Tutti gli articoli su assurdo

La principessa indesiderata, de Camp

Scritto da: il 12.11.10 — Comments Off
Tra gli autori del fantasy classico più famosi un posto particolare spetta a L. Sprague de Camp. In primo luogo per la sua fantasia nel creare universi tanto fantasiosi da sfiorare l’assurdo, in secondo per la sua acuta vena ironica e umoristica. Un buon esempio della sua produzione è il libro di cui vi parlo oggi: La principessa indesiderata. Il protagonista del romanzo Rolling Hobart, ingegnere di una società americana, è trascinato nel mondo dove “tutte le cose sono o non sono qualcosa” per salvare la bellissima principessa. Riesce nell’impresa ma, contravvenendo alla tradizione favolistica, si rifiuta di sposarla! Cominciano allora i suoi esilaranti tentativi per fuggire che, manco a dirlo, peggiorano soltanto la situazione invischiandolo sempre più in intrighi e guerre, regolate da leggi addir poco bizzarre. Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo dominato dalla pura logica Aristotelica? De Camp l’ha fatto e il risultato è spassoso: le montagne sarebbero perfettamente coniche, esisterebbero solo i colori primi, niente crepuscolo (perché o è giorno o è notte), le persone avrebbero personalità assolute… insomma niente sfumature. Da questo spunto arguto ed originale l’autore trae dialoghi a limite dell’assurdo e situazioni surreali, fino a portare alle estreme conseguenze la logica Aristotelica nel sorprendente finale. Il tutto raccontato con stile gradevole, essenziale e pieno di sottile umorismo. Nel complesso questa piccola perla del fantastico è una lettura adatta a tutte le età. Si presta a essere letta tutta d’un fiato in due o tre giornate piovose. Buona lettura.

Milingo contro tutti, Anniballi

Scritto da: il 14.09.09 — 1 Commento
Con un titolo così, e una copertina "evidente", non potevo non farmi attirare da questo romanzo fuori dagli schemi, Milingo contro tutti. È stato un modo per conoscere una nuova casa editrice e cambiare orizzonte di lettura, ma soprattutto è stata una sorpresa: è uno dei migliori incipit che abbia letto quest'anno, frizzante, intrigante, ben scritto. Filippo Anniballi scrive da molto, ma è al suo primo romanzo (edito da Ad est dell'equatore) e si cimenta con la vita disordinata e improbabile di Filippo Sanzini in una Roma più onirica che reale, un misto tra l'allucinazione da droghe e un'immaginazione un po' paranoica. La narrazione è fatta di flussi continui raccolti in macrocapitoli, ognuno con una funzione precisa e con titoli che fanno già capire il tono generale: "Heidi tra incesto ed eroinomania" è il primo, quello che introduce il protagonista e la sua sregolata attività mentale, iniziando a descrivere una routine quotidiana con comparse che si fatica a collocare tra immaginario e reale. Il personaggio principale è a tutti gli effetti un narratore inaffidabile, uno da cui non si sa mai se si ottiene la verità o un parto di una mente contorta e obnubilata da sostanze psicotrope di ogni tipo; di più, un cinico, uno che ironizza – talvolta un po' acido – su tutto e su tutti. Subito dopo la presentazione del nostro uomo inizia il romanzo vero e proprio, con un incarico da thriller classico: ritrovare la ragazza smarrita all'estero e ricondurla sana e salva dai suoi genitori in attesa. Ma nulla in questa storia è normale o tipico, a partire dalla ragazza che, invece di essere la solita bellezza perfetta è, a sentire Filippo, "un cesso". La ricerca di Priscilla Maruscini è il motore di una nuova azione, spostata stavolta a Londra, e di nuove follie. Quasi dimenticavo il Milingo del ...

Surripedia

Scritto da: il 14.06.09 — 2 Commenti
Giorni fa, su friendfeed, qualcuno (Vix) ha fatto un commento in cui citava surripedia. E siccome il contesto era interessante e la segnalazione degna di fiducia, sono andata a dare uno sguardo. Ben me ne incolse: surripedia è «circolo in perenne completamento delle umane invenzioni, e quindi opera che contiene tutte le variazioni, invenzioni, giochi linguistici et similia prodotti da un circolo completo d’inventori lessicali e paroliberi». Insomma, un posto in cui parole e senso girano "diversamente accompagnati" fra loro, una sorta di dizionario dell'assurdoo del surreale. Per capirci vi trascrivo qualche esempio: Porchetta Porchetta sost.s.f. posata per salumi. Grotteschi Grotteschi agg.pl.m. crani di cavernicoli. Ecco, se vi dilettate coi giochi di parole, con i giochi di senso, surripedia è il posto giusto per voi. Buon divertimento!

Dizionario sentimentale per anaffettivi, Colla

Scritto da: il 18.05.09 — 1 Commento
Mentre siamo ancora alla fiera del libro ho ben pensato, invece di leggere il libro che avevo portato come compagno di viaggio e di attesa, di scroccare a Memy il suo nuovo, coloratissimo acquisto, il Dizionario sentimentale per anaffettivi di Laura Colla. E dato che è un libretto piccino piccino, appena un paio di sedicesimi, ho fatto presto a leggerlo. Sono racconti, brevi e brevissimi, che evocano in alcuni casi, anche se in modo lontano, le speculazioni intellettuali e le atmosfere dei racconti di Borges, coi loro nuclei narrativi appena abbozzati e il gusto per l'onirico, l'assurdo, il rovesciamento della realtà. I protagonisti sono i più spiazzanti e diversi tra loro, possibili, immaginari, ma sempre impossibili; eppure riescono a rendersi plausibili, a fare da pretesto per raccontare forme di distacco emotivo e fisico, dissociazioni, come preannuncia il titolo. È trasversale questa lettura sentimentale, appartiene infatti a bambini, adulti, animali, creature di ogni tipo. Nella mia personale classifica i migliori racconti sono quelli che riguardano gli umani, da Monoliti, che in pochi tratti descrive l'amaro risveglio di una moglie, a Mostrursi, iperbole di un problema piuttosto diffuso e riflessione su nome e identità. Degli altri invece qualcuno somiglia un po' più a un esercizio di stile, con rivelazione finale, che pur se svolto bene risulta prevedibile; molto bello tra questi ultimi @, un racconto totalmente surreale. La lingua usata da Laura Colla è quotidiana ma ricca di spunti frizzanti, capace di evocare senza dover descrivere, lo stile brioso scevro dai tanto diffusi eccessi di modernizzazione e trovate ad effetto. L'edizione è molto curata sia esteticamente sia in termini di editing, correzione e impaginazione, e i miei complimenti vanno all'editore, Coniglio, che non conoscevo e che, da ora in poi, terrò sempre d'occhio. Un libro davvero piacevole, ricco di spunti che spero vengano approfonditi dalla giovane e ...

Conversazione con un branzino, Neri

Scritto da: il 12.11.08 — Comments Off
Ho ripescato un libro non troppo vecchio dalla libreria, uno di quelli col prezzo in lire, che non avevo ancora letto, comprato per la curiosità della copertina e del titolo, Conversazione con un branzino. Per tutta la prima parte assistiamo ad una successione di scene che sembrano tratte dal teatro dell'assurdo: equivoci sulla casa, disturbi psicosomatici, deliri; il protagonista è estraniato sia rispetto al lettore sia rispetto al suo mondo, che percepisce come ostile. Sono eventi, azioni e riflessioni come su un immaginario palco su cui il personaggio, solo, proietta i suoi pensieri tanto da renderli reali e tangibili; solitudine che sembra una condizione autoimposta, o forse autoinflitta. Quello che lungo le pagine si delinea è il ritratto di una personalità paranoide, disadattata, ipocondriaca, un uomo la cui mente alterna una buona comprensione della realtà che lo circonda a uno sfasamento, una distorsione degli stessi elementi che poco prima aveva saputo cogliere. In questo procedere nella malattia troverà anche una compagna di ventura, una donna con i suoi disturbi, un'anima affine a cui non potrà mai essere effettivamente vicino; ognuno dei due, infatti, ha da colmare il proprio abisso per riuscire a toccare l'altro. Così si arriva ad una conclusione che non è una conclusione, come se tutto il libro fosse solo un pretesto per affrescare il delirio, i percorsi tortuosi della mente. La scrittura è fatta di termini comprensibili, ma lo stile rende comunque ardua la lettura: cambi repentini di scena, mancanza di connessioni tra i nuclei narrativi, assenza di rapporti di causalità provocano spesso una sensazione di disorientamento. Una lettura difficoltosa, adatta a chi abbia particolarmente a cuore il tema.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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