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Le parole che non ti ho detto: Pinter il “reticente”

Scritto da: il 22.01.09 — Comments Off
Quando, nell'ottobre del 2005, seppi che il nobel per la Letteratura era stato assegnato al drammaturgo britannico Harold Pinter (1930-2008), rimasi un po' sorpreso ma contento. Avevo letto alcuni suoi drammi per gli esami universitari: The Birthday Party (Il compleanno, 1957), The Caretaker (Il guardiano o Il custode, 1959), The Homecoming (Il ritorno a casa del 1964 che a me è sempre piaciuto tradurre col titolo di un film con Walter Chiari: La rimpatriata). Testi non difficili anche in originale ma, nonostante l'aiuto di qualche introduzione critica, non facili da afferrare. Che cosa voleva dirci l'autore con quelle situazioni apparentemente tranquille, almeno all'inizio? Battute di conversazione che scaturivano da una banalità quotidiana e che via via facevano intravvedere il mostruoso quanto minaccioso vuoto che le sosteneva facendo altresì comprendere l'assurdità e l'inutilità della comunicazione stessa che, se non fosse stato proprio per la banalità di quelle parole si sarebbe ridotta al silenzio. E questo, al contempo, riduceva e riduce i personaggi a mere individualità racchiuse in sé. Bene coglie l'Accademia di Svezia motivando il nobel conferitogli: “nelle sue commedie [egli] scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione”. Quelle “chiacchiere di tutti i giorni” da cui traspare l'oscura materia dei nostri universi interiori. Inconscio e le sue ignote pulsioni? Probabile. Ciò capita anche all'amico Beckett (1906-1989), benché questi crei ambientazioni, atmosfere e situazioni ancor più rarefatte tanto da diventar emblematiche e simboliche. Chi porta all'estremo la banalità delle conversazioni, “ le chiacchiere di tutti i giorni”, così sfociando in quella ch'egli stesso chiamò antipièce, anticommedia è Eugène Ionesco (1909+1994) che nel 1950 presentò La Cantatrice Chauve, (La cantatrice calva) frutto a suo stesso dire di una rielaborazione di un manuale di conversazione inglese, comprato e studiato anni prima. È ...
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