Tutti gli articoli su arroganza

La posta dell’editore V

Scritto da: il 21.05.10 — 29 Commenti
Arriva in redazione una mail. Una mail piena di errori di punteggiatura, con virgole ogni due/tre parole. In più il romanzo allegato non ha a che fare con la linea editoriale nemmeno per sbaglio. Quindi, come sempre, rispondo. "Gentile XYZ, la nostra linea editoriale non comprende storie vere né autobiografie. Inoltre nella presentazione sono presenti svariati errori di punteggiatura, per cui le consigliamo un'attenta revisione del testo prima di sottoporlo all'attenzione di un editore. Cordialmente, Blablablabla" Ed ecco la risposta dell'autrice: "Svariati errori di punteggiatura? Sarebbe stato meglio, se ne avessi fatti di ortografia, grammatica e sintassi, come succede per i giornalisti, gli insegnati e anche gli scrittori? Diciamoci la verità, non si tratta, ne della mia punteggiatura, ne della mia sinossi, ma della mia presentazione. Un tentativo deviato, per indicarmi che per Voi, non ho le CREDENZIALI, per scrivere. Posso accettare perfettamente, che l'argomento non interessi, o che abbia scritto un orrore, ma le prese in giro per favore, RISPARMIATEMELE. Lo conferma anche il fatto, che NESSUNA casa editrice, che ho contattato, ha precisato nel suo sito, di un'avvenuta conferma di ricevimento dell'e mail. Ognuna di esse, stabilisce il proprio tempo personale, 5, 6, 7, 8 mesi, per un contatto, SOLO in caso positivo. Questo sottointende ovviamente, che lo abbiano letto effettivamente, o semplicemente cestinato (non sono così stupida). Avere avuto da Voi l'ONORE, di una risposta non necessaria, e di un consiglio, che lo è ancora meno, fa trasparire perfettamente il Vostro pensiero nascosto. E il consiglio era nei miei confronti, o per i Vostri colleghi, per cui provate solidarietà? SOLO a titolo informativo, ho ricevuto altre risposte, allo stesso identico scritto, ma con altri contenuti, quindi abbiate la compiacenza di pensare, che i Vostri colleghi, hanno le loro idee personali, senza che Voi, Vi facciate da paladini difensori, o di detentori ...

Gli scrittori sono fatti così – La sindrome di Queneau

Scritto da: il 13.03.10 — Comments Off
Gli scrittori, sono fatti tutti così. Difficilmente, ascoltano. Quasi mai fanno il tifo per scrittori che non siano loro stessi. Sono personaggi antipatici, in fondo, perché l’unica storia che ritengono degna di nota è quella che devono raccontare loro. Anche al corso di scrittura creativa del mio amico, facevo finta di sentirmi uno come tanti e quando mi apostrofava gli dicevo: “Dai, Manuel, smettila di fare così, non sono uno scrittore vero”, ma in fondo mi sentivo diverso da tutti quelli che erano in quella stanza. Mi sentivo speciale, solo perché credevo che non ci fosse bisogno di contare le battute in un foglio, o scrivere qualcosa a tema, solo perché credevo che la scrittura è qualcosa che ti nasce dentro e che fa parte dei tuoi cromosomi, tipo il colore dei capelli o tipo la predisposizione per le cose. Mi sentivo diverso, e mi sentivo migliore degli altri. La sindrome di Queneau 2, Sette per uno 
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple