Tutti gli articoli su assurdità

La posta dell’editore III

Scritto da: il 21.10.09 — 22 Commenti
Non c'è due senza tre: Mi chiamo XXX e ho finito da poco di scrivere un racconto che vorrei dare alle stampe, in questa fase sto cercando un editore che vorrei potere considerare come un partner allo scopo di pubblicare e diffondere il mio lavoro in maniera opportuna. Ho visto sul sito internet il vostro progetto editoriale che trovo molto interessante, vi contatto perché prima di mandarvi il mio scritto da valutare vorrei avere evidenza di un vostro potenziale interesse, come si sa alcune case editrici cestinano direttamente i manoscritti non richiesti. Il titolo del libro e' "XXX" e si tratta di un thriller e sfondo esoterico [...], l'idea è quella di cavalcare in maniera assolutamente originale un filone che commercialmente sta avendo molto successo che è quello dei libri di Dan Brown. Nel mio caso, ho deciso di limitare la lunghezza del libro in maniera da rendere più facile e poco onerosa la pubblicazione, avendo come riferimento i romanzi brevi di Arthur Schnitzler, opere condensate in circa 100 pagine che trasmettono immagini potentissime. Il racconto ha un estensione tra le 35000 e le 40000 parole e ritengo quindi che qualunque casa editrice potrebbe ritenere interessante la sua pubblicazione. Vorrei quindi sapere se potenzialmente potreste essere interessati, e in caso affermativo vorrei porvi le seguenti domande: 1) Potreste occuparvi della tutela della mia proprietà intellettuale senza che debba farlo io in prima persona? 2) Come eventualmente intendereste diffondere il libro? Avete un network esteso? 3) Che tipo di contratto potreste proporre,qualora foste interessati? 4) Dato che l'opera è stata da me pensata soprattutto per il mercato inglese/americano, avete contatti con case editrici di quei paesi per potere vagliare un'ipotesi di traduzione in lingua inglese e diffusione in loco? Io conosco molto bene la lingua ma non ...

La posta dell’editore I

Scritto da: il 31.08.09 — 17 Commenti
Le mail sono la parte più sconfortante e al contempo più esilarante del mio lavoro, e scommetto anche di quello di tutti i colleghi. Catriona già da tempo ha una rubrica dedicata a questo, e voglio dare spazio anch'io alle follie di chi mi scrive. Invito gli amici editori a voler condividere le loro perle. Al contempo questo vuol essere uno spazio di assurdità, quindi se avete domande folli, fatele pure mandando una mail a Liblog. Le risposte saranno surreali quanto le domande, siete avvertiti. Si inizia con un classico: Mail: **********@*****.** Subject: FW: Ora, benedetto ragazzo/ragazza. Ti meriteresti che la tua mail finisse direttamente nel cestino. Un oggetto? Un'idea qualunque di quello che vuoi? Dell'argomento della mail? E poi: FW? Sei davvero così importante da non poter scrivere una mail personalizzata per gli editori e da pensare che loro ti diano la giusta attenzione se inoltri lo stesso messaggio a tutti? Certo, il soggetto vuoto è sempre meglio del soggetto "manoscritto" e di "proposta editoriale" – francamente non li reggo più – ma meglio ancora sarebbe un titolo come "Presentazione romanzo Fragolette nel fango". Se non altro col titolo orripilante avresti attirato sicuramente l'attenzione, e un minimo di interesse. Ma FW denota una certa mancanza di rispetto, una forma di ignoranza o presunzione per cui il tuo tempo ha più valore del mio. Perché se hai fatto FW, nel 90% dei casi non hai fatto selezione degli editori a cui spedire. Me ne ricorderò: ti spedirò un FW del rifiuto di Snoopy, sperando che ti serva.

Pazzità, a cura di Sergio

Scritto da: il 22.12.08 — 1 Commento
Nonostante spesso in editoria si dica che i racconti non abbiano mercato, ed in un certo senso è vero, si moltiplicano le raccolte, che potremmo dividere in almeno tre tipologie: racconti di autori famosi (mono o pluriautore), racconti monoautore di esordienti, raccolte pluriautore sempre di esordienti. Per quanto riguarda i primi non c'è molto su cui dissertare: vendono per il nome sulla copertina. I secondi sono rischiosi (e spesso, ma non sempre, appannaggio delle case editrici a pagamento). Gli ultimi sono un'ottima vetrina per scovare giovani talenti. A questa categoria appartiene Pazzità, raccolta di autori palermitani che si sono affrontati e confrontati sul tema della follia, urbana o meno, analizzandone ciascuno un aspetto, poetico o sanguinario che fosse. Palermitani gli autori ma non la raccolta, che spazia senza confini geografici troppo stringenti se non in un paio di casi riconoscibili. Il tema portante, oltre la pazzia e l'assurdità, è anche la sottile linea di separazione con la normalità, il confine inespresso e facilmente valicabile, la prossimità anche fisica tra chi conduce una vita allineata alle norme sociali e chi no. La quotidianità è infatti presente in quasi tutti i racconti, tangibile e concreta, fino al punto di frattura. Esula da quest'ottica solo Amnésie Blanche, che sia per tono sia per ambientazione è il più onirico di tutti, quasi fumoso. Un piglio di realismo anche un po' duro si trova nelle storie di Bon ton e La superficie delle cose. Tra questi estremi si trovano tutte le gradazioni degli altri sei racconti. Come sempre alcuni sono notevoli e lasciano intuire talenti in piena fioritura, altri sono più piani e banali, nessuno è sciatto. Chiaramente non tutti i racconti sono dello stesso livello espressivo, le raccolte, si sa, sono disomogenee quanto a contenuti e stile, ma è anche un buon modo per "indovinare" i gusti della più ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple