Tutti gli articoli su Auschwitz

Il bambino con il pigiama a righe, Boyne

Scritto da: il 24.03.09 — 2 Commenti
Chi si è commosso con il capolavoro di Benigni La vita è bella, troverà senz’altro interessante anche questa favola triste dell’irlandese John Boyne: Il bambino con il pigiama a righe, che ho acquistato in una splendida edizione della BUR (dico splendida perché sia la copertina che la grafica interna mi sono apparse sopra la media). Se anche l’aspetto del libro non fosse stato dei migliori, però, sono certa che sarei rimasta affascinata – come in effetti è accaduto – dalla storia di Bruno, il figlio di nove anni di un gerarca nazista inviato dal Fuhrer in persona a dirigere il campo di sterminio di Auschwitz. Il bambino si trova di punto in bianco in un luogo sconosciuto e totalmente diverso dalla realtà che gli è sempre stata comoda e familiare, così, per fuggire alla solitudine, cerca di esplorare per quanto possibile i dintorni della villa in cui la sua famiglia è stata trasferita e, in particolare, le vicinanze di quel reticolato oltre il quale, dalla finestra, si possono vedere molte persone tutte vestite con pigiami a righe. Dall’altra parte del recinto c’è Shmuel, un coetaneo di Bruno, con il quale il piccolo protagonista intreccia un’amicizia che non conosce razze e religioni e che si fa più profonda giorno dopo giorno. Purtroppo la situazione è destinata a precipitare: siamo ad Auschwitz dove la felicità non esiste e non può esserci lieto fine. Il merito di John Boyne sta nell’aver raccontato uno degli orrori più grandi del secolo scorso con un tono delicato e, proprio per questo, ancora più struggente: l’utilizzo del punto di vista del bambino, in tutta la sua ingenuità, permette al lettore di intuire la tragedia senza mai esservi posto faccia a faccia e ciò conferisce al racconto un’aura di dolcezza che porta alla commozione evitando sia il luogo comune che il ...

Le segnalazioni di Liblog dal 24/01 al 31/01

Scritto da: il 24.01.09 — Comments Off
Gennaio volge al termine senza nessun particolare momento culturale-letterario da segnalare. In quest'ultima settimana però due giorni hanno particolare rilievo, lunedì 26 e martedì 27, Giornate della Memoria, in ricordo dell'Olocausto. lunedì 26 gennaio - Torino Il Circolo dei lettori dedica l'intera giornata tra letture, scritture, convegni e rappresentazioni al dramma della Shoah, intitolandola Quel che resta di Auschwitz Pensieri e linguaggi contro l’oblio. Maggiori informazioni sul sito del Circolo, o potete scaricare la brochure in pdf. martedì 27 gennaio - Alessandria Oggi si ricorda la liberazione dei prigionieri di Auschwitz e la Shoah; tra le varie manifestazioni in giro per l'Italia  l’Archivio di Stato propone una mostra di documenti riguardanti gli Ebrei alessandrini. Il titolo è ispirato a Nabokov per chiedere che la memoria documentale faccia rivivere per noi le vicende storiche. "In mostra documenti che raccontano dell’antico ghetto alessandrino, del Tempio, delle vicende di una Comunità che non esiste più ma ha lasciato, nel patrimonio custodito dall’Archivio di Stato, molte tracce, una memoria di sé che ancora può parlare a tutti ( come scrisse Primo Levi conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ancora ritornare)." venerdì 30 gennaio - Piacenza All'auditorium S.Margherita, dalle 9,45 alle 16,30, si terrà il convegno Prevenire per conservare. La salvaguardia del patrimonio archivistico e librario, promosso dal CPBC in collaborazione con altri enti. Il seminario, molto tecnico, ha l'obiettivo di "illustrare e dibattere le problematiche relative alla corretta conservazione dei beni documentari nelle biblioteche e negli archivi, dal punto di vista dei tecnici e degli operatori: entomologi, chimici, restauratori, archivisti, bibliotecari e architetti". Sul sito è presente una scheda tecnica, con tutte le informazioni e i contatti. fino a lunedì 2 febbraio - Cairo Continua la 41° Fiera Internazionale del Libro Del Cairo, che non dovrebbe essersi spostata dal quartiere Eliopolis. La giornata dedicata all'Italia è già passata, ma ...

Se questo è un uomo, Levi

Scritto da: il 14.11.08 — 14 Commenti
Tradizionalmente i miei post sono soliti avere un titolo divertente, ironico o quantomeno introduttivo al testo di cui mi accingo a parlare. L’obiettivo del titolo è ovviamente catturare l’attenzione del lettore, soprattuto se di lettore occasionale si tratta, e convincerlo a trascorrere cinque minuti del suo tempo in compagnia delle mie riflessioni. Il libro della settimana però non avrà il suo bel titoletto introduttivo, perché il libro della settimana è Se questo è un uomo e, in tutta franchezza, non credo sia possibile ironizzare al riguardo né ritengo siano necessarie delle parole introduttive. La Shoah è stata la più grande tragedia che l’uomo abbia mai vissuto, una tragedia di cui è responsabile la follia di altri uomini. Uso il termine follia per cercare di descrivere qualcosa di indefinibile, ma che non è di certo follia e sarebbe riduttivo considerarla tale. Se questo è un uomo non è un romanzo, è una lucida testimonianza e un documento «per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano». Pacato è l’aggettivo che più si addice all’opera di Levi. Levi non usa le parole per far vibrare le corde del sentimento, bensì quelle della ragione. Dal racconto di Levi è possibile comprendere appieno la funzione dei Lager: non semplici campi di sterminio, ma veri e propri meccanismi atti alla demolizione di ogni forma di umanità presente nei suoi prigionieri. Ogni aspetto nell’organizzazione di Auschwitz e degli altri campi era stato studiato con gelido raziocinio per riuscire a demolire i meccanismi di resistenza insiti in ogni uomo, per far sì che le persone cessassero di essere tali. Primo Levi ricostruisce la vita nei Lager con precisione e attenzione per i particolari, spiegandone il funzionamento e le leggi interne, scritte o sottintese che fossero. Due degli aspetti che maggiormente colpiscono chi legge sono la descrizione ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple