In Paura della matematica, diviso in due parti – la prima costituita da un unico racconto, Il ricordo del mondo, scritto nel 2008, mentre la seconda da altri sei già presenti nella raccolta In un modo o nell’altro dell’86 –, ritroviamo la consueta eleganza che contraddistingue gli scritti di Peter Cameron. E anche, naturalmente, la sua poetica.
Cameron ci dipinge coi colori pastello del quotidiano scorci (o squarci) di vita che però non hanno la pretesa di essere grandi moments of being o epiphanies rivelatori di chissà cosa: sono episodi di vita di gente comune, a guardarli bene di una banalità sconcertante. Eppure proprio per questo li sentiamo vicini.
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L’edizione in mio possesso di questo libro è davvero vecchia e ha semplicemente il titolo italiano che si usava nelle prime traduzioni: Rebecca in italiano era diventato “la prima moglie” e anche se nelle riedizioni successive o si è ripreso il titolo originale o, come ha scelto di fare ora il Saggiatore, i due titoli sono stati accostati, continuo a ritenere che la prima scelta fatta dalla Mondadori fosse quella più azzeccata, rendendo il titolo italiano migliore di quello originale.
Chi narra infatti la storia al lettore? La seconda signora De Winter, il cui status è più importante del nome vero, che rimane appunto ignoto: si sa solo che è bello e particolare, ma nessuno lo usa, nemmeno il marito che ricorre a diversi vezzeggiativi. Qual’è il fantasma che aleggia su Menderley? Quello di un’altra signora de Winter, appunto la prima moglie.
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A volte “un libro è un gioiello” prende una connotazione un po’ più letterale del previsto: come scopro tramite Il Giornalaio, Littlefly ha deciso di produrre gioielli a partire da libri; Jeremy May ritaglia una forma da centinaia di pagine di un libro e poi le lavora fino ad ottenerne un anello, una collana, un gioiello. Ecco, dato che si approssima il mio compleanno, io non mi offenderei se qualcuno me ne regalasse uno…

Ho sempre detto in giro di non essere un’amante del giallo, ma ci sono libri che ti catturano fin dalla prima pagina e non puoi proprio fare a meno di arrivare in fondo anche se il genere non è il tuo preferito. Jasper Jones di Craig Silvey, edito da Neri Pozza, è un caso lampante.
Probabilmente l’ho apprezzato così tanto perché non si tratta di un giallo puro, ma di una commistione di generi ben amalgamati come mistery, romanzo di formazione, dramma familiare, spaccato della società borghese; il tutto in un’ambientazione per me piuttosto inusuale: una sonnolenta cittadina del distretto di Perth, Australia, negli anni della guerra del Vietnam.
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Oggi ospitiamo la nostra collega blogdoka Luciana, di AllTheWord, che ci parla di manuali per giocatori di poker:
Di libri sul poker ce ne sono davvero pochi; alcuni sono però importanti da leggere e vanno presi come una vera e propria guida. Questo perché gli autori sono dei veri giocatori che oltre a teorie, statistiche e consigli hanno alle spalle tanta pratica, ed è per questo motivo che da loro si può solo imparare. Oggi il Poker è diventato uno sport e molti sono gli appassionati che giocano su poker room online, come Europa Casino e altre. Per diventare bravi e avere qualche soddisfazione bisogna trovare il mix giusto tra allenarsi e soprattutto leggere, informarsi e guardare le mosse dei giocatori professionisti.
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Il sole oggi è rovente. Giornata perfetta per andare al mare e, magari, per una bella lettura sotto l’ombrellone. Per il mare non posso fare nulla ma la lettura la posso suggerire io: come ormai ben sapete, quando il sole picchia niente è più fresco per me di un po’ di fantascienza!
In effetti, tanto fresco questo libricino non è, trattandosi di un classico del genere. Tanto classico che ne hanno tratto una serie di telefilm che anche all’epoca (parlo degli anni ’80, quando ero piccolo), trovavo un poco noioso. «Ma il libro com’è?». Pensai quando l’occhio mi cadde sulla copertina del romanzo sperso sul vecchio carretto tarmato. Come avrete capito (d’altronde qua sopra c’è tanto di titolo!) il romanzo in questione è il celeberrimo (?) Capitan Rogers nel 25° secolo di Addison E. Steele.
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Le parole che più mi ricorrevano nella mente leggendo questo romanzo del 2007 – Un giorno questo dolore ti sarà utile (Someday This Pain Will Be Useful To You) – dell’americano Peter Cameron (1959) sono “garbo” e “distacco”. Questo autore ebbe notorietà mondiale grazie al film che nello stesso anno ne trasse James Ivory dal suo romanzo del 2002: Quella sera dorata (The City of Your Final Destrination).
Un giorno questo dolore ti sarà utile è il diario – da fine luglio all’ottobre del 2003 – del diciottenne James Sveck, un giovane turbato, disturbato, silenzioso, colto e solitario a cui il mondo e i rapporti sociali non piacciono, tanto sono il più delle volte volgari e senz’altro superficiali entrambi ma soprattutto i secondi. Finite le superiori e in attesa di andare all’Università (che non vuol frequentare), vive con la madre (reduce all’inizio del libro dal fallimento del suo terzo matrimonio) e con la sorella Gillian che intrattiene una relazione con un professore universitario coniugato. Per guadagnarsi la “paghetta” la madre l’ha “assunto” nella Galleria d’Arte di cui è proprietaria e che è diretta da John Webster.
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Leggere è sempre stato il mio debole, e senza le biblioteche non avrei potuto conoscere tanti dei capolavori della letteratura e arricchirmi, per cui è piccola cosa per me oggi promuovere la campagna AIB per dare maggiore rilievo alle biblioteche. Trovate i dettagli qui. Leggete e ridate vita alle biblioteche, riscopritele!
Nel 1860 a Road, un paesino nella campagna inglese, avvenne un brutto fatto di sangue. Una dozzina di persone dormivano indisturbate a Road House Hill quando una di loro venne barbaramente uccisa.
Gli indizi si concentrarono quasi subito sugli abitanti della casa, padroni e servitori, perché sembrava impossibile che l’assassino fosse venuto dall’esterno. C’era un cane in giardino che, esattamente come il mastino dei Baskerville nel celebre romanzo di Sir Conan Doyle, non aveva abbaiato: quindi come era potuto un estraneo penetrare nella casa?
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Un tributo “originale” e fantasioso a uno dei migliori scrittori di fantascienza, Ray Bradbury:

Dato il testo e il video stesso della canzone è vietato ai minori di 18 anni, per cui dovete accedere a youtube per poterlo vedere, ma è davvero divertente, e fa il verso anche a una certa candante che esordì con un video “scolastico”…
E poi sicuramente da vedere la reazione di Ray Bradbury (che un paio di giorni fa ha compiuto 90 anni!), che trovate qui.
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