Tutti gli articoli su Adriano

Ad occhi aperti, Memorie di Adriano, Yourcenar

Scritto da: il 02.07.09 — 2 Commenti
***Avvertenza: questo libro è già stato recensito da Tom Traubert: ma poiché la lettura è un processo creativo, ritengo che sia non solo utile ma anche piacevole vedere lo stesso libro con occhi diversi. Livia*** Ci sono libri la cui portata letteraria è tale da mettere in difficoltà, credo, non soltanto il critico esperto ma anche il più modesto recensore. Le Memorie di Adriano (1951) di Marguerite Yourcenar (1903-1987) è proprio uno di quelli. È senz'altro un capolavoro ma non è poi così semplice spiegare perché lo sia a chi deve ancora leggerlo. La situazione è nota: l'imperatore Adriano (al secolo Publio Elio Traiano Adriano, 76-138 d.C.), vecchio, malato e prossimo alla fine (una volta tanto non violenta come quella di tanti suoi predecessori), racconta in una lettera a Marco Aurelio la propria vita: “la meditazione scritta d'un malato che dà udienza ai ricordi”. E questo gli offre l'opportunità per riflessioni davvero acute, al punto da domandarsi se quello che si sta leggendo sia un romanzo (storico? filosofico?, politico?), un saggio, una biografia o che altro; e uno dei motivi per cui merita l'appellativo di capolavoro sta probabilmente nella capacità dell'autrice di far convivere e amalgamare i vari generi in un'armonia frutto dello stile scritturale al contempo semplice e raffinato, talvolta poetico. La carriera del protagonista, la sua ascesa politica e militare e il suo stesso modo di governare ed essere Imperatore, son tutti informati da un'educazione greca che lo portano ad un equilibrio, ad un amore per la cultura e il bello probabilmente assenti in altri imperatori. “Humanitas, Felicitas, Libertas: queste belle parole incise sulle monete del mio regno, non le ho inventate io” e, tuttavia, son le tre parole-chiave che muovono e guidano sin dall'inizio della sua “amministrazione”, i suoi desideri e le sue riforme. Dalle sue considerazioni sulle leggi, il modo di ...

Memorie di Adriano, Yourcenar

Scritto da: il 27.01.09 — 1 Commento
Ci sono libri che ogni tanto viene voglia di rileggere, libri che tornano alla memoria con potenza per l’impatto che hanno avuto alla prima lettura, ma che a distanza di anni ci si chiede che effetto farebbero… se sono cambiati anch’essi, con noi, e come noi. Il libro che riprendo in mano in questi giorni è uno di quelli per cui la parola capolavoro una volta tanto non è sprecata. Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar è l’autobiografia fittizia dell’imperatore romano, in cui la scrittrice lo immagina, quasi sessantenne, malato e prossimo alla morte, comporre una lunga lettera al giovane erede Marco. In questa lettera Adriano ripercorre la sua vita, interrogandosi su vari aspetti dell’esistenza e soffermandosi a lungo in profonde riflessioni sulla natura umana e sulla vita. Adriano parla d’amore e di morte, di ricerca del piacere e di politica, di guerra e di amicizia. Fra saggio storico, diario e meditazione filosofica la potenza di queste Memorie sta non solo nelle folgoranti intuizioni, nella lucidità del pensiero, ma anche nella straordinaria prosa della Yourcenar, capace di vertici poetici di grande bellezza, seppure con un’asciuttezza e una raffinatissima (quanto apparente) semplicità che ne fanno una lettura assolutamente affascinante. Se l’Imperatore infatti ci propone un’interessante e precisa rievocazione storica, densa di particolari quotidiani, l’uomo Adriano ci regala riflessioni senza tempo, venate dalla malinconia delle ore finali, ma che si riverberano piene di vita nei ricordi che si susseguono come lampi nel corso del romanzo. Quello che si compone così dinanzi ai nostri occhi è un affresco popolato di persone e di eventi, ma il miracolo che riesce alla Yourcenar è la credibilità del tutto. Mai per un attimo dubitiamo che sia davvero Adriano a parlare, talmente densa di umanità e di empatia è la scrittura, e fin dalle prime righe ci si ritrova partecipi ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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