Tutti gli articoli su anni ’90

Chissà se sono svegli, Lloyd e Reese

Scritto da: il 06.10.09 — 2 Commenti
Continuano in questo secondo volume le mirabolanti avventure di Amy e Jack, la coppia che abbiamo conosciuto con Chissà se stai dormendo di cui trovate la recensione su queste pagine. In Chissà se sono svegli, però, la prosecuzione della storia è affidata non alle voci dei diretti interessati, bensì ad un quartetto d’eccezione: quello formato dai loro migliori amici. Josie Lloyd ed Emlyn Reese strizzano l’occhio a coloro che conoscono bene il primo libro , inserendo il punto di vista di Helen e Matt – personaggi di rilievo fin dall’inizio – ma lasciano anche spazio al nuovo con l’introduzione di Stringer e Susie. Tutti e quattro si trovano a fronteggiare una delle prove più impegnative, pur per un gruppo affiatato: l’organizzazione del matrimonio dei due piccioncini, e nello stesso tempo devono barcamenarsi con le proprie sfide quotidiane. Anche in questo libro, i personaggi – trentenni londinesi allo sbando – sono descritti con grande puntualità nei pregi come nei difetti: Matt, avvocato, ha l’ossessione del controllo sulla sua vita e su quella altrui, perciò si trova spiazzato dall’”abbandono” del coinquilino Jack e, soprattutto, dall’indifferenza di Helen, per cui ha una cotta. Quest’ultima è troppo presa dalle grane del suo lavoro e, dopo l’ultima delusione amorosa, ha chiuso completamente con gli uomini; questo la porta a litigare spesso e volentieri con Susie, che vende cappelli al mercato, ed è conosciuta per essere una vera fanatica del sesso, caratteristica da cui vorrebbe affrancarsi, ma che le tornerà molto utile col bellissimo e timidissimo Stringer anche se non nel modo a cui pensate voi… In mezzo a tutto questo marasma Amy e Jack appaiono di tanto in tanto, quasi come incarnazione dei sogni e di una felicità che sembra a portata di mano, ma non è evidentemente così semplice da afferrare. Il linguaggio è semplice e diretto, alcuni scambi ...

Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Brizzi

Scritto da: il 04.08.09 — 13 Commenti
Sembra che ogni generazione debba avere un “giovane Holden” in cui rispecchiarsi. Gli adolescenti degli anni Novanta hanno trovato il loro libro-immagine in Jack Frusciante è uscito dal gruppo, l’esordio narrativo di Enrico Brizzi, edito da Baldini & Castoldi. Jack Frusciante (il cui vero nome è John) era un componente dei Red Hot Chili Peppers e lasciò la band all’apice del loro successo: qui viene utilizzato come metafora per simboleggiare le scelte controcorrente, quelle che la maggior parte della gente giudica prive di senso e che non si sa dove portino. Il protagonista, un diciassettenne di nome Alex, si muove nella sua città – Bologna – cercando di rendere proprio questo stile di vita, nel tentativo di uscire dagli schemi troppo stretti che la società sembra già avergli disegnato attorno. Insieme a lui ci sono gli amici di sempre, quelli del “complesso punk rock parrocchiale” con i quali condividere sbronze e filosofie, ma anche Martino un ragazzo più grande, ricco e tormentato, chiaro simbolo di come non sia il denaro a dare la felicità. Quando Alex incontra Adelaide la sua vita si rivoluziona all’improvviso: i due cercano una profondità di rapporto che i loro coetanei nemmeno sognano in quattro mesi d’amore senza nemmeno un bacio, ma pieni di favole scritte su un quaderno, di concerti, di serate passate a scambiarsi pensieri e tenerezze. Non so se questo libro possa realmente definirsi “lo specchio di un’intera generazione”, ma di certo le esperienze del “vecchio Alex” fanno parte del bagaglio di moltissimi di noi. Anche il linguaggio, in certi casi un vero e proprio gergo, è tipico di una precisa fascia di età (al giorno d’oggi, forse, il libro sarebbe stato scritto con lo stile sms) tanto che ho sentito più di un adulto lamentarsi di non aver capito al primo colpo certe ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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