Tutti gli articoli su alieni

Sulla scena del mistero, Bagnasco, Ferrero e Mautino

Scritto da: il 29.11.10 — Comments Off
***Disclaimer: nonostante riguardi un saggio questa recensione oscillerà tra il serio e il faceto, nello spirito degli indagatori di mysteri*** Se "antiche civiltà scomparse" e "misteri" nella stessa frase vi fanno pensare a Vulvia, la pregevole parodia di Guzzanti, più che ai vari Giacobbo e Ruggeri, forse di questo libro non avete bisogno (anche se probabilmente avrete voglia di leggerlo). Sulla scena del mistero infatti non è certo una puntata di Voyager, ma un saggio sul metodo scientifico, come illustra benissimo il sottotitolo "Guida scientifica all'indagine dei fenomeni inspiegabili". Scritto da tre membri del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, il saggio prende spunto dai mysteri (ovvero i fenomeni inspiegabili di natura non scientifica) che ormai più o meno tutte le trasmissioni propalano insieme a teorie tanto strampalate quanto per noi potrebbe essere la spiegazione del fulmine data da un antico greco. Chi di voi, cambiando canale – spero –, non è mai incappato in un teschio di cristallo, o in un geroglifico raffigurante un alieno? Prima o poi tutti abbiamo visto qualche spezzone di queste trasmissioni, alcuni di noi armati di sano scetticismo o anche ironia, altri invece accettando acriticamente le varie ipotesi. Questo manuale fornisce gli strumenti per indagare questo tipo di mysteri, per fornire una spiegazione logica e razionale, alla quale in gran parte saremmo anche potuti arrivare da soli. È questo infatti il succo della demistificazione, verificare le varie ipotesi e formularne di nuove, scientifiche, a partire da strumenti logici semplici e con tecniche replicabili: oltre al famosissimo rasoio di Ockham occorre ricordare anche il meno conosciuto Imperativo Categorico di Hyman. In alcuni casi si tratta anche di tentare di replicare il fenomeno a partire da componenti semplici, come per il sangue duplicato di San Gennaro o per i cerchi nel grano, e suppongo che ...

Capitan Rogers nel 25° secolo, Steele

Scritto da: il 27.08.10 — Comments Off
Il sole oggi è rovente. Giornata perfetta per andare al mare e, magari, per una bella lettura sotto l’ombrellone. Per il mare non posso fare nulla ma la lettura la posso suggerire io: come ormai ben sapete, quando il sole picchia niente è più fresco per me di un po’ di fantascienza! In effetti, tanto fresco questo libricino non è, trattandosi di un classico del genere. Tanto classico che ne hanno tratto una serie di telefilm che anche all’epoca (parlo degli anni ’80, quando ero piccolo), trovavo un poco noioso. «Ma il libro com’è?». Pensai quando l’occhio mi cadde sulla copertina del romanzo sperso sul vecchio carretto tarmato. Come avrete capito (d'altronde qua sopra c’è tanto di titolo!) il romanzo in questione è il celeberrimo (?) Capitan Rogers nel 25° secolo di Addison E. Steele. Per quelli che non frequentano il genere fantascientifico o che odiano le serie tv degli anni ’80 vi dirò che il romanzo ha come protagonista il capitano e astronauta Buck Rogers. Durante una delle prime missioni spaziali (parliamo del 1987) Buck, rimane ibernato nel suo veicolo alla deriva. Si risveglia nel 25° secolo, ad accoglierlo un mondo cambiato dalle guerre e dalla tecnologia dove il simpatico capitano è coinvolto in un intrigo interplanetario tra computer senzienti (e saccenti), astronavi da guerra, robot ed una principessa tanto bella quanto pericolosa… Sono sempre un po’ in imbarazzo a commentare un classico di questa levatura. Che dire in più dei critici che negli anni ne hanno intessute le lodi o l’hanno denigrato? Comincerò con quello che è quasi una regola: il libro è migliore del telefilm. Scritto in modo semplice ma elegante, scorre veloce tra le mani senza mai annoiare, forse non appassionante, come altre opere, ma gradevole e rilassante. Nonostante sia un libro di fantascienza classica, vi si possono notare temi ...

Noi e loro, Di Girolamo

Scritto da: il 12.02.10 — Comments Off
Da quando collaboro con questo blog, mi sono capitate tra le mani opere che probabilmente mai avrei letto. Alcune sono state gradevoli sorprese, altre un po’ meno. Oggi vi parlo di un libro appartenente a un genere che mi ha sempre incuriosito ma che ho frequentato poco: l’Ufologia. Noi e Loro (sottotitolo T & ET) parla delle diverse specie di alieni che da anni visitano il nostro pianeta e delle loro interazioni con la razza umana. L’autore – Paolo Di Girolamo, studioso di fenomeni legati agli U.F.O. sin dal 1955 – cerca di trarre un senso dai molti contatti alieni a cominciare da quelli avuti da lui stesso. Dalla maggiore frequenza e complessità di tali incontri sembra emergere un disegno preciso: abituarci all’idea che non siamo soli nell’universo. Vi dico subito che Noi e Loro è un libro indirizzato soprattutto agli appassionati di UFO: non è né uno studio scientifico sul fenomeno né tantomeno cerca di convincere sull’esistenza della vita aliena. Piuttosto pone l’accento sulle conclusioni che si possono trarre dai contatti avuti da svariati autori in giro per il mondo, tra cui lo stesso autore nell’Italia degli anni sessanta. La prima conclusione è che sono diverse le specie aliene che visitano o abitano la Terra con sempre maggiore frequenza. Altrettanto vari i loro scopi. Se gli Ummu si limitano ad osservarci, i Grigi (quelli di Incontri ravvicinati del terzo tipo) vogliono usarci per esperimenti genetici. I Janos hanno bisogno di una nuova patria mentre i w56 cercano di salvarci dai terribili CTR. Non mancano quelli che vogliono salvarci da un’imminente catastrofe causata da un astro in transito nel sistema solare … Quel che è certo è che gli alieni, ormai, fanno parte dell’immaginario collettivo tanto che l’autore ipotizza l’esistenza di un piano preciso per farci accettare la loro presenza in vista di un ...

The Dome, King

Scritto da: il 11.11.09 — 9 Commenti
Con la sua solita precisione il libro targato 2009 del Re non si è fatto attendere e da poche settimane The Dome è in pasto anche ai lettori italiani: l'ultima fatica letteraria di Stephen King, con l'usuale copertina molto accattivante, è un libro bello corposo che almeno a quantità di pagine non delude i suoi affezionati lettori. Per chi come la sottoscritta arriva all'appuntamento annuale con una trepidazione che ha il vago sapore di crisi di astinenza, trovarsi davanti un tomo di quasi mille pagine fa scattare automaticamente due pensieri. Pensiero uno (tra l'invidioso e l'ammirato): non rimane mai a corto di parole neanche quando lo è di idee. Il che mi porta immediatamente al pensiero due: oddio, speriamo che non sia questo il caso.. Arrivata alla fine ho sospirato di sollievo. Come La storia di Lisey e Duma Key, anche questo dimostra che la fucina del nostro Autore preferito (ok, è soprattutto il mio...ma magari lo sarà anche di qualcuno di voi!) è tornata a funzionare a pieno regime. L'ambientazione è quella tanto cara ai kinghiani doc: dopo averci trascinato sulle soleggiate ma infide spiagge delle keys, King torna in un certo qual modo a casa. Chester's Mill è un piccolo paese a forma di calzino nel cuore di quel Maine immaginario che lo colloca proprio accanto a Castle Rock, nome sicuramente familiare per molti di voi.< Un giorno, spuntata come dal nulla, sul piccolo centro scende un'enorme e invisibile cupola, che lo isola dal resto del mondo. La geografia dello stato americano nel libro si spacca in due, ma l'occhio dell'autore rimane ben focalizzato su quello che lo interessa. Fuori dalla cupola infatti il governo americano si stia interrogando su chi e come possa aver originato una simile mostruosità, che non cede sotto nessun attacco militare o chimico. Le domande sono interessanti ma un po' scontate, ...

