Tutti gli articoli su amazon

L’avvento dell’ebook e l’autopubblicazione

Scritto da: il 25.01.10 — 3 Commenti
Seguendo un'interessante quanto tediosa discussione su FF ho trovato un intervento di Bgeorg che riassume esattamente quello che io penso. scrivo lungo, ma almeno una volta sola. abbiamo capito che l'editor serve, è un passo avanti. ma a cosa? l'editor serve in primo luogo a far presente al 99% di chi pensa di poter scrivere che c'è differenza di principio tra la letteratura e l'inanellare micropensierini e quadretti autobiografici e microraccontini tanto supponenti nelle intenzioni quanto pedanti e imbarazzanti negli esiti oltreche scritti in italiano improvvisato, le robe che però piacciono ai blogger democratici, a quanto pare (per non parlare dei maxiraccontoni ugualmente improbabili). E a investire sul restante 1%, nel quale non c'è per forza grande letteratura, ma ci sono prodotti dignitosi, che stanno in piedi - secondo criteri piuttosto universali - per pubblici diversi, magari anche di poche pretese (rassicuro palmasco: se si legge poco non è perché le case editrici sono suicide e non pubblicano questi geni dei blogger che scrivono la letteratura di domani, quella di mezza cartella, o perché sono espressione di apparati; non servono le primarie. si legge poco perché l'analfabetismo di ritorno in italia è sopra al 50% e nemmeno gli scrittori italiani sono poi tutti questi gran geni che valga molto la pena di leggere. non che nel cinema se la passino meglio. direi che è l'italia il problema). "Investire" sull'1% significa che è l'editore che paga lo scrittore, cioè rischia del suo e quindi è spinto a fare del suo meglio, anche a costo di scontrarsi con la volontà dello scrittore. guidato da cosa? da una parte dal filtro del mercato e dei lettori, e dall'altra da quello dei "lettori di professione" - addetti ai lavori e critici letterari: il sapere condiviso di una comunità in un determinato momento. perché nemmeno un genio può ...

Bookseer

Scritto da: il 05.07.09 — 7 Commenti
"E ora che questo l'ho finito, che leggo?" Credo che sia il dubbio più comune tra i lettori assidui. Finito un bel libro non sempre è facile scegliere il successivo. C'è chi fa come me e tiene un "harem", tra cui scegliere il prediletto del momento, o chi va in libreria per lasciarsi ispirare. Chi cerca ispirazione sui blog e chi legge le rubriche dei giornali. Ma se conoscete anche solo un po' l'inglese e volete provare a chiedere un vaticinio, ecco venirvi incontro Bookseer, una semplicissima pagina web con una domanda (variabile) che, a partire da titolo e autore dell'ultimo libro letto, vi suggerirà degli altri titoli. Non ho riconosciuto il ritratto che fa da sfondo al tutto, ma è normale, data la mia proverbiale (mancanza di) memoria. Sono curiosa, però, quindi mi piacerebbe che qualcuno mi risolvesse anche questo arcano. Per funzionare il servizio attinge alle liste di Amazon e Librarythings, ma spero che prima o poi venga integrato anche con aNobii e, soprattutto, venga tradotto in italiano. Per ora mi accontento di tradurre il titolo in inglese e ritradurre i risultati in italiano, anche se non sempre funziona... E quindi, che libro leggete ora?
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple