ed arriva a cambiare il suo carattere mite e accondiscendente. Anche Christine cambia: da vecchio rottame si trasforma, grazie alle attenzioni del ragazzo, in uno sfolgorante gioiellino. Fin qui tutto sarebbe idilliaco se i cambiamenti di cui ho parlato non fossero così radicali da far apparire Arnie come se fosse posseduto da un’entità aliena e vendicativa. Quando poi nella vita del giovanotto entra la bella Leigh, Christine diventa gelosa. Mortalmente gelosa. Dennis capisce che qualcosa non va, ma un brutto incidente sportivo gli impedisce di intervenire. La seconda parte del libro ci viene raccontata da un narratore onnisciente che, con ...

La straordinaria normalità – La morte di Marx, Vassalli

Scritto da: il 08.10.08 — Comments Off
L'equazione normalità = banalità ha attraversato ed attraversa la mente di molti lettori e scrittori. C'è voluto La morte di Marx di Vassalli per ricordarmi che la normalità è in sé straordinaria, benché a volte si manifesti in modo banale. Le tre parti della raccolta, Ciao Kafka, La morte di Marx e Dopotutto, è amore, affrontano tre grandi temi secondo la prospettiva della normalità. Dalla famiglia che va in vacanza alla guardia giurata, l'autore in Ciao Kafka presenta un campionario delle piccole e grandi schizofrenie delle persone comuni, a partire dall'oggetto che, nel bene o nel male, le ha cambiate. Illuminante, in questo senso, l'introduzione, che attraversa la storia di quel determinato oggetto, e la sua influenza in ogni epoca sugli sviluppi degli eventi. Avete capito di che invenzione si parla? Sì, è lei, l'automobile, il nostro guscio. Che si tratti di Golf turbodiesel o di un autoarticolato, protagonista dei vari racconti è in qualche modo l'auto, pur se relegata spesso al ruolo di comparsa, silenziosa ma presente; presenza comunque declinata in tutte le forme possibili, da strumento a oggetto del desiderio. Poi si passa alla sezione da cui prende il nome l'intero libro, La morte di Marx, di cui non saprei dire il filo conduttore effettivo quale sia, benché tutti i racconti abbiano in comune una polifonia di voci narranti, che a volte si intrecciano ed altre si contrappuntano. Infine giunge Dopotutto, è amore in cui sette personaggi tracciano la storia del loro amore in una confessione esplicita, come ad un diario. Tutti iniziano con la stessa frase e tutti raccontano e si raccontano, giovani, vecchi, liberi o meno. Tutti, a loro modo, normali. Lo stile è moderno e semplice, diverso dalla sua scrittura di storico; moderno e semplice, quindi adatto alla realtà che descrive, affronta i suoi temi tenendosi lontano dai falsi stupori o  ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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