Tutti gli articoli su anima

Notte buia niente stelle, S.King

Scritto da: il 02.02.11 — 3 Commenti
Nella postilla di Notte buia niente stelle lo stesso Stephen King avverte: “le storie raccolte in questo libro sono molto dure. Forse in certi momenti, le hai trovate difficili da leggere. Ti assicuro che io stesso, in certi momenti, le ho trovate difficili da scrivere.” Ho aspettato con la solita trepidazione l'uscita del nuovo titolo del mio autore preferito e ho divorato le quattro lunghe novelle qui raccolte in un lampo. Chiuso il libro ho pensato due cose: la prima è che erano anni che non leggevo dei suoi racconti così belli. La seconda è che la postfazione dell'autore è dannatamente vera. Le storie qui raccontate, con il loro orrore per la maggior parte privo di ogni elemento soprannaturale, fanno davvero paura: lo anno in modo completamente diverso da come terrorizzava un mostro con l'aspetto da clown rintanato nelle fogne di Derry, eppure non sono meno efficaci. Tutte partono forse da una domanda ovvia come inizio di una storia: “Cosa accadrebbe se...”. La risposta non è però mai scontata e spesso il finale è ingiusto e sleale, come capita anche nel mondo reale. Così abbiamo Wilfred Leland, un contadino nel Nebraska che nel 1922 assassina la moglie per motivi futili e ne nasconde il cadavere in un vecchio pozzo. Complice più o meno consapevole del delitto il figlio, che finirà per pagare lo scotto per entrambi. Una scrittrice di gialli viene violentata in una stazione di servizio deserta in cui incappa prendendo una strada secondaria di ritorno da un convegno. Tess è una donna di quarant'anni con una vita tranquilla e riservata: lo stupro cambierà tutto quanto mettendo in luce un io inaspettato. Un mediocre uomo di mezz'età, da sempre invidioso del suo migliore amico a cui la vita ha regalato tutto, fa un patto con un misterioso venditore ambulante dal profetico nome di Elvid: ...

Il bambino che parlava con il diavolo, Evans

Scritto da: il 06.04.10 — Comments Off
Sto cominciando a mal sopportare gli adattamenti dei titoli italiani. Per Il bambino che parlava con il diavolo, che mostra in copertina una di quelle vecchie bambole con la mandibola spezzata, sarebbe stata d’effetto una traduzione più fedele all’originale, che sarebbe stata più o meno Un bravo bambino. Sono certa che i lettori avrebbero capito ugualmente che si tratta di un horror, anche perché è noto che la collana Vertigo Black della Newton & Compton non pubblichi solitamente le favole di Esopo. Il romanzo rappresenta l’esordio di Justin Evans, pluripremiato in patria da pubblico e critica; di fatto quando un libro fa così tanto clamore sono portata a stare più attenta a non lasciarmi invischiare dall’entusiasmo e di solito ho ragione. In questo caso ci troviamo di fronte ad un buon horror, confezionato con tutti i crismi, ma a mio parere nemmeno avvicinabile ad un qualsiasi King. Non significa che la lettura non sia appassionante, specie per il modo in cui la vicenda viene trattata, cioè più sul versante psicologico che su quello soprannaturale: il protagonista è George, un giovane padre che in nessun modo riesce ad avvicinarsi al figlio appena nato. Per cercare di capire questo blocco, l’uomo si rivolge ad uno psicologo ed è attraverso le sedute che torna a galla un’infanzia tenebrosa in bilico tra la malattia mentale e la possessione demoniaca. George è infatti stato tormentato, in passato, da un amico immaginario che però non è svanito come tutti gli altri. Questo “Amico” sembra incline a suggerirgli le peggiori azioni e lo terrorizza a morte. Ma chi sarà in realtà? Forse il suo modo di affrontare il trauma della morte del padre, come pensano i dottori, oppure è come dicono gli amici dello scomparso genitore, cioè un demonio salito dagli abissi per impadronirsi della sua anima? A ...

Il gioco dell’angelo, Zafon

Scritto da: il 26.01.10 — Comments Off
Dopo il successo mondiale ottenuto con L’Ombra del Vento, Carlos Ruiz Zafon ci accompagna di nuovo tra le ramblas, anticipando gli eventi di una ventina d’anni e fornendoci così una sorta di prequel alle vicende che ci ha narrato nel suo primo bestseller. Il protagonista del  Gioco dell’Angelo è David Martìn, che da sempre coltiva il sogno di diventare scrittore. Grazie al proprio talento e all’attenzione del conte Vidal, che lo protegge fin dall’infanzia, riesce a pubblicare alcuni suoi racconti. Per sdebitarsi, riscrive allora un manoscritto di Vidal e nello stesso tempo lavora ad un libro suo, sacrificando rapporti interpersonali e salute. Le due opere escono nel solito giorno, ma, mentre il libro di Vidal è un grande successo, quello di Martin si rivela un fiasco. Il giovane ha a che fare con duri contraccolpi anche quando scopre di essere affetto da un male incurabile e viene a conoscenza del matrimonio tra Cristina, il suo grande amore di sempre, e il suo mentore ed amico. Proprio in questo periodo di disperazione, un misterioso editore si fa avanti per commissionare a David un’opera monumentale, destinata a cambiare la storia. Oltre ad un’ingente somma di denaro, la ricompensa sembra essere la guarigione completa. Tuttavia, mentre lavora per documentarsi, David viene a conoscenza di diversi inquietanti particolari sul suo misterioso principale e dovrà destreggiarsi attraverso un dedalo di pericoli e complotti tesi per impossessarsi di qualcosa di ancora più prezioso della sua vita. Al di là della storia intricata e stimolante, i motivi per cui è possibile apprezzare Il gioco dell’Angelo sono moltissimi: innanzi tutto si tratta di una dichiarazione d’amore di Zafon al proprio mestiere. Certo, è un amore non sempre facile, tormentato, che induce a moltissime rinunce, ma proprio per questo è più sanguigno, vero. La passione che anima lo scrittore è la stessa che muove ...

La Valle di Átopon, Marzocca

Scritto da: il 24.12.08 — Comments Off
La fascetta allegata a questo libro recita: “Tutti i diritti d’autore verranno devoluti all’Associazione PETER PAN Onlus”. Tale associazione di volontari permette ai genitori che hanno un figlio malato di cancro e ricoverato a Roma di stargli vicino durante le cure mediche. Forniscono una casa dove alloggiare, assistenza e, soprattutto, conforto. Questo impegno, dei volontari e di Fabio Marzocca, meriterebbe da solo l’acquisto e la lettura del libro e magari… una recensione positiva. La valle di Átopon è un racconto per ragazzi ambientato in un tranquillo paesino nei pressi di Orvieto. Uno di quei posti dove tutti si conoscono e si aiutano. Un luogo dove si possono vedere le stelle ed ascoltare i grilli, lontano dalle luci e dal chiasso delle città. Il protagonista, Ughino, è un bambino costretto a prendersi cura della madre disturbata mentalmente. Per salvarla parte con due fedeli amici per il luogo di ciò che non ha luogo dove risiedono coloro che sovrintendono alla psiche umana… Nonostante il target a cui è destinato questo breve racconto (appena 120 pagine) affronta tematiche difficili: l’alienazione, l’emancipazione, gli influssi sull’animo umano, la vita… ma lo fa con un linguaggio che cerca di mantenersi semplice e diretto e con efficaci allegorie tratte dalla mitologia greca. Una storia sana come una fiaba ma che scende a guardare il mondo dell’anima in una visione onirica adatta ad un pubblico di giovani. Unico appunto che posso fare è il modo di parlare dei personaggi: un po’ troppo “corretto” per abitanti di un paesino dell’Umbria. Comunque questa piccola perdita di verosimiglianza nulla toglie al valore del libro ed io sono il primo fautore di un Italiano corretto in tutte le circostanze. La lettura è scorrevole e non impegnativa, adatta per un paio di tranquilli pomeriggi nel periodo delle feste. Direi che questo libro potrebbe essere un bel regalo di Natale ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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