Parola di Douglas Adams

Scritto da: il 14.01.09 — 2 Commenti
Al principio fu creato l'Universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. Numerose razze sono convinte che l'Universo sia stato creato da una specie di dio. Gli Jatravartid di Viltvodle VI credono invece che il cosmo sia nato dallo starnuto di un essere chiamato il Grande Ciaparche Verde. Douglas Adams, Ristorante al termine dell'Universo

Nessuna notizia di Gurb, Mendoza

Scritto da: il 18.12.08 — 2 Commenti
A chi ama pensare che gli alieni siano tra noi il titolo Nessuna notizia di Gurb dovrebbe risultare già sentito; come avrete già capito, infatti, il tema centrale del romanzo di Eduardo Mendoza è l'arrivo degli alieni, per una volta in Spagna e non in America. Nulla a che vedere con lo stile filmico, il genere catastrofico o fantascientifico, però; a far da padrone per le centoventi pagine del libro è un umorismo surreale dato dall'impossibilità di identificarsi col protagonista, inconsciamente ed involontariamente comico. È l'alieno la voce narrante di questa storia, è lui a tenere il diario dettagliato della missione spagnola, è lui a raccontare dal suo personalissimo punto di vista le scene apparentemente banali della vita quotidiana terrestre. Ed è un fiorire di equivoci, gaffe, boutade. La scansione è quella del diario scientifico (un po' Star Trek, data astrale 3615.09), che procede per giorni e ore, appuntando gli eventi e le fasi della missione. Il protagonista ha poco tempo per imparare a mimetizzarsi nella folla e ritrovare appunto il compagno di missione Gurb, misteriosamente smarrito. Da questo prendono le mosse situazioni al limite del grottesco, utilizzate in chiave satirica per criticare di volta in volta usi, costumi e tic della modernità, compresa l'incapacità di sorprendersi o l'indifferenza; a divertire, inoltre, sono i rapporti personali e amicali che si creano nei quartieri di Barcellona, assurdi e risibili. A tratti il libro si appesantisce, com'è proprio della struttura del diario scientifico, ripetitiva anche quando riletta in modo comico, perdendo un po' dello smalto e della vivacità linguistica che lo caratterizzano. Per il resto invece è una scrittura brillante, vitale, giocosa. Purtroppo il libro è denso di errori e refusi (compreso un pervicace dò in luogo di do) che rendono antipatica la lettura per chi non riesce a trascurarli agevolmente. Un libro utile per farsi notare durante la ...

Utopia? – K-PAX, Brewer

Scritto da: il 20.10.08 — 3 Commenti
In genere non guardo le trasposizioni filmiche dei libri prima di averli letti, o almeno non consapevolmente. Così ho scoperto dell'esistenza del romanzo K-PAX solo dopo la visione dello splendido film con Kevin Spacey. Nella mia mente quindi il personaggio principale ha il suo aspetto, il suo stesso sorriso sornione e lo sguardo impenetrabile, che hanno reso così vivida e interessante la pellicola. Condizionamento che, tuttavia, ha avuto il pregio di inserirmi direttamente nella narrazione, e darmi coordinate esatte sui personaggi. L'aspetto concreto comunque non conta molto. Come per un altro romanzo che ho particolarmente amato, Fiori per Algernon di Keyes, il libro è composto da rapporti di sedute, benché in questo caso non sia il paziente ma il medico a stilarli. Quella che trob (trob senza maiuscole) descrive progressivamente è una società ben oltre le utopie umane, serena, intelligente, misurata. Se vogliamo troppo impersonale, troppo protetta da ogni possibile disagio emotivo, ma perfetta e affascinante. Le abnormi conoscenze di trob fanno subito presa su chi lo circonda, tentando persino il suo medico curante. Attraverso le sedute pian piano si delinea una realtà parallela a quella che il protagonista vive o immagina, ma che induce a riflettere sul concetto di realtà. Cosa è reale? Ciò che, pur essendo considerato assurdo, produce effetti concreti sul mondo circostante, oppure ciò che è perfettamente sensato ma che non ha presa sul suo contesto? Il romanzo apre continuamente queste domande e lascia  al lettore il compito di trovarsi la soluzione. Confesso che, pur conoscendo le svolte della trama, sono rimasta "sospesa" fino al termine, riprovando le stesse sensazioni che ricordavo dal film. Per cui vi consiglio sia la lettura, sia la visione, entrambe appassionanti.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